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Diritto pubblico

05/10/20

Definizione: difficile da definire, ci sono varie accezioni.

Sintetizzando dalla prospettiva pubblicistica: complesso di regole di condotta che disciplinano i rapporti tra i membri di una comunità in un dato momento storico e in un dato luogo. Comunità che si dà un’organizzazione stabile.

Si parla di fattore giuridico e sociale.

Le regole possono essere di vario tipo.

L’aspetto fondamentale è il fatto che nell’ambito del diritto pubblico entra in gioco il fattore sociale.

Una regola per essere tale deve essere accettata e per essere accettata una regola deve garantire il fatto che sia posta per ottenere un determinato fine sia per chi la pone ma soprattutto per chi la segue.

Si parla di regole poste e create, ci sono molti modi per crearle e porle. Regole che poi vengono interpretate. Porre la regola non solo in forma scritta. Si aprono dunque mille finestre.

Si parla di un sistema complesso e non univoco, a volte le regole si contraddicono. Si parla dunque di un sistema confuso e complesso.

Ci sono soggetti che hanno il compito di dare un’interpretazione corretta alle regole.

Comunità, pace e Stato

Comunità. Qual è l’ambizione massima della comunità? Vivere in pace verso l’interno e verso le altre comunità esterne. La pace consente di prosperare. Per ottenere la pace cosa serve? La forza. Chi ha la forza impone la propria regola ad altri e ottiene che altri la osservano. Se non si rispettano le regole vi sono delle conseguenze. Conseguenze che con il tempo sono cambiate.

L’umanità è alla perenne ricerca di regole comuni, regole sentite come vincolanti e obbligatorie per tutti. Per tutti, sia per i destinatari che per gli emittenti. Prima le regole valevano solo per alcuni, i sudditi per esempio.

Con l’evoluzione le cose sono cambiate, la regola deve essere rispettata anche da chi la emette.

Chi emette leggi non è sciolto da esse.

Il sistema disordinato tende quindi ad andare verso l’ordine.

Come definiamo questo ordine? Stato.

La perenne ricerca di regole comuni obbligatorie per tutti porta a forme di organizzazione sociale che chiamiamo per convenzione “Stato”.

L’uomo tende ad aggregarsi, l’eremita è l’eccezione.

L’aggregazione deve comportare una disciplina.

  • Un’organizzazione al di sopra dei singoli che la compongono. Un’organizzazione che prende il nome sofisticato di popolo, cittadinanza.
  • Vedremo la differenza tra gruppo, popolo e cittadini. Hanno qualcosa in comune ma si differenziano.
  • L’aggregazione più sofisticata è l’aggregazione che rende i membri cittadini di uno stato.
  • Questi cittadini si danno dei confini e devono stare in un luogo determinato. In lessico appropriato il luogo prende il nome di territorio.
  • Territorio avente dei confini geografici precisi, di non facile entrata.
  • Concetto di sovranità: il popolo nel territorio si dà delle regole che nessun altro impone. Si dà regole con una forza propria. Il nome di questa forza, nel lessico appropriato, è sovranità.

Popolo, territorio e sovranità sono l’ABC. !!!

Questo insieme di forza, persone e luogo formano lo Stato.

Questo Stato è qualcosa di diverso da tutto ciò che sta fuori dai suoi confini. Cosa c’è oltre il confine? Altri Stati. Entra poi in gioco il concetto di nazione.

Il nostro Stato ha relazioni con gli altri Stati.

Occorre studiare i meccanismi e soprattutto distinguere tra gli Stati e tra le varie forme che questi Stati si sono dati.

Questi Stati hanno avuto la possibilità di darsi in proprio la regola iniziale, la sovranità. Senza essa non ci può essere nulla.

Quindi: noi studiamo le regole del diritto statale, regole che disciplinano i rapporti tra gli individui di una data comunità. Regole funzionali al raggiungimento di un fine di interesse generale.

Finora abbiamo visto una sintetica definizione del corso.

Parliamo dello studio di regole che regolano i rapporti esistenti tra individui facenti parte di una comunità.

Regole funzionali al raggiungimento di che cosa? Non della soddisfazione personale ma al raggiungimento di un fine di interesse generale, non personale.

Interesse generale. Quando parliamo di un’ambizione della collettività, parliamo di un’ambizione che riguarda tutti.

L’interesse di una comunità quale può essere? Si apre la finestra sull’argomento politica.

La politica non è altro che il modo che ciascuno di noi ha per esprimere il proprio parere riguardo l’interesse generale.

