Diritto internazionale
Introduzione
Ubi societas ibi ius (dove vi è una società vi è un diritto), quindi la societas internazionale è una societas del tutto sui generis perché è composta non solo di enti non corrispondenti a persone fisiche, da una soggettività di uomini e donne ma da enti. Punto importante della societas internazionale è che i suoi soggetti ossia gli stati non solo sono persone giuridiche o comunque entità astratte ma soprattutto sono dotate di una caratteristica essenziale ossia sono enti sovrani e la sovranità come caratteristica esclude l’esistenza di una autorità sovraordinata. Quindi vi sono tre punti fondamentali: gli stati in quanto tali non riconoscono un’autorità sovraordinata sennò a loro volta non sarebbero sovrani, tra questi stati vi è interdipendenza, proprio perché vi è una societas vi è un diritto, delle regole che disciplinano i vari rapporti. L’esistenza di norme, regole e principi significa l’esistenza di modelli di comportamento (definizione migliore di norma giuridica) dotati di cogenza che si affermano in forma giuridica nei confronti dei soggetti dell’ordinamento stesso quindi si tratta di una serie di obblighi di condotta che si impongono a soggetti sovrani (stati).
La societas internazionale ha preso in considerazione i rapporti tra gli stati, ossia gli stati visti non come nomadi ma visti nella loro relazionalità si parla quindi di sovranità relazionata: quale è il significato di sovranità nella dimensione internazionale? Nella dimensione interna è una potestà giuridica collegata alla forza sulla comunità territoriale, per la dimensione esterna e relazionale invece vi è la decisione del tribunale internazionale arbitrale dove non ci sono giudici nel senso stretto interno del termine vi sono però forme giurisdizionali che sono di giurisdizione volontarie cioè due parti di una controversia che sono normalmente due stati si accordano perché vi sia un terzo che decida sulla controversia e questo è l’arbitrato (su cui si ritornerà).
Nel 1929 vi era una controversia sull’isola di Las Palmas e un giudice chiamato Uber di cui è importante una decisione in cui afferma “la sovranità nelle relazioni tra gli stati significa indipendenza” cosa da ricordare bene, questa affermazione si possono vedere due aspetti: in primo luogo una constatazione di quella che è una qualità dello stato come soggetto del diritto internazionale, se una entità territoriale non è indipendente non è neanche realmente sovrana e quindi non è uno stato, questa è una constatazione importante che ci dà una indicazione su come riconoscere i soggetti primi del diritto internazionale ossia gli stati; questi lo sono se c’è una autorità territoriale che è indipendente cioè prende le sue decisioni fondamentali in maniera libera da altre entità ecco perché ad esempio la California, Canton Ticino non sono considerati stati nella definizione del diritto internazionale anche se sono autonomi.
C’è però un secondo significato in questa definizione di Uber, significato più propriamente normativo: è l’idea che la sovranità indichi l’indipendenza e quindi vi sia un dovere di rispettare tale indipendenza, qui cambia nettamente la rilevanza della affermazione, non è più descrittiva di un dato sociale ma è un dato giuridico che da un modello di comportamento, una norma cioè ogni stato deve rispettare l’indipendenza, la sovranità degli altri stati.
Questo tema del rispetto della sovranità è stato abbastanza studiato e discusso nel diritto internazionale, significato più importante come origine storica di sovranità in questo senso è il principio della non ingerenza negli affari interni di un altro stato, l’obbligo di ogni stato di non porre un’ingerenza negli affari interni di un altro stato, questo principio è stato affermato storicamente dagli albori pur con certi limiti e discussioni ma nel suo aspetto fondamentale è stato riconosciuto e significa non porre in essere condotte, atti formali che abbiano come scopo quello di produrre effetti nell’ordinamento, nella comunità territoriale di un altro stato; questa è proprio una norma e accanto a questa come corollario è espresso da un brocardo latino che dice par in parem non habet iurisdictionem che significa un pari non ha la giurisdizione nei confronti di un altro pari ed è un significato più pregnante del principio di non ingerenza e significa soprattutto quel “iurisdictionem” esercizio dell’autorità pubblica o esercizio di uno o più dei tre poteri con cui viene ripartita l’autorità pubblica (quindi potere esecutivo, legislativo, giudiziario) anche se traducendolo proprio in italiano “giurisdizione” corrisponde al potere giudiziario quindi al terzo potere ma è bene sapere che in inglese la parola “iurisdiction” ha lo stesso significato in latino. Quindi il brocardo significa che uno stato non può produrre una legge che produca effetti nel territorio di un altro stato.
