Appunti di diritto dell'Unione Europea 2021
Il successo dell'Unione Europea deriva dai vantaggi ottenuti dagli Stati membri. Infatti, la funzione dello Stato è tutelare gli interessi dei cittadini e l'aspetto per cui l'unione sia una sorta di catalizzatore per i loro interessi. Sono passati 30 anni dall'inizio del mercato comune, questo ha comportato un gran numero di benefici. I paesi membri dell'unione si resero conto che la semplice abolizione dei dazi mantenendo in vigore le regole che riguardano la circolazione e commercializzazione di beni o servizi non era sufficiente.
L'atto unico europeo e il trattato sull'Unione Europea
Nell'atto unico europeo la svolta è stata nel riconoscere il mutuo riconoscimento per cui ciò che vale per uno stato relativamente ad un determinato bene vale per tutti gli stati membri. Vengono quindi rese lecite transazioni economiche di ogni tipo, con funzione di individuazione di stato competente (produttore di bene) e ciò che egli dichiara va riconosciuto da ogni stato come buono. Ciò si ottiene armonizzando gli standard con una massa enorme di legislazione di diritto derivato per dare standard europei.
Il passo successivo all'atto unico è legato anche ad avvenimenti storici: il trattato sull'Unione Europea del 1992. La caduta del muro di Berlino e la riunificazione tedesca hanno determinato una spinta per affrancarsi dall'essere un satellite degli Stati Uniti e aspirare a diventare un'organizzazione più importante con anche l'aspirazione a diventare una federazione.
Assetto attuale dell'UE
All'inizio vi era l'Europa, con al vertice il TUE e i pilastri comunità economica europea, politica estera di sicurezza comuni, cooperazione polizia e giustizia penale. Adesso sparisce trattato su comunità europea assorbito da diritto UE e si ha struttura con TUE – TFUE (parte dettagliata su TUE) – CDFUE (incorporazione con rinvio mobile carta dei diritti fondamentali) diritto primario anche se non ne fa parte. Dà origine a diritto derivato.
Meccanismo europeo di stabilità e fiscal compact 2012
Dovrebbero essere inglobati, invece no. Problema di doppia costituzione perché ciò che fa parte del MES è fondamentale. Il fiscal compact dovrebbe essere integrato nel TFUE per sua definizione, MES istituzione – banca con dotazione di capitale rilevante per intervenire sui mercati in caso di turbolenze in uno stato che ne abbia esigenza al fine di evitare crolli di stati membri per immettere liquidità nel mercato.
Sentenza fondamentale: caso Van Gend & Loos
Ora analizzeremo una sentenza fondamentale per capire il funzionamento iniziale della CECA. Sentenza 1963 corte di giustizia CECA.
Premessa: con diritto internazionale si intende quel ramo del diritto che si applica a pochi soggetti eletti ossia gli stati. Essi rettificano un trattato, si obbligano nei confronti degli altri stati e adottano legislazioni interne in una serie di posizioni giuridiche soggettive che possono interessare gli individui. Sistema dualistico di rapporti tra diritto interno e diritto internazionale, tutto quello che sta nei trattati vincola solo gli stati e se ci sono norme nei trattati che sembrano riferirsi a posizioni interindividuali rispondono anche nei confronti degli altri stati.
Il caso Van Gend & Loos: il caso tratta di un'azienda di trasporti che voleva importare e l'Olanda non aveva ancora eliminato i dazi doganali. Quando si rettifica trattato di Roma, i dazi vietati tra gli stati membri. Il soggetto impresa che si trova di fronte ad una legge in contrario può farci qualcosa non essendo uno stato? Avvocati Van Gend & Loos si chiedono se l'Olanda possa chiedere i dazi. Causa antipatica per gli stati perché se società avesse avuto ragione avrebbero perso la propria potestà nei confronti di qualunque privato disapplicando le leggi dello stato in favore dell'organizzazione sovra statale.
Questa sentenza, pronunciata dalla Corte di Giustizia Europea il 5 Febbraio 1963, vede contrapporsi l'impresa olandese dei trasporti Van Gend en Loos e gli stati olandese, tedesco e belga. Le questioni rivolte in via pregiudiziale alla Corte sono due: se l'articolo 12 TCEE abbia effetto interno e crei direttamente diritti in capo ai cittadini degli Stati membri, e se, in caso affermativo, il dazio dell'8% applicato alla resina ureica costituisca un aumento illecito ai sensi di tale articolo. Articolo 12 TCEE: "Gli Stati membri si astengono dall'introdurre tra loro nuovi dazi doganali all'importazione e all'esportazione o tasse di effetto equivalente e dall'aumentare quelli che applicano nei loro rapporti commerciali reciproci." (Oggi è l'articolo 30 TFUE).