L’interesse generale è lo specchio della politica e viceversa. La difficoltà sta nel mantenere questo rapporto speculare. !!!

La nobiltà pura della politica sta nel fatto che chi fa politica (e quindi ogni singolo cittadino) si dirige verso un obbiettivo che non riguarda solo lui ma la comunità intera.

Le regole che studiamo sono quelle che disciplinano e guidano verso un interesse generale.

Tra diritto pubblico e politica vi è un’assonanza che scopriremo.

Il diritto pubblico studia i principi, gli istituti (meccanismi) dello Stato. Studia anche i rapporti dello stesso stato con i cittadini di esso.

Pluralismo

Concetto importante: pluralismo.

Ogni aspetto che abbiamo citato vede diversi punti di vista.

Non esiste un unico modo di intendere il diritto, esistono più modi.

La complessità è la regola. Tante volte caotica. Compito dell’interprete è uscire dal caos per andare verso una delle possibili soluzioni, uno dei possibili approcci. Pluralismo.

Il nostro studio riguarda le regole che disciplinano in modo stabile una data comunità. Regole disegnate per un interesse generale. Chi deve perseguire questo interesse generale? Si parla di benessere comune.

Ma alla generalità cosa interessa e chi può dirlo? Chi si occupa di questo?

Parola magica: politica.

La politica è l’attività che serve per definire ed individuare un interesse generale, individua anche gli strumenti idonei per ottenerlo. !!!

Il diritto pubblico studia gli istituti e i meccanismi dei rapporti dello stato con i cittadini. Grazie al diritto pubblico si chiarifica meglio la politica. !!!

Concetto fondamentale quindi è il pluralismo.

Tutto ciò che abbiamo visto finora l’abbiamo visto al plurale: regole, individui, istituti e meccanismi, nazioni, stato ma in relazioni ad altri, modi di intendere il diritto.

È un caos sì ma se c’è un pluralismo significa che c’è posto per tutti. Se un’organizzazione non mi va bene, ve n’è un’altra, se un partito non mi piace ne scelgo un altro e così via.

Pluralismo e democrazia vanno a braccetto. !!!

Abbiamo visto la pluralità di regole, ne abbiamo parlato. Tante norme diverse e situazioni da regolare diverse.

Si parla anche di pluralità dei modi di intendere il diritto.

Modo più facile per rendere chiaro il contenuto di una regola? Prendere un foglio e scriverla.

Gli antichi Romani hanno creato un sistema articolato di regole che sono state scritte.

Si parla di Civil Law. È un metodo continentale (europeo): si parte dall’uso.

Anziché scrivere la norma gli inglesi hanno generato il loro sistema attraverso l’interpretazione che si dava a dei comportamenti.

Se due parti in uno scambio entrano in conflitto, una terza parte interviene.

Approccio diverso, i primi scrivono la regola i secondi invece danno valore a ciò che accadeva e nel momento del conflitto una terza parte interveniva con lo strumento giuridico chiamato “sentenza”.

Il caso si interpreta in base all’esperienza sino ad allora maturata. Esperienza su esperienza crea ora invece la Common Law.

Due sistemi che si sono avvicinati e ormai integrati, non vi è più una distinzione netta. !!!

Quindi, la parola pluralismo regge.

Il fatto che esista una pluralità di modi di interpretare il diritto è la miglior garanzia per l’individuo. È una garanzia di libertà. Garanzia nel poter esser certi che non ci sia mai nessuno che possa dire “questa è l’unica verità”.

Rischio: dal pluralismo al fatto che non ci sia più la possibilità di pescare la soluzione migliore. Che non ci sia più la possibilità di individuare un interesse generale diverso da quello individuato da chi ha la forza.

Di che forza stiamo parlando? Non si parla più della forza bruta.

Si parla di forza politica. !!!

La forza politica che cos’è? Abbiamo parlato di sovranità politica e interesse generale.

Ma chi ha la forza politica e cosa significa essa?

La forza politica è la forza che fa sì che i destinatari di essa perseguano l’interesse generale.

Chi ha la forza politica in realtà decide cosa sia meglio e quale sia l’interesse generale.

Se non ci fosse una situazione dove il pluralismo è un valore, ci potrebbe essere il rischio che uno più brutalmente forte possa fare piazza pulita di tutti i diversi modi di pensare. Come accadde con Hitler.

Pluralismo dunque garanzia per i cittadini, sempre.

