Domanda 1: Manzoni e Rosmini
La questione dell'idea dell'essere
Sulla questione di cosa ci sia nella mente dell’uomo, tutto si risolve solamente nell’esperienza e nei sensi o c’è qualcosa nella mente atto ad accogliere quest’esperienza/sensi e a interpretarli? Manzoni risponde che nella mente c’è il linguaggio (l’uomo nasce nel linguaggio) che porta con sé quest’idea generale che ci permette di conoscere/riconoscere queste cose che incontriamo con l’esperienza. Rosmini dice: “c’è nella mente l’idea dell’essere”, idea generale/indeterminata che poi si applica alle varie cose che noi conosciamo.
Riletta nella prospettiva del linguaggio, Manzoni concorda con Rosmini nell’idea dell’essere. Manzoni accoglie l’idea rosminiana che per conoscere abbiamo nella mente una luce che si proietta sulle cose intorno a noi (luce=idea dell’essere). Manzoni riflette questa luce come qualcosa portata dal linguaggio (problema dell’origine).
Rosmini, invece, diceva che l’idea dell’essere è innata. Manzoni, anti-innatista, concorda con Locke. Nel 1855 dice che non ci sono nozioni innate nella mente umana. Manzoni, appena legge i saggi (volume 3 e 4) di Rosmini, ha difficoltà ad ammettere l’idea dell’essere e porla come innata. Però, Manzoni accoglie l’idea dell’essere, cioè il fatto che dobbiamo avere nella mente qualcosa che permetta di organizzare/dare fondamenta alla nostra esperienza.
Domanda 2: Meditazioni sul rapporto pensiero-linguaggio
Messo alle strette, Manzoni dice che se deve avanzare un’origine dell’idea dell’essere, dice che sta nel linguaggio. Nella lettera a Rosmini, Manzoni sottolinea il rapporto strettissimo tra pensiero e linguaggio.
Louis de Bonald (1754-1840) è citato da Manzoni:
- “Le legislazione primitive” 1802
- “Pensieri su diversi soggetti e discorsi filosofici” 1817
- “Ricerche filosofiche sui primi oggetti delle nostre conoscenze morali” 1818
Bonald è lodato più volte da Manzoni perché dice che pensiero e linguaggio sono indissociabili (“sentir messa”). Manzoni disaggrega le posizioni politiche e politico-religiose di Bonald (aristocratico reazionario che voleva il ritorno all’Ancien Régime, a una società gerarchica di tipo medievale, a una religiosità molto vecchio stile; cose che non condivideva Manzoni). Anche con de Bonald, Manzoni accetta delle cose e non accetta delle altre.
Domanda 1: Concilio Vaticano I
La posizione dei giansenisti viene superata: uno dei problemi toccati dai giansenisti era quello dell’infallibilità del Papa e i giansenisti come tutto un filone autorevole della tradizione.
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