Nel 1960 tale impresa trasportava resina ureica dalla Repubblica tedesca a quella olandese e si vide applicare un dazio per il passaggio della frontiera pari all'8%.
Gli Stati, basandosi sugli articoli del Trattato CEE, sostengono che solo uno Stato membro o la Commissione possano deferire alla Corte in relazione alla violazione da parte di un altro Stato membro di una norma del diritto dell'Unione. Inoltre, il giudice nazionale dovrebbe decidere in base alle norme interne, dato che gli atti internazionali vengono recepiti e introiettati nell'ordinamento nazionale, diventa quindi una questione di diritto nazionale interno. Infine, il governo olandese sostiene che il diritto UE abbia effetto interno se l'intenzione dei contraenti e il contenuto delle disposizioni coincidono, e che, in ogni caso, non ha efficacia immediata nei confronti dei cittadini. Impone solo un obbligo internazionale, ma non costituisce un diritto soggettivo in capo ai singoli.
La Commissione: sostiene che la Corte sia pienamente competente in quanto si tratta di una questione sull'interpretazione del diritto UE e, siccome il diritto comunitario dovrebbe essere applicato in maniera effettiva e uniforme nell'intera Comunità, i giudici nazionali devono disapplicare il diritto interno quando questo contrasti con quello comunitario: il secondo è superiore e prevalente rispetto al primo. Inoltre, l'articolo 12 TCEE va applicato ad ogni tipo di merce e all'interno di ogni categoria nessun prodotto può costituire un'eccezione.
La Corte: essa si reputa competente sulla questione in virtù dell'articolo 177 del Trattato CEE ("La Corte di Giustizia è competente a pronunciarsi, in via pregiudiziale: a) sull'interpretazione del presente Trattato; b) sulla validità e l'interpretazione degli atti compiuti dalle istituzioni della Comunità; c) sull'interpretazione degli statuti degli organismi creati con atto del Consiglio, quando sia previsto dagli statuti stessi."). Inoltre, si ritiene che l'articolo 12 TCEE abbia efficacia immediata interna e per questo statuisca in capo ai cittadini dell'Unione diritti soggettivi che il giudice nazionale ha il dovere di tutelare. Il diritto comunitario è prevalente rispetto ai giudici nazionali ed è immediatamente precettivo in giudizio per gli individui. Sulla seconda questione, la Corte ritiene che il dazio dell'8% costituisca un'eccezione ingiustificata di un prodotto rispetto al resto della categoria cui il dazio applicato è quello del 3%, pertanto si configura come un aumento illecito successivo all'entrata in vigore del Trattato CEE.
L'ordinamento comunitario, considerato una novità nel panorama mondiale, non è stato creato al fine di costituire soltanto impegni reciproci tra gli Stati membri, ma soprattutto con l'intenzione di istituire un diritto comunitario, il quale dovrebbe essere applicato in modo uniforme ed effettivo in tutta la Comunità. I soggetti di tale ordinamento sono gli Stati membri e i cittadini, ai quali le disposizioni dei Trattati sono immediatamente dirette. Questo perché nel Preambolo del Trattato si fa riferimento non solo ai Governi, ma anche ai popoli e si parla di istituzioni, le quali hanno poteri sovrani da esercitare nei confronti degli Stati membri e dei loro cittadini.
La differenza che intercorre con il diritto internazionale, risiede nel fatto che i trattati comunitari non solo hanno efficacia tra gli stati che li stipulano, ma anche efficacia immediata nei confronti dei singoli, creando in capo a questi obblighi e diritti immediatamente precettivi di fronte ad un giudice. I giudici nazionali devono dare tutela a questi diritti, nel caso anche disapplicando il diritto interno in contrasto con le disposizioni comunitarie. La condizione perché le norme possano essere impugnate dai singoli, è che lo scopo del Trattato stesso sia quello di andare al di là di un accordo che si limita a creare obblighi reciproci fra gli Stati, e questo risulta evidente nel Preambolo sopracitato. Il c.d. effetto diretto delle norme costituisce una garanzia ulteriore per il rispetto da parte degli Stati delle disposizioni del Trattato.
