Concetti Chiave
- Tutte le cellule T esprimono l'integrina LFA-1, fondamentale per le interazioni con ICAM-1 su endotelio e cellule APC.
- I linfociti T effettori attivati producono integrine come VLA-4, che interagiscono con VCAM-1 sull'endotelio attivato, specialmente nelle mucose.
- Le integrine sono coinvolte nella trasmissione di segnali fra la matrice extracellulare e il citoscheletro, influenzando il movimento e l'attivazione cellulare.
- La segnalazione inside-out e outside-in delle integrine regola la loro attivazione e la generazione di segnali intracellulari, cruciali per le adesioni cellulari.
- Le integrine stabilizzano l'interazione tra linfociti T e APC, favorendo la proliferazione cellulare e l'attivazione del programma effettore durante la risposta immunitaria.
Interazione delle cellule T
Tutte le cellule T presentano l’integrina LFA-1, che interagisce con ICAM-1 presente sull’endotelio delle HEV ma anche su cellule APC.
Dopo attivazione, i linfociti T effettori esprimono altre integrine, come VLA-4, che prende contatto con VCAM-1 presente sull’endotelio attivato e notevolmente espresso anche sull’endotelio delle mucose.
Evoluzione delle integrine
Nel pannello (a) è illustrata la specializzazione intervenuta nel corso dell’evoluzione a partire dagli organismi inferiori fino ai mammiferi e all’uomo: si osserva una generale espansione del numero di integrine dovuta all’amplificazione dei geni codificanti per le catene α e β. Dalle varie combinazioni di tali catene nascono le diverse classi di integrine.
Interazioni con la ECM
Nei pannelli (b) e (c) vengono raffigurate le interazioni delle integrine con membri della ECM (matrice extra-cellulare) come fibronectina, E-caderina, laminina, collagene; interazioni che, ricordiamo, sono importanti per la permanenza delle cellule nei tessuti. Alcune integrine riconoscono anche il motivo RGD (Arg-Gly-Asp).
Attivazione delle integrine
Nel pannello (b), inoltre, si vede come le integrine siano normalmente presenti sulla superficie cellulare in una forma inattiva, mantenuta tale da alcuni segnali, compreso il legame di proteine inattivatrici alla porzione intracitoplasmatica dell’integrina stessa. Quando la cellula riceve determinati stimoli, vengono rimosse le proteine inattivatrici per permettere alle molecole appartenenti alla famiglia Rap di legarsi all’integrina stessa al fine di mediare la connessione dell’integrina con elementi del citoscheletro (es. talina, actina).
Funzione delle integrine
Il termine integrina fu inizialmente dato a queste proteine riferendosi alla loro probabile attività di integrazione di segnali esterni con segnali interni, dato che esse mettono in comunicazione la ECM con complessi citoscheletrici. In realtà, si è visto che, oltre ad andare incontro a cambiamenti dati da vari segnali, le integrine possono generare esse stesse dei segnali.
Biosignalazione delle integrine
Nella biologia delle integrine devono essere considerati due aspetti che spiegano la doppia via di biosegnalazione che interessa queste proteine:
1. segnali intracellulari possono portare alla transizione della struttura dell’integrina dalla forma inattiva a quella attiva: questo processo è chiamato segnalazione inside-out, perchè parte dall’interno della cellula e porta a una modificazione della porzione extracellulare dell’integrina;
2. una volta che l’integrina lega il ligando, vengono generati dei segnali outside-in che passano attraverso delle vie di segnalazione intracellulare. Nell’esempio (pannello b) è riportata l’attivazione di FAK (Focal Adhesion Kinase), importante nella formazione delle adesioni focali, veri e propri punti di ancoraggio della cellula in movimento a componenti della ECM. Queste adesioni focali sono arricchite in integrine, che, sul versante intracitoplasmatico, contattano filamenti di actina, regolandone l’orientamento e la contrazione. Le integrine, in questo senso, partecipano quindi anche alla polarizzazione del movimento della cellula (altre integrine sono invece coinvolte nella polarizzazione del rilascio di granuli all’esterno).
Ruolo delle integrine nei linfociti
Ricordiamo, inoltre, che le integrine svolgono un’azione cruciale nell’attivazione linfocitaria, stabilizzando l’interazione fra componenti presenti sui linfociti T e sulle APC. Tale stabilizzazione del contatto è fondamentale per permettere la trasmissione prolungata di segnali all’interno del linfocita T, innescando la sua piena attivazione, la proliferazione cellulare e la messa in atto del programma effettore. Bisogna osservare che i legami delle integrine sono piuttosto “promiscui”:
• LFA-1 lega ICAM-1 e ICAM-2.
• Mac-1 lega anch’essa ICAM-1; è inoltre un importante recettore per i prodotti di degradazione del complemento e per il fibrinogeno. Capiamo perciò che le integrine non solo sono coinvolte nelle interazioni cellula-cellula, ma anche nelle interazioni cellula-matrice extracellulare, permettendo così la ritenzione di cellule nei siti in cui si sta svolgendo la risposta infiammatoria. Solo grazie a tali interazioni le cellule reclutate possono stabilire contatti duraturi con il tessuto d’interesse.
• Alcune integrine, infine, sono esclusive per componenti della matrice extracellulare.
Domande da interrogazione
- Qual è il ruolo dell'integrina LFA-1 nelle cellule T?
- Come si evolvono le integrine nel corso dell'evoluzione?
- Qual è l'importanza delle interazioni delle integrine con la matrice extracellulare (ECM)?
- Come avviene l'attivazione delle integrine?
- Qual è il ruolo delle integrine nell'attivazione dei linfociti T?
L'integrina LFA-1 è presente su tutte le cellule T e interagisce con ICAM-1 sull'endotelio delle HEV e su cellule APC, facilitando l'attivazione e l'interazione delle cellule T con altre cellule.
Le integrine hanno subito un'espansione nel numero e nella varietà a partire dagli organismi inferiori fino ai mammiferi e all'uomo, grazie all'amplificazione dei geni per le catene α e β, che danno origine a diverse classi di integrine.
Le integrine interagiscono con componenti della ECM come fibronectina e collagene, essenziali per la permanenza delle cellule nei tessuti e per la stabilità delle interazioni cellula-cellula e cellula-matrice.
Le integrine sono normalmente inattive sulla superficie cellulare; quando la cellula riceve stimoli specifici, le proteine inattivatrici vengono rimosse, permettendo l'attivazione e la connessione con il citoscheletro.
Le integrine stabilizzano l'interazione tra linfociti T e APC, permettendo la trasmissione prolungata di segnali che portano all'attivazione, proliferazione e attuazione del programma effettore del linfocita T.