Domande di fine lezione

Quali sono le regole che studiamo e di cosa si occupa il diritto pubblico, quali sono gli elementi essenziali che contraddistinguono una comunità (organizzazione statale?).

Breve definizione di interesse generale, breve definizione di pluralismo.

Quando parliamo di stato di cosa parliamo? E quando parliamo di diritto pubblico di cosa stiamo parlando?

06/10/20

Casa nostra è la Repubblica italiana, all’esterno c’è l’UE che ha subito recentemente l’uscita della Gran Bretagna.

Con gli strumenti del diritto pubblico possiamo capire meglio la nostra e la situazione altrui.

Da noi sta accadendo che la costituzione è stata modificata in un modo particolare, grazie al referendum a cui abbiamo votato.

Referendum avvenuto senza sapere gli effetti della modifica stessa. Abbiamo votato di tagliare un po' di parlamentari per risparmiare sugli stipendi. Così c’è stato detto da coloro i quali individuano l’interesse generale. Sono quelli che fanno per mestiere politica. Ma chi sono? Da una parte sono coloro che risiedono all’interno dei palazzi del potere, ricoprono cariche politiche e dirigono partiti politici.

→ I partiti politici sono più di uno pluralismo.

Abbiamo più forze politiche (partiti) che individuano per mestiere quale sia l’interesse generale. !!!

L’interesse generale ha diverse interpretazioni.

Per qualcuno l’interesse generale era un’operazione di taglio di parlamentari, con l’obiettivo di un risparmio e di una maggiore rapidità di decisione (come detto da propaganda politica).

A noi di tutto ciò cosa tocca capire? Capire come tutto ciò sia stato possibile e se tutto ciò sia avvenuto in modo corretto per ottenere poi in modo corretto i risultati promessi dalla propaganda.

Ora di fatto i parlamentari sono ancora intatti, vedremo gli effetti del taglio dato dal referendum più avanti.

La costituzione

Ieri abbiamo accennato al fatto che uno stato sia quell’organizzazione di individui che assumono la denominazione di popolo e rispetto ai quali si forma un legame che va oltre alla mera convivenza. Si parla di una condivisione del territorio, di interessi e di un riconoscimento dell’essere parte di una forza che ha consentito di far nascere l’organizzazione statuale, la sovranità.

Il pilastro dell’organizzazione statuale (organizzazione sociale ma anche giuridica) è la costituzione. !!!

La costituzione è uno strumento.

La costituzione è la regola fondamentale. !!!

Essa rappresenta un punto di arrivo e un punto di partenza. !!!

  • Punto di arrivo: 70 anni fa in Italia non c’era la Costituzione di oggi, c’era lo statuto albertino (dal nome del re Carlo Alberto di Savoia) concesso dal re ai sudditi del regno.
  • 1948 fine della 2^ guerra mondiale e nascita della costituzione.
  • Guerra e avvento delle dittature naziste e fasciste, sono stati fatti devastanti.
  • Lo strumento principale che ci fa da garanzia è la costituzione.
  • Da un sovrano assoluto, a uno costituzionale, a una dittatura e guerra mondiale fino ad arrivare alla Costituzione.
  • Regola di convivenza pacifica sulla quale si può costruire una relazione interna nello stato (territorio) per il popolo (cittadini).
  • Punto di partenza: la pace va costruita e mantenuta. L’interesse generale che coincide con l’obiettivo “pace” deve essere individuato e costruito. Deve avere gli strumenti per potersi attuare. Pace come benessere sociale, economico, spirituale, culturale, politico etc.

La costituzione è il punto di partenza.

“Norma fondamentale dello stato” così viene chiamata la costituzione dalla Germania.

Esiste la regola Costituzione e la regola legge. Capiremo le differenze.

Dalla comunità organizzata solo socialmente ad una comunità organizzata dal punto di vista anche giuridico (e sociale) con la costituzione.

Il monarca assoluto reclamava il suo potere dicendo che gli fosse stato dato da Dio e “per volontà della nazione”.

Chi deteneva il potere fu costretto a fare i conti con chi non lo aveva ma lo voleva.

La Magna Carta rappresenta la prima forma di costituzione che nacque non da coloro che subiva ma nacque invece dai Baroni (proprietari feudatari) che misero dei freni al sovrano. !!!

Facciamo ora un salto temporale.

Arriviamo alla Costituzione, ora non c’è più la schiera di Baroni che impongono la costituzione in Italia. Non c’è più un sovrano che la concede perché costretto.

C’è un popolo che ora si può esprimere e che indirettamente scrive un documento che contiene le regole del gioco.