L’idea di indipendenza tra gli stati fa venire meno anche l’idea di guerra tra gli stati, il paradosso è che mentre vigeva il principio del par in parem non vigeva il divieto assoluto di uso della forza, paradosso tollerato dal fatto che il diritto non è meramente una conseguenza logica, nella prassi tra gli stati si constatava come la guerra potesse essere normalmente un mezzo di risoluzione di controversie, tra due stati che erano in lite, mancava un’autorità sovraordinata che decidesse, potevano ricorrere non ad una soluzione pacifica bensì ad un’azione militare per risolvere la controversia. Oltretutto si parlava di guerra giusta ed è giusta quando reagisce ad un illecito di uno stato nei confronti di un altro, secondo un'altra idea si pensava che la guerra fosse sempre lecita, fosse un naturale fenomeno delle nazioni internazionali che portava a nuovi equilibri, come se la sovranità di alcuni stati in alcuni momenti fosse così “piena” che ben poteva propagarsi verso l’esterno come tentativo di ampliare il proprio territorio, conquistare un altro stato ecc.. si vede come la prassi internazionale ha contradetto almeno in parte questa idea di indipendenza, è solo con la fine della seconda guerra mondiale e la creazione delle nazioni unite che si afferma in modo assoluto il divieto dell’uso della forza e della minaccia tra gli stati, vi è il riconosciuto assoluto quindi della sovranità degli stati dopo circa 400 anni dai precedenti principi e non è, come vediamo, un principio ancora così tanto consolidato ma comunque è affermato.
Soggettività dello stato
(Lo stato soggetto del diritto internazionale): si è visto come con Uber sovranità indica indipendenza, questa annotazione si collega alla definizione di sociatias internazionale (società naturale o necessaria) e fa sì che sia inevitabile che tutte le entità indipendenti e sovrane ne facciano parte, naturale interdipendenza tra le varie entità territoriali che si ripartiscono le terre emerse, perché sul mare non vige un sistema di sovranità uguale a quello sui territori. Quindi “società naturale” e “necessaria” significa che i membri sono definiti sulla base di una valutazione soggettiva, sul patto dell’esistenza di entità sovrane e indipendenti; questo è un elemento importante perché in passato la determinazione della soggettività degli stati avveniva o si diceva avvenisse attraverso un riconoscimento da parte degli stati già esistenti. In passato (700,800) si riteneva che gli stati già esistenti avessero il potere di ritenere se una nuova entità fosse o meno un nuovo stato, questo atto si chiamava riconoscimento e si riteneva che nel momento in cui uno stato già esistente avesse riconosciuto una nuova entità si sarebbe dato riconoscimento pieno a quest’ultima. La comunità internazionale nasce con una forte impronta eurocentrica, nel 700, 800, gli stati europei tendevano a negare soggettività ad entità politiche che normalmente governavano un territorio come un califfato in Arabia, questo era collegato a due aspetti: prima di tutto per la minor interdipendenza a livello globale tra le varie entità e quindi vi era una minore necessità di stabilire regole comuni, il secondo punto era una ragione politica che non faceva riconoscere altri stati ed è la spinta di diverse potenze europee a diventare potenze coloniale cioè a conquistare nuovo territori presenti in altri continenti.