La procedura di infrazione prevista agli articoli 169 e 170 TCEE non risulterebbe sufficiente a tale scopo, in quanto i singoli rimarrebbero privi di tutela giurisdizionale diretta. La vigilanza dei singoli, inoltre, rappresenta un controllo efficace che si aggiunge a quello della Commissione e degli Stati stessi. La procedura di infrazione, infine, può intervenire solo dopo l'adozione da parte del diritto interno nazionale di un provvedimento contrario alle norme del Trattato e questo limita la sua efficacia.
La Corte di Giustizia adotta un approccio sostanziale rispetto alla violazione dell'articolo 12 TCEE da parte del governo olandese, in quanto non si limita al dato numerico formale, il quale di per sé non rappresenterebbe un aumento aritmetico del dazio previsto prima del 1958; ma intende soffermarsi sulla differenziazione illegittima che viene fatta tra una categoria di merci ed un particolare prodotto al suo interno, il quale non può costituire un'eccezione nel panorama doganale. Pertanto, sebbene l'aumento aritmetico non sia riscontrabile, la Corte ritiene di dover dare scarso rilievo al modo in cui l'aumento avviene, considera illecito il prodotto sottoposto a dazio più elevato di quello previsto per la stessa categoria e rimette la questione ai giudici nazionali.
Quadro istituzionale dell'Unione Europea, attualmente
"L'Unione dispone di un quadro istituzionale che mira a promuoverne i valori, perseguirne gli obiettivi, servire i suoi interessi, quelli dei suoi cittadini e quelli degli Stati membri, garantire la coerenza, l'efficacia e la continuità delle sue politiche e delle sue azioni". Sovranità concessa dagli stati membri in progressione. È un contesto non sovrano che agisce in forza delle competenze attribuite dagli stati - quadro istituzionale molto più importante rispetto a quello degli ordinamenti sovrani.
La funzione dell'unione è in base alle competenze attribuite, ciò significa che anche le singole istituzioni rispondono di particolari equilibri costituzionali e c'è attenzione alle norme che delineano gli aspetti affinché nessuna prevalga sulle altre perché l'equilibrio della cooperazione inter istituzionale è la garanzia che la stessa unione non si trasformi in ciò che non è voluto dagli stati membri. Nonostante poi il diritto dell'Unione prevale su quello degli stati membri, essa è molto più attenta per i rapporti istituzionali poiché sa di non avere competenze come se fosse uno stato sovrano. Diversa modalità di costituzione dei trattati e attenzione al quadro delle istituzioni politiche.
Oltre alle istituzioni l'Unione dispone di svariate agenzie - autorità indipendenti. Ci sono poi organi previsti dai trattati che non assumono il rango di istituzioni, quest'ultime hanno autonomia piano finanziario e gestione personale, possono decidere la sede e il regime linguistico. Autonomia finanziaria molto importante, come autonomia parlamentare italiana gestione proprio bilancio.
"Ciascuna istituzione agisce nei limiti delle attribuzioni che le sono conferite dai trattati, secondo le procedure, condizioni e finalità da essi previste. Le istituzioni attuano tra loro una leale cooperazione."
Procedure e condotte molto dettagliate per la leale cooperazione - migliore garanzia che le istituzioni non escano dai compiti loro attribuiti.
Il consiglio europeo
Organo di vertice della politica. È contraltare istituzionale al parlamento che rappresenta gli stati membri. Ha una presidenza che dura sei mesi, il consiglio di turno lavora per modificare ciò che gli viene più utile come stato membro. Entità che assume sempre più valenza politica.
È la soluzione pragmatica trovata dagli stati membri per avere un indirizzo politico dell'unione. Art. 15 TUE paragrafi: "Il Consiglio europeo dà all'Unione gli impulsi necessari al suo sviluppo e ne definisce gli orientamenti e le priorità politiche generali. Non esercita funzioni legislative. Il Consiglio europeo è composto dai capi di Stato o di governo degli Stati membri, dal suo presidente e dal presidente della Commissione."