Perché indirettamente?

Il popolo italiano votò per decidere se tenere o non tenere il re della dinastia Savoia come capo di stato.

Votò contro la monarchia. Per la prima volta in Italia tutto il popolo italiano, uomini e donne, senza distinzione di censo, cultura o religione votò.

Il popolo scelse la Repubblica.

Il popolo inoltre poté eleggere alcune persone e dare ad esse il compito di scrivere la regola fondamentale; la costituzione.

La costituzione rappresenta lo strumento che rende la lotta verso la libertà terminata e vinta.

Grazie alla costituzione possiamo affermare che il potere ora è diviso e non è destinato ad un’unica figura.

Si parla del potere esecutivo, legislativo e giudiziario.

Tutto nasce dalla costituzione.

Quindi: relazione tra popolo e potere, potere allocato in diversi organi, relazioni tra questi organi. !!!

Si parla di potere di indirizzo politico: potere di scegliere cosa sia meglio per tutti.

Alcuni dati e date

1861: 22 milioni di abitanti. In questo anno sono state fatte le elezioni. Su 22 milioni di persone, alle prime elezioni per votare bisognava essere maschi, avere 25 anni, aver fatto la 5 elementare, aver fatto servizio militare e aver pagato 40 mila lire di tasse. Quante persone erano iscritte alle liste elettorali? Su 22 milioni avevano diritto di voto solo 400.000 persone e votarono solo 200.000 persone.

Così abbiamo avuto il primo parlamento in Italia nel 1861.

Le donne lottarono nella Seconda guerra mondiale guadagnandosi il diritto di votare, 2 giugno del 1946 le donne votarono per la prima volta in Italia.

2 giugno 1946 è la nostra Festa della Repubblica. !!!

1948 entra in vigore la costituzione italiana. 100 anni prima entrò in vigore lo statuto albertino. Due cose diverse. Perché il re Carlo Alberto nel 1848 concesse lo statuto? E come mai il popolo nel 1948 ha goduto della costituzione?

Che differenza c’è tra statuto e costituzione?

→ Lo statuto è concesso dal sovrano. Il sovrano concede perché ha il potere di farlo. Ha il potere perché dato da Dio. Dio attribuisce al re il diritto divino di usare il suo popolo come vuole. !!!

Magna carta, statuto albertino e costituzione della repubblica italiana. Essi stabiliscono il limite all’uso del potere per colui il quale il potere ce l’ha.

La costituzione è il limite al potere per coloro i quali (plurale) il potere hanno.

L’esigenza è quella di limitare e dividere il potere.

Divisione del potere per evitare che il potere stesso possa essere utilizzato da un’unica figura in modo incontrollato. Se si introducono dei paletti questi paletti proteggono chi è destinatario del potere stesso. È una forma di tutela e garanzia.

L’ordinamento giuridico e costituzionale indica ordine nelle cose e nella divisione di poteri.

Comprendere il ruolo di un sovrano assoluto è fondamentale per capire poi la figura del presidente eletto.

Diversi. Hanno in comune il fatto di essere non perseguibili cioè, finché sono in carica sono intoccabili.

Altra cosa in comune è che essi entrambi possono concedere delle grazie, possono inoltre designare alte cariche a persone a loro scelta. !!!

Il presidente della repubblica rappresenta lo Stato, è il capo dello Stato così come lo è la Regina Elisabetta e così come lo era il sovrano assoluto.

La costituzione è la regola sopra la quale nessuno può andare, nessuno.

Domande di fine lezione

Non usare la parola legge ma regola.

  • Mettere in sequenza i documenti fondamentali che noi possiamo chiamare regole fondamentali fino ad arrivare alla costituzione italiana (dichiarazione di indipendenza, dichiarazione dei diritti dell’uomo, magna carta, statuto e costituzione).
  • Sequenza degli strumenti fondamentali che hanno permesso di arrivare fino alla nostra carta costituzionale.
  • Che significato ha questa regola fondamentale (costituzione) rispetto all’uso del potere?
  • Che cosa è e cosa rappresenta la magna carta?

09/10/20

Lo studio del diritto pubblico ci consente di capire cosa sta accadendo in questi giorni.

Le organizzazioni sovrannaturali nascono come forma di aggregazione per raggiungere la pace.

Nella

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Scienze giuridiche IUS/09 Istituzioni di diritto pubblico

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Cristina.Velluti di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di istituzioni di diritto pubblico e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Bergamo o del prof Maestroni Angelo.
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