Si parla quindi di teoria del riconoscimento costitutivo cioè perché uno stato di nuova formazione o uno stato di un continente diverso da quello europeo reputato forse parte della comunità internazionale era necessario il riconoscimento da parte della maggior parte degli stati già esistenti, oggi questa teoria è ampiamente superata e se assistiamo ancora al fenomeno del riconoscimento è in funzione non costitutiva di una soggettività ma esclusivamente in funzione di una forma di creazione di rapporti diplomatici ad esempio se l’Italia riconosce il Kossovo lo fa non per riconoscerlo come stato ma lo si fa per stabilire delle relazioni diplomatiche con il nuovo paese, quindi il riconoscimento esiste oggi ma ha una funzione essenzialmente politica.
In che termini uno stato è indipendente, soggetto del diritto internazionale? La base della soggettività non è il riconoscimento da parte degli altri stati, ma base della soggettività è il principio di effettività il quale dice di guardare alla realtà delle organizzazioni umane che insistono su un determinato territorio. Se si vuole dare una definizione di stato che rispecchi il principio di effettività possiamo dire che c’è uno stato quando effettivamente esiste un’autorità di governo su una comunità territoriale, se effettivamente constatiamo questa cosa ecco che noi siamo di fronte ad uno stato. In questa definizione si trovano vari elementi della nozione di stato che si studia in diritto costituzionale e sono tutti e tre elementi che si ritrovano in maniera però unitaria e l’elemento unificante è l’autorità di governo. Il principio di effettività è collegato all’esistenza o meno di un’autorità di governo su un determinato territorio, se l’autorità di governo è finta, non è indipendente, non si ha lo stato, quindi quando si parla di autorità di governo si parla di autorità portatrice di tutti i poteri pubblici dove l’elemento della forza in particolare (controllo dell’esercito e della polizia) è uno degli elementi essenziali per valutare l’indipendenza dello stato. In questa nozione è importante il fatto che l’autorità di governo deve essere una sola. L’effettività deve caratterizzare tutte le prerogative essenziali dell’autorità del governo su un territorio. Se abbiamo una confederazione di stati dove però non vi è un vertice unitario in grado di dare ordini alle varie parti della confederazione, si avranno tanti stati e si avrà una organizzazione internazionale ed è il caso che avvenne quando si è dissolta l’unione sovietica e si crearono tante entità e la maggior parte degli stati decise di federarsi nella Comunità degli stati indipendenti, questa non era l’unione sovietica che sopravviveva ma ogni stato era diventato sovrano quindi aveva un proprio esercito, un proprio parlamento e si coordinavano tra di loro.
Mutamenti territoriali
Per mutamenti territoriali si intende che i confini tra gli stati sono cambiati. La prima tipologia di cui parlare è quella del trasferimento del territorio: a livello di soggettività la situazione rimane la stessa, cioè sia prima che dopo ci sono due stati che sono come soggettività gli stessi due stati. L’esempio classico di trasferimento di territorio è stato quello dell’Alaska che è uno stato degli USA che si trova nell’estremo nord ovest dell’America; il territorio dell’Alaska nei primi decenni dell 800 faceva parte dell’impero russo, la Russia si estende fino alla Siberia, quindi si estende fino ad un altro territorio che fa parte del territorio asiatico; al tempo la Russia aveva esteso il suo territorio anche su una porzione del nord America ossia sull’Alaska che è contiguo all’estrema propaggine della Siberia. Gli USA che erano diventati uno stato indipendente nel 1776, avevano espanso il controllo verso la parte dell’ovest della parte mediana del continente nord americano, e gli USA avevano un interesse strategico e propongono alla Russia di acquistare questo vasto pezzo di territorio popolato dagli indigeni ossia gli eschimesi, la Russia accetta l’accordo e nel 1877 l’Alaska viene venduta con un trattato dalla Russia agli USA per una cifra di 7,2 milioni di dollari del tempo che corrispondono ad oggi a qualche miliardo di dollari. Se si pensa alla ricchezza mineraria che caratterizza l’Alaska, questa vendita è stata definita come il “più grande affare della storia”. Quella vasta porzione di territorio è passata come