L'alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza partecipa ai lavori. La rappresentanza per gli stati esteri partecipa alle riunioni. Indirizzo politico al vertice degli stati membri e con il capo funzione di raccordo. Presidente del consiglio è eletto a maggioranza per 2 anni e mezzo rinnovabile una volta. Missione di dare impulso allo sviluppo dell'unione dando anche orientamenti e politiche generali, NON avendo potestà legislativa - democraticità non assicurata.
Esiste nei fatti fino dagli anni '70, oggi dalla sua formalizzazione nel 2009 si è trovata nelle più grandi crisi e tensioni e invece di essere organo di indirizzo politico ha dovuto gestire pendenze e/o litigi tra gli stati membri.
La commissione europea
La Commissione promuove l'interesse generale dell'Unione e adotta le iniziative appropriate a tal fine. Vigila sull'applicazione dei trattati e delle misure adottate dalle istituzioni in virtù dei trattati. Vigila sull'applicazione del diritto dell'Unione sotto il controllo della Corte di giustizia dell'Unione europea. Dà esecuzione al bilancio e gestisce i programmi. Esercita funzioni di coordinamento, di esecuzione e di gestione, alle condizioni stabilite dai trattati. Assicura la rappresentanza esterna dell'Unione, fatta eccezione per la politica estera e di sicurezza comune e per gli altri casi previsti dai trattati. Avvia il processo di programmazione annuale e pluriennale dell'Unione per giungere ad accordi interistituzionali.
Soggetto esterno a stati e cittadini che promuove gli interessi dell'unione, funziona come una specie di governo dove il presidente e i membri (uno per ciascuno stato membro). Organizzata attraverso dicasteri presieduta dal presidente della commissione, una volta ricevuto il mandato sono totalmente indipendenti agenti nell'interesse generale dell'unione. Trattato di Lisbona ha politicizzato le norme: i gruppi parlamentari europei più forti indicano prima delle lezioni quello che sarà, in caso di maggioranza, il loro candidato per la commissione. È poi il consiglio europeo che delibera a maggioranza qualificata e propone il presidente al parlamento che lo elegge, in caso contrario il nome va proposto nuovamente dal consiglio. Tali passaggi inter istituzionali rendono più probabile che si converta su soggetti adeguati prima di eleggerli, ci sono forti consultazioni. Vengono votati con voto di approvazione da parte del parlamento, per avere la commissione nei pieni poteri è ancora necessaria l'approvazione dal consiglio europeo da maggioranza qualificata (approvazione dagli stati).
Vigila sulle condotte degli stati membri con la corte di giustizia. Nella funzione esecutiva c'è anche l'esecuzione al bilancio e la gestione dei programmi dell'unione che è fondamentale. Unione europea entità forte perché ha bilancio e risorse proprie. Bilancio sulla base di categorie del parlamento ma ha libertà di investimento e spesa.
Parlamento europeo
Art. 14 TUE paragrafo 1: "Il Parlamento europeo esercita, congiuntamente al Consiglio, la funzione legislativa e la funzione di bilancio. Esercita funzioni di controllo politico e consultive alle condizioni stabilite dai trattati. Elegge il presidente della Commissione". Rappresentanza sia dei cittadini che degli stati. È un unicum del panorama nazionale degli ordinamenti. Il parlamento viene eletto a suffragio universale. Criteri per eleggere i parlamentari europei: 2 sottocategorie: cosa succede quando varia il numero degli stati membri a metà della legislatura europea? Numero mobile in funzione delle adesioni. Attualmente è in vigore decisioni 181/2013 dei parlamentari del 2014. Necessario dare una rappresentatività calibrata in funzione dei cittadini: proporzionale regressivo "stati piccoli, collegi piccoli". Ad esempio, Malta ne ha 6 su 400000 abitanti. Manca ancora legge elettorale identica per tutti gli stati: Italia proporzionale puro. Manca la creazione di partiti politici europei poiché ognuno ha il proprio sistema elettorale e legge.
Consiglio (eurogruppo)
Art. 16 TUE paragrafo 1: "Il Consiglio esercita, congiuntamente al Parlamento europeo, la funzione legislativa e la funzione di bilancio. Esercita funzioni di definizione delle politiche e di coordinamento alle condizioni stabilite nei trattati." Paragrafo 2: "Il Consiglio è composto da un rappresentante di ciascuno Stato membro a livello ministeriale, abilitato a impegnare il governo dello Stato membro che rappresenta e ad esercitare il diritto di voto." Organismo a composizione variabile a seconda dell'argomento trattato.
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