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Domande bioingegneria chimica

Solubilità di una proteina e concentrazione salina

Spiegare come varia la solubilità di una proteina all’aumentare della concentrazione salina nella soluzione. La solubilità di una proteina è influenzata da diversi fattori come: il pH, la temperatura, la polarità del solvente, la carica, l’idrofilicità/idrofobicità, la presenza di elettroliti e la forza ionica. In particolare, si può notare che a basse concentrazioni di sali, la solubilità della proteina aumenta, in quanto vengono mascherati i gruppi carichi della proteina con riduzione dell’attrazione fra molecole proteiche. Aumentando la concentrazione, invece, la solubilità diminuisce in quanto si ha la sottrazione delle molecole di acqua di idratazione con conseguente precipitazione delle molecole proteiche.

Impatto dei ponti disolfuro sulla struttura delle proteine

Che impatto hanno i ponti disolfuro sulla struttura e sulle proprietà di una proteina/polisaccaride. Fare qualche esempio applicativo. Ponti di solfuro sono legami covalenti forti che rafforzano la struttura e quindi impattano le proprietà meccaniche come la stabilità. In generale aumentano la stabilità della molecola e, di conseguenza, migliorano le proprietà meccaniche e diminuiscono la solubilità. Esempi di polisaccaridi influenzati da questi legami sono l’alginato o l’acido ialuronico che possono essere modificati per creare ponti di solfuro; quindi, per migliorarne la stabilità e le proprietà meccaniche e l’interazione per fare microgel.

Nella struttura terziaria vediamo come le varie strutture secondarie delle proteine si organizzano nell’ambiente fisiologico: i gruppi idrofobici si posizionano all’interno in quanto l’ambiente cellulare è acquoso, mentre i gruppi idrofili all’esterno. Questa composizione influenza la solubilità e la conformazione della proteina. I ponti disolfuro sono legami che si instaurano tra due molecole di zolfo e vanno a dare maggior stabilità alla struttura terziaria di una proteina. Il ponte disolfuro gioca un ruolo importante nella cheratina presente in unghie e capelli determinandone sia la struttura sia la stabilità: la rigidezza e la stabilità dipendono dal numero di ponti disolfuro che stabilizzano la struttura diminuendo la solubilità. Ad esempio, è proprio la presenza di questi ponti che in alcune persone fa sì che le catene proteiche si ripiegano su sé stesse e danno origine al fenomeno dei capelli ricci e minore sarà la sua solubilità.

Confronto tra tessuto connettivo lasso e denso

Esporre brevemente le differenze tra tessuto connettivo lasso e tessuto connettivo denso, citando qualche esempio. Il tessuto connettivo viene diviso in tre macrocategorie: tessuto connettivo propriamente detto, tessuto connettivo di supporto e tessuto connettivo fluido. Il tessuto connettivo propriamente detto è composto da fibre e cellule in una sostanza viscosa, esso si divide in: tessuto lasso e tessuto denso.

Il tessuto lasso è altamente cellularizzato e vascolarizzato, le fibre sono poco compatte tra di loro, degli esempi sono il tessuto adiposo, tessuto alveolare e quello reticolare. Il tessuto denso invece ha mol...

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Ingegneria industriale e dell'informazione ING-IND/34 Bioingegneria industriale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher vitto.zen00 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Bioingegneria chimica 2 e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Politecnico di Milano o del prof Giordano Carmen.
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