Spiegare il meccanismo di sicurezza basato sui permessi di Android
Una applicazione per poter usufruire di una certa funzionalità o di una risorsa deve richiedere un permesso per poterla utilizzare. I permessi si dividono in predefiniti, ovvero permessi standard di Android, e permessi custom ovvero permessi specifici per la singola app e definiti nell’Android manifest. Sempre nel manifest oltre a dichiarare i permessi, lo sviluppatore richiede anche l’approvazione di questi ultimi, cosa che può essere fatta dal sistema o tipicamente tramite una richiesta all’utente che approva l’accesso dell’applicazione a una certa risorsa del device.
Descrivere le politiche di risparmio energetico adottate da Android specificando i componenti hardware possibili da gestire
Per il risparmio energetico Android utilizza in particolare due strumenti, ovvero il lower killer memory e i wakelocks.
Il lower killer memory è una politica basata sulla stima del ritardo che ogni task accumula a causa di mancanza di memoria, e quindi dal calcolo della pressione detta vmpressure che il sistema presenta in un certo momento. La stima di questi dati permette al sistema di decidere quali task killare per ridurre la pressione.
La seconda policy di gestione dell’energia si basa sulla richiesta da parte delle applicazioni, di wakelocks su determinate risorse. Questa richiesta deve essere fatta esplicitamente e in sua assenza Android revoca la risorsa all’applicazione.
Elencare e descrivere brevemente il ciclo di vita di una activity
Il ciclo di vita di una activity incomincia con la chiamata alla funzione onCreate() che crea un setup dell’activity poi si passa alla funzione onStart() che inizializza l’activity e poi a onResume(), da questo momento l’activity è visibile ma non si può interagire con essa.
In seguito l’activity inizia il run e risponde ad eventi dell’utente fin quando una altra activity non si sovrappone su di essa, a quel punto viene chiamata la funzione onPause().
Da questo momento l’activity può essere restartata chiamando la funzione onRestart() e ritornare a onStart() oppure l’intera applicazione può essere killata oppure l’activity può essere stoppata con la funzione onStop() e poi essere distrutta con la funzione onDestroy oppure reinizializzata con onRestart().
Descrivere le tipologie di intent previste da Android
Un intent è un oggetto generico utilizzato per la comunicazione tra app. Esso è sostanzialmente una azione accompagnata da dei dati utili per lo svolgimento della medesima. Un intent può essere esplicito o implicito, esplicito se oltre all’azione e ai dati l’intent è accompagnato anche dall’applicazione che lo andrà a risolvere; è invece implicito se l’intent è generico e non specifica nessuna applicazione in particolare. A quel punto il sistema sceglie come risolvere l’azione scegliendo una applicazione in grado di soddisfare la richiesta.
Descrivere sinteticamente il funzionamento del Broadcast Receiver
Il Broadcast Receiver è un componente passivo di un’app che rimane in ascolto di eventi provenienti dal sistema o da altre applicazioni. Quando un evento si verifica, il Broadcast Receiver dà il via a una certa operazione per rispondere a tale evento. Il Broadcast Receiver è attivo anche quando l’applicazione non è in esecuzione.
Descrivere l’utilità dei tag <permission> e <uses-permission>
Il tag <permission> presente nell’Android manifest, viene utilizzato per dichiarare dei permessi di tipo custom da parte dello sviluppatore di una applicazione.
La clausola <uses-permission> sempre presente nell’Android manifest serve per richiedere un permesso pre
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