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Diritto dell'economia

Introduzione al diritto dell'economia

23 Febbraio - Principalmente diritto europeo dell'economia perché le norme più importanti provengono dall'ordinamento europeo. Ci sono anche norme di diritto nazionale perché il diritto nazionale deve conformarsi a quello europeo. Tema diritto dell'economia digitale. La materia studia i rapporti tra diritto ed economia. Il rapporto è biunivoco: il diritto influenza/plasma l'economia (es contratto, proprietà privata, tutela del consumatore) e viceversa (es bitcoin, auto a guida autonoma).

Bitcoin e diritto

Riguardo ai bitcoin, vanno bene gli strumenti attuali del diritto o ne servono di nuovi? I rischi sono gli stessi? Che regole specifiche sono necessarie? Ad esempio, la Cina proibisce l'uso di bitcoin. A livello europeo, il bitcoin è preso in considerazione: c'è una sentenza del Tribunale di Verona che si occupa di bitcoin. Può essere considerata una moneta, uno strumento di scambio? Il Tribunale dà una risposta affermativa. Ma è assimilabile all'euro o al dollaro? Nel nostro ordinamento si parla di corso legale della moneta: il debitore deve estinguere il suo debito con una moneta che abbia corso legale. Bitcoin può essere utilizzata come moneta solamente se le parti sono d'accordo.

Auto a guida autonoma

Riguardo alle auto a guida autonoma, il tema più caldo è quello della responsabilità: chi deve rispondere in caso di danno? Come si effettuano le scelte? La risposta è politica: è il legislatore che stabilisce e modifica, ovvero il giudice che interpreta sulla base di scelte di politica del diritto.

Nove normative per l'innovazione

Negli ultimi anni sono state introdotte nuove normative in risposta alle nuove innovazioni economiche e tecnologiche perché la vecchia normativa non era adeguata. Per altri aspetti si sta ancora discutendo perché questi sono anni in cui le innovazioni sono all'ordine del giorno, è un continuo aggiornamento.

Ruolo del diritto nell'economia

Cosa si intende per economia o sistema economico? Sistema economico come insieme pluralità di elementi che vede al suo interno più soggetti/attori economici (imprese, famiglie, consumatori, autorità pubbliche). Sistema economico come insieme delle azioni e interazioni tra questi tre gruppi di soggetti. C'è una quarta categoria di attori economici (associazioni di volontariato e soggetti no profit) che forniscono servizi alle persone e contribuiscono a determinare il sistema economico senza i quali tali servizi non verrebbero forniti dalle imprese o dagli altri operatori economici. Sistema economico come insieme degli attori economici, delle azioni e delle interazioni.

Decisioni economiche fondamentali

All'interno del sistema economico si prendono le decisioni economiche fondamentali: la prima di queste è chi produce? Ma prima ancora chi stabilisce chi produce? Può stabilirlo in parte il mercato con il gioco della concorrenza, con la domanda-offerta, con la cosiddetta mano invisibile di Adam Smith (concetto di efficienza economica intesa come assenza di sprechi, es Nokia negli anni '90 aveva il monopolio nella vendita di cellulari, successivamente nella corsa alla competitività non è riuscita ad essere efficiente, è stata superata e infine relegata ai margini del mercato) ed in parte l'autorità pubblica (es settore banche, farmacie, avvocati, autorità pubblica stabilisce delle regole per l'accesso alle professioni).

Si distingue un'economia dirigista in cui la decisione è presa dall'autorità pubblica che prevale sul mercato (es Unione Sovietica con economia pianificata è l'autorità pubblica a stabilire chi produce) da un'economia liberista o di mercato in cui la decisione non è presa da un'autorità pubblica ma viene lasciata al libero mercato. Nel nostro ordinamento c'è un sistema intermedio. Ci sono segmenti dell'economia in cui non c'è mercato in cui è direttamente l'autorità pubblica a prendere le decisioni economiche fondamentali: es monopoli di stato.

