Estratto del documento

Riassunti parte speciale da 3 CFU

Testo: “L’Italia e il Mediterraneo Orientale Parte II”

L’Italia e il trattato di amicizia con la Grecia

(5 novembre 1948)

Con lo scambio di note del 1946 venivano riprese le relazioni diplomatiche fra Italia e Grecia nel tentativo di allentare le tensioni che pesavano sui due Paesi, duramente segnati dall’invasione italiana. Tentativo che non fu semplice.

Un piccolo passo avanti è rappresentato dall’accordo commerciale sottoscritto nel ’47 ad Atene. Nello stesso anno, la Grecia ratificava il Trattato di pace con l’Italia senza eccessive difficoltà.

Ai primi del ’48 la Direzione generale degli affari politici del Ministero degli Esteri italiano faceva pervenire a Ricotti uno schema di trattato di amicizia, commercio e navigazione che il nostro diplomatico presentò subito agli ateniesi: questo progetto privilegiava la conclusione di un semplice trattato d’amicizia, lasciando da parte le ben più complicate questioni ancora aperte.

Ma dietro questo trattato, secondo Ricotti, c’era qualcosa di più ampio, una sorta di disegno premeditato finalizzato alla liquidazione di tutti i rapporti italo-greci del passato. Alla luce di ciò, Ricotti chiariva il suo obiettivo politico, finalizzato a una paziente e graduale ricostruzione dell’amicizia fra Italia e Grecia, rendendosi però conto che non c’era da parte dei greci l’intenzione di favorire o agevolare tale ricostruzione.

Infatti, il Governo greco chiedeva all’Italia il pagamento delle riparazioni come condizione preliminare in vista della realizzazione di una sincera collaborazione fra i due Paesi. Ricotti, in una sua nota, chiariva che: “alla Grecia fa particolarmente comodo mantenere il suo status di vittima, in quanto giustifica il non fare nulla, chiedere tutto e lo scarico delle responsabilità”.

Per circa un mese, non fu possibile fare nessun passo in avanti, nonostante le conversazioni italo-greche venivano formalmente interrotte.

In merito, il sottosegretario degli Esteri Pipinelis ammetteva che le negoziazioni avrebbero potuto scaglionarsi nel tempo e dunque lasciava intendere che si poteva addivenire alla firma del trattato nel caso in cui gli italiani gli avessero dato una soddisfacente risposta.

Ma il problema delle riparazioni presentava difficoltà sia rispetto al termine (perché un inizio della corresponsione delle riparazioni prima dello scadere della moratoria avrebbe contrastato un articolo del Trattato di pace) e rispetto al contenuto (perché i Greci chiedevano merci che non erano in produzione).

In una riunione, si arrivò al compromesso di alcune modifiche del trattato da parte dei Greci che si dichiararono disposti a sottoscrivere. C’era comunque anche la questione del famoso incrociatore Eugenio di Savoia in merito alla riparazione della perdita dell’incrociatore Elli, affondato da un sommergibile italiano. I Greci pretendevano che le riparazioni fossero eseguite subito, mentre da parte italiana si faceva presente che lo scaglionare i lavori in due tempi sarebbe stato più costoso.

In questo clima, lentamente, le questioni ancora aperte fra i due Paesi vanno ad incanalarsi verso soluzioni accettabili: per la firma, su proposta greca, fu scelta la località di San Remo (1948). Firma fondamentale, in quanto supera tutte le controversie passate, liquidandole definitivamente per un’armonica collaborazione/coabitazione presente e futura.

L’Italia e il trattato di amicizia con il Libano

(5 febbraio 1949)

Sul finire del 1946, dopo due anni di durissime lotte per la sovranità e per l’indipendenza, le truppe italiane, comp

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Scienze giuridiche IUS/13 Diritto internazionale

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