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Concetti Chiave

  • Il disadattamento senile è spesso causato dalla perdita di potenza biologica e dalla diminuzione del ruolo sociale, che influiscono negativamente sull'autostima degli anziani.
  • Fattori emotivi e sociali, come la cessazione del lavoro e l'esclusione da ruoli familiari, contribuiscono maggiormente al disadattamento rispetto al declino intellettuale.
  • Nelle società preindustriali, gli anziani vedevano i frutti del proprio lavoro, mentre nella società moderna sentono che i loro successi vengono superati da nuove generazioni e metodi.
  • I tassi di suicidio tra gli anziani sono più elevati, con picchi a settant'anni per gli uomini e sessant'anni per le donne, evidenziando una vulnerabilità specifica in questa fascia d'età.
  • La solitudine, come nel caso degli anziani celibi o vedovi, aumenta il rischio di suicidio, mentre il supporto sociale e familiare può contribuire a ridurlo.

Disadattamento senile e autostima

In questo appunto di psicologia viene descritto il cosiddetto disadattamento senile. La situazione dell'anziano è spesso frustrante perché perde di potenza biologica e assiste alla diminuzione del suo ruolo sociale.

La situazione dell'anziano è spesso frustrante in quanto, con la perdita di potenza biologica e la diminuzione del ruolo sociale, viene intaccato il senso di integrità personale e il concetto di autostima. Il vecchio ha spesso bisogno di aiuto di altri per compiere alcuni raggiungimenti fisici e psichici e non si sente autonomo; il pensionamento, e per molte donne l'assunzione di un ruolo secondario in famiglia rispetto alla nuora, possono rappresentare un trauma. Altri fattori, come la perdita di persone care, la disgregazione dell'unità familiare, la difficoltà di riconoscersi nei costumi e nelle espressioni delle generazioni più giovani contribuiscono, spesso, al senso di disadattamento dell'anziano. Alcuni studi hanno dimostrato che, per quanto riguarda l'intelligenza, l'anziano presenta spesso un rendimento inferiore non per un declino delle capacità intellettuali nel loro complesso ma per una diminuzione di attitudini specifiche quali la memoria a breve termine, l'attenzione percettiva, la flessibilità mentale, attitudini che contribuiscono alla soluzione rapida di taluni test mentali.

Il disadattamento senile: sfide emotive e sociali nella terza età articolo

Fattori emotivi e sociali

Molti altri studi, tra cui alcuni effettuati in Italia, concordano nel ridimensionare lo stereotipo dell'anziano come "meno capace" dal punto di vista intellettuale. In generale si può affermare che il disadattamento dell'anziano non deriva tanto dal declino intellettuale quanto piuttosto da fattori emotivi e connessi all'integrazione sociale, quali la cessazione delle attività lavorative e l'esclusione da un ruolo predominante della vita familiare che portano, a volte, ad uno stato di ansietà e di frustrazione.

Cambiamenti nelle società preindustriali

Nelle società preindustriali l'individuo può prevedere quali saranno i risultati del proprio lavoro e vederne i frutti nell'età avanzata: questo era il caso delle imprese a carattere familiare di tipo agricolo, artigianale o commerciale in cui i figli perseguivano il lavoro del padre e il vecchio continuava a vedere i propri raggiungimenti e a considerarli come qualche cosa che gli sarebbe sopravvissuto. Nella società odierna, invece, il vecchio non vede durare i propri raggiungimenti in quanto essi sono spesso superati rispetto a nuove soluzioni: per esempio, in agricoltura prevalgono nuovi metodi e gli stessi frutteti piantati anni prima possono essere distrutti per installare nuovi tipi di coltura, l'impresa artigianale si trasforma o scompare, le piccole aziende possono essere assorbite dai monopoli; l'anziano si sente perciò superato dagli avvenimenti e non può assistere, come un tempo, allo sviluppo dei propri raggiungimenti.

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Statistiche sui suicidi in vecchiaia

Non stupisce quindi che la vecchiaia sia l'età in cui i suicidi sono più numerosi. Una statistica dell'OMS redatta per l'anno 1980 dimostra come in tutti i paesi europei, tra cui l'Italia, mil tasso massimo di suicidi si verifichi all'età di settant'anni per l'uomo; per la donna il tasso è nettamente inferiore e raggiunge valori massimi intorno ai sessant'anni. Mentre fino all'età di cinquantacinque anni si hanno 0.5 suicidi ogni mille abitanti, dopo i cinquantacinque anni la media sale alle 1.5 per mille e cioè circa tre volte superiore. Le statistiche redatte sin dai tempi di Durkheim (uno dei primi studiosi che si occupò del suicidio) dimostrano chiaramente come con l'età vi sia un progressivo aumento di suicidi dell'uomo, come nella donna il fenomeno sia meno rilevante e come nell'anziano solo (celibe o vedovo) il suicidio sia più frequente che in quello coniugato.

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Domande da interrogazione

  1. Quali sono le principali cause del disadattamento senile?
  2. Il disadattamento senile è causato dalla perdita di potenza biologica, diminuzione del ruolo sociale, necessità di aiuto, pensionamento e perdita di persone care, che intaccano l'integrità personale e l'autostima dell'anziano.

  3. Come influiscono i fattori emotivi sul disadattamento degli anziani?
  4. I fattori emotivi, come la cessazione delle attività lavorative e l'esclusione da ruoli familiari predominanti, contribuiscono al disadattamento, portando a stati di ansia e frustrazione, piuttosto che a un declino intellettuale.

  5. In che modo le società preindustriali differivano da quelle moderne riguardo al ruolo degli anziani?
  6. Nelle società preindustriali, gli anziani vedevano i frutti del loro lavoro e il continuo sviluppo delle loro imprese familiari, mentre nelle società moderne, i loro raggiungimenti sono spesso superati, causando un senso di superamento e disadattamento.

  7. Qual è la relazione tra età e tassi di suicidio negli anziani?
  8. I tassi di suicidio sono più elevati in età avanzata, con un picco attorno ai settant'anni per gli uomini e sessant'anni per le donne, evidenziando un aumento significativo dopo i cinquantacinque anni.

  9. Come si differenziano i tassi di suicidio tra anziani coniugati e non coniugati?
  10. Il suicidio è più frequente tra gli anziani non coniugati (celibi o vedovi) rispetto a quelli coniugati, evidenziando l'importanza del supporto sociale e relazionale nella terza età.

Domande e risposte

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