La seconda decisione economica fondamentale è che cosa si produce? Chi stabilisce che cosa si produce? Nella situazione attuale è fondamentalmente il risultato della domanda-offerta (incontro tra consumatori e produttori) ma è determinante anche la decisione dell'autorità pubblica perché essa può proibire la produzione di determinati beni o l'erogazione di determinati servizi (es in Unione Sovietica era il partito comunista a decidere chi poteva produrre e che cosa doveva essere prodotto).

Economia e mercato

25 Febbraio - Quindi fin qui abbiamo visto che ci sono due soggetti, due meccanismi decisori: da un lato l'autorità pubblica in senso lato (statale, sovrastatale, nazionale, sovranazionale, internazionale) e dall'altro il mercato. Le decisioni sono prese tanto da un soggetto quanto dall'altro: essi prendono decisioni definite decisioni economiche fondamentali perché rappresentano i pilastri di un sistema economico. Eccezion fatta per gli estremi (URSS e Cina comunista dei primi decenni), la maggior parte dei sistemi economici sono sistemi misti in cui le tre attività economiche principali (produrre, scambiare, consumare) sono regolate non solo da norme giuridiche dettate dall'autorità pubblica ma anche da qualcosa che è al di fuori delle istituzioni ovvero dal mercato il quale ha regole proprie. Quindi al giorno d'oggi nel nostro ordinamento un'impresa deve osservare regole giuridiche e regole di mercato.

La terza decisione economica fondamentale è come produrre? Qui l'intervento dell'autorità pubblica è ancora più pervasivo. Non c'è nessun servizio/merce che non sia disciplinato dall'autorità pubblica per cui devono sempre essere rispettate determinate prescrizioni normative. Ci sono settori più regolati di altri: es settore finanziario o bancario è fortemente regolato in tutte e tre le decisioni economiche fondamentali. Questa decisione economica fondamentale è determinata anche dal mercato: esso incide sul processo produttivo così che si produca un determinato bene al costo minore possibile (cosiddetta disciplina di mercato: ogni impresa è spinta a ridurre il più possibile i costi altrimenti la concorrenza la taglierà fuori: questo è l'effetto della spinta concorrenziale, della spinta all'efficienza del mercato, si parla di efficienza statica ovvero usare al meglio le risorse che ho oggi ed efficienza dinamica ovvero usare al meglio le risorse che avrò a disposizione nei prossimi 5 anni quindi investire in ricerca e sviluppo per innovare il prodotto). Il come produrre è determinato non soltanto dai produttori ma anche dai consumatori: in materia ambientale si hanno normative che impongono determinati requisiti (es utilizzo di marchi per comunicare ai consumatori come una certa impresa abbia rispettato determinate norme a tutela dell'ambiente).

La quarta decisione economica fondamentale è quanto produrre? La decisione è presa in parte dal mercato in base al meccanismo della domanda-offerta per cui l'imprenditore non produce né di più dell'offerta né di meno della domanda ed in parte dall'autorità pubblica (es quote latte: il mercato agricolo europeo è fortemente regolato, si avvicina ad un sistema economico dirigista in cui l'UE stabilisce limiti sull'aumento prezzo sulla quantità prodotta per cui le forze libere di mercato hanno meno spazio di altre; altro es farmacie sono regolate anche nel numero, è l'autorità a stabilire quante farmacie possono essere aperte su un determinato territorio).

Contrapposizione tra diritto e mercato

La contrapposizione tra diritto (autorità pubblica) e mercato è artificiale, non va intesa in maniera letterale: non è che quando non c'è l'intervento dell'autorità pubblica ed il mercato è libero allora il mercato possa agire libero senza diritto. Il mercato non può agire senza diritto perché il diritto è uno degli ingredienti del mercato: il diritto è posto a tutela della concorrenza, del consumatore, dell'impresa, dell'ambiente. Il diritto ha il compito di fare funzionare il mercato: stabilisce le regole del gioco rappresentate innanzitutto dal diritto dei contratti e dal diritto di proprietà grazie a cui crea le condizioni di base minime perché ci sia mercato cosicché imprenditori e consumatori siano disposti ad effettuare le loro operazioni, contrariamente ci sarebbero maggiori resistenze da parte degli attori economici ad entrare nel mercato (necessario per lo sviluppo economico di uno stato senza diritto nessuno investirebbe in quel determinato stato). Compito del diritto è quello di ridurre i costi transattivi cioè ridurre i costi degli scambi stessi. Un ulteriore strumento legale volto a ridurre i costi transattivi è la moneta: se non ci fosse la moneta ma lo scambio nel caso in cui andassi al bar per bere un caffè dovrei ogni volta trovare qualcosa di gradito al barista da scambiare e più di una volta finirei per non consumare e questo ridurrebbe gli scambi e limiterebbe il mercato stesso. Quest'ultimo è uno dei motivi per cui si è deciso di introdurre l'euro. L'avere monete differenti aveva costi transattivi come tasso di cambio, commissioni, rischio di modifica dei costi di cambio tra monete differenti: se dovessi acquistare un bene in una moneta differente dalla mia all'attuale costo di cambio so che pagherei quel bene un certo valore ma se nel frattempo il costo di cambio varisse finirei per pagare quel bene di più ed allora finirebbe allo stesso modo ovvero più di una volta finirei per non acquistare. Con la moneta unica si eliminano tutti questi costi.

Funzionamento del mercato

Secondo compito del diritto è quello di assicurare che il mercato non solo esista e cresca ma che funzioni in maniera corretta: l'esito deve essere quello dell'efficienza ovvero di assenza di sprechi di risorse. Il mercato concorrenziale è un obiettivo: in un'economia dirigista c'è spreco di risorse perché non essendoci il gioco della concorrenza, le imprese non sono spinte a dare il massimo mentre in un'economia ideale concorrenziale lo spreco è ridotto al minimo in quanto la concorrenza porta ad un utilizzo migliore delle risorse da parte delle imprese e dei consumatori in quanto la concorrenza spinge ogni impresa a dare il massimo, ogni impresa non deve sprecare nulla altrimenti il rischio sarebbe quello di perdere quote di mercato. L'opposto del mercato concorrenziale è il mercato monopolista legale (in Italia era molto diffuso in molti settori ora solo nel settore dell'aviazione civile caso Alitalia unica impresa offrente servizio aviazione civile): non c'è concorrenza, c'è spreco di risorse perché l'impresa essendo la sola non è spinta a dare il massimo mentre i consumatori pagano un prodotto o servizio in misura maggiore rispetto a quanto pagherebbero in un mercato di tipo concorrenziale. Un'altra situazione è quella dell'intesa restrittiva della concorrenza (cosiddetti cartelli): un certo numero di imprese si mette d'accordo per non farsi concorrenza a vicenda. Tale pratica è vietata tanto a livello europeo quanto nazionale: art 101 TFUE e legge antitrust italiana. Anche in questo caso c'è spreco di risorse perché non c'è innovazione del prodotto, si vende ad un prezzo più alto di quanto si pagherebbe lo stesso prodotto in un mercato concorrenziale. Tutela del consumatore, tutela dell'ambiente.

Fallimenti del mercato

2 Marzo - Il mercato non è fine a se stesso, l'obiettivo è quello dell'efficienza cioè l'utilizzo delle risorse a disposizione con il minore spreco delle stesse. Fallimento del mercato quando il mercato non riesce a raggiungere tale obiettivo. Una delle ipotesi più studiate di fallimento del mercato è quella di restrizione della concorrenza: il mercato non funziona a dovere, vi sono sprechi di risorse. Questo fallimento del mercato è oggetto di una specifica normativa tanto a livello europeo già nel trattato si prevedono delle norme volte a prevenire comportamenti che riducono restringono il gioco della concorrenza e sono comportamenti di una o più imprese oppure da parte degli stati art 107 TFUE vieta cosiddetti aiuti di stato perché danneggiano il libero gioco della concorrenza e il funzionamento del mercato e si ha un esito negativo sul piano dell'utilizzo della allocazione delle risorse. Quindi la concorrenza può essere danneggiata o a causa di comportamenti di una o più imprese art 101 e 102 TFUE oppure a causa di una misura pubblica vietata dall'art 107 TFUE. Ci sono altre misure pubbliche nazionali che possono danneggiare l'economