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Concetti Chiave

  • La prevalenza del dolore nei pazienti oncologici varia significativamente, raggiungendo il 70-90% nei casi di cancro avanzato e terminale.
  • Le neoplasie con alta prevalenza di dolore includono quelle ossee (85%), del cavo orale (80%) e genitourinarie (70-75%).
  • I pazienti oncologici possono presentare dolore per motivi non sempre correlati al tumore, come dimostrato da casi clinici specifici.
  • Le linee guida suggeriscono che i trattamenti farmacologici per il dolore benigno siano considerati come terza o quarta linea terapeutica.
  • La ricerca si concentra su nuovi target terapeutici per il dolore neuropatico, inclusi farmaci inibitori del metabolismo gliale e cannabinoidi.

Prevalenza del dolore nelle neoplasie

La presenza di dolore in relazione alla neoplasia si verifica:

- nel 30-40% alla diagnosi;

- nel 40-70% nel corso del trattamento;

- nel 70-90% nel cancro avanzato e nel paziente terminale.

Le neoplasie associate ad alta prevalenza di dolore sono:

- Neoplasie in ambito toracico e polmonare: prevalenza dolore 45-52%;

- Neoplasie ossee: 85%;

- Neoplasie del cavo orale: 80% dolore operatorio, recidive, esiti di chirurgia estesamente demolitiva

- Neoplasie gastrointestinali: 40%;

- Neoplasie in ambito genitourinario femminile e maschile: 70-75%.

- Molto meno frequenti sono i dolori associati a forme ematologiche come i linfomi (20%) o le leucemie (5%): possono svilupparsi problematiche di dolore quando la patologia invade alcune strutture ossee come ad esempio il rachide, oppure nelle forme avanzate i dolori sono abbastanza comuni.

Casi clinici e gestione del dolore

Alle volte in ambulatorio di terapia del dolore arrivano pz inviati dagli oncologi con dolore ancora ben da inquadrare. Esempio di caso clinico:

pz donna 67 anni con tumore della mammella per il quale ha subito mastectomia, dopo 20 aa si presenta in ambulatorio lamentando lombalgia e sciatalgia sx. La pz viene valutata con risonanza perché la situazione non rientra in un quadro artrosico “benigno” e all’imaging vengono riscontrate 2 localizzazioni secondarie di recidiva a livello di vertebre lombari e dorsali. A questo punto gli oncologi fanno una radioterapia mirata senza alcun beneficio dal punto di vista sintomatologico, tanto che la pz viene considerata come affetta da dolore cronico benigno, associato ad artrosi. Verrà trattata per questo tipo di dolore, con lesione delle piccole terminazioni nervose a livello delle faccette articolari lombari che ha avuto un risultato adeguato.

Questo ci dice che i pz oncologici possono avere dolore per numerosissimi motivi che non sempre dipendono direttamente dal tumore stesso.

Linee guida e trattamenti farmacologici

La maggior parte delle linee guida li considera di 3° se non 4° linea terapeutica nel dolore benigno. Sono per lo più indicati anche come prima linea nel dolore da cancro con componente neuropatica. Vengono presi in considerazione per trattare il dolore neuropatico in alcune forme refrattarie, come la nevralgia trigeminale avanzata o refrattaria a tutti i trattamenti. La percentuale di addiction agli oppiacei in Italia è dello 0,08%, estremamente bassa, anche grazie agli screening per il rischio di sviluppare dipendenza che vengono somministrati mediante questionari a determinati pazienti. L’ultimo farmaco uscito è il tapentadolo inibitore della ricaptazione della noradrenalina e poco attivo sul recettore mu. Moti pazienti, in generale, smettono di assumere la terapia farmacologica perché ritengono che sia responsabile di una minore indipendenza nella vita quotidiana.

Ricerca e futuri target terapeutici

Nell’ambito del dolore neuropatico, la ricerca si sta dirigendo verso alcuni settori specifici, in relazione al fatto che lo sviluppo di dolore neuropatico, oltre a comportare alterazioni neuronali, comporta alterazioni della risposta immunitaria ed un’attivazione della microglia e degli astrociti. I futuri possibili target terapeutici potrebbero quindi essere: Farmaci inibitori del metabolismo gliale: inibitori della produzione di mediatori proinfiammatori, cannabinoidi, palmitoiletanolamide.

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Domande da interrogazione

  1. Qual è la prevalenza del dolore nei pazienti oncologici?
  2. Il dolore si presenta nel 30-40% dei pazienti alla diagnosi, nel 40-70% durante il trattamento e nel 70-90% nei casi di cancro avanzato e terminale.

  3. Quali neoplasie sono associate a una maggiore prevalenza di dolore?
  4. Le neoplasie con alta prevalenza di dolore includono quelle ossee (85%), del cavo orale (80%), toraciche e polmonari (45-52%), e genitourinarie (70-75%).

  5. Come viene gestito il dolore nei pazienti oncologici?
  6. La gestione del dolore può essere complessa; ad esempio, una paziente con recidiva di tumore alla mammella ha ricevuto un trattamento per dolore cronico benigno, dimostrando che il dolore può avere cause diverse dal tumore stesso.

  7. Qual è il ruolo degli oppiacei nel trattamento del dolore oncologico?
  8. Gli oppiacei sono considerati terapie di 3° o 4° linea per il dolore benigno e sono utilizzati come prima linea per il dolore da cancro con componente neuropatica, con una bassa percentuale di addiction in Italia (0,08%).

  9. Quali sono le direzioni future nella ricerca sul dolore neuropatico?
  10. La ricerca si concentra su farmaci inibitori del metabolismo gliale e cannabinoidi, mirando a modificare le alterazioni neuronali e la risposta immunitaria associate al dolore neuropatico.

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