sovranità dalla Russia agli USA, quindi si ha un mutamento territoriale ossia l’acquisizione di una parte di territorio a vantaggio di uno stato a scapito degli altri che incide sulla estensione della sovranità dei due stati ma non incide sulla soggettività in senso assoluto degli stati, due stati vi erano prima e due stati continuano ad esserci, è quindi un mutamento territoriale che lascia invariata la composizione soggettività della comunità internazionale cambia però la dimensione geografica, l’estensione della sovranità. È importante che questo avviene con un accordo che è un trattato, prima veniva fatto con uno scambio di denaro, oggi una cessione di un territorio di questo tipo sarebbe di dubbia legittimità se non si accompagnasse ad una corrispondenza di questo passaggio territoriale alla espressione della volontà della popolazione che li si trova non in termini democratici, quello che sarebbe richiesto è che una cessione territoriale fosse rispondente alla volontà della popolazione e questo si avvicina al principio di autodeterminazione dei popoli. Esempi recenti di cessione del territorio lo abbiamo nella zona dell’oriente, in particolare la Cisgiordania il quale alla fine della seconda guerra mondiale fu assegnato alla Giordania, in realtà su quel territorio vive una popolazione che sono i palestinesi e la Giordania rinunciò alla propria sovranità sulla Cisgiordania in favore del popolo palestinese, una sorta di cessione del territorio pro futuro per quando i palestinesi sarebbero stati in grado di ottenere l’indipendenza. La ratio della cessione non sono i soldi ma il rispetto del principio di autodeterminazione dei popoli.
Invece comportano dei mutamenti di soggettività quattro tipi di mutamenti territoriali: l’unificazione il quale è il caso in cui due stati con i propri territori si fondono in un solo nuovo stato. Un esempio recente è il Vietnam dove a seguito di vicende coloniali vi è un Vietnam del nord e del sud con due capitali diverse, negli anni '90 del secolo scorso i governi dei due stati rispecchiando la volontà della popolazione hanno deciso di unificare i due stati creando una entità nuova dotandosi di una costituzione, istituzioni nuove creando uno stato nuovo che è il Vietnam e in questo caso ossia dell’unificazione abbiamo dal punto di vista soggettivo la fine di due stati e la nascita di un nuovo stato, finisce il Vietnam del nord e del sud e nasce il Vietnam. Altro esempio è lo Yemen dove prima vi erano due Yemen e negli anni 2000 i due governi hanno deciso di unificarsi quindi stesso discorso del Vietnam.
Un caso solo apparente simile a quelli appena visti, è quello della Germania la quale fu divisa in due stati alla fine della seconda guerra mondiale come risultato dell’esito della guerra, le vicende belliche avevano fatto sì che i due blocchi contrapposti alla Germania ossia quello anglo americano da un lato e quello sovietico dall’altro avessero contemporaneamente invaso la Germania. Quindi occupando la parte orientale e occidentale della Germania si indeboliva la Germania e si rispecchiava l’equilibrio dei rapporti di forza tra USA e Unione Sovietica che già stavano diventando i due attori contrapposti dello scenario mondiale e nella zona occupata dai sovietici viene creata la Repubblica Democratica Tedesca e nella parte più ampia occidentale, occupata dagli anglo americani venne creata la Repubblica Federale Tedesca. Questa situazione durò 45 anni fino a quando nel 1989 vi è stato un crollo dei regimi comunisti nell’est Europa tra cui anche in Germania orientale quindi nella Repubblica Democratica e il risultato di questo cambiamento di forma di stato con uno stato comunista in un tempo rapidissimo (1 anno) fu la Repubblica Democratica. Fu annessa, incorporata dalla Repubblica Federale Tedesca cioè si formò un unico stato. Non è il caso uguale a Vietnam e Yemen perché lì vi è una forma di stato nuova rispetto ai due stati originari, qui vi è stata una incorporazione/annessione ossia i territori della ex Repubblica Democratica Tedesca furono annessi nell’ordinamento giuridico della Repubblica Federale Tedesca con lo stesso nome (Repubblica Federale) con le proprie istituzioni, propria forma di governo, stessa forma di stato, ma con sei lender in più che erano quelli dell’est e Berlino fu riunificata. L’unico vero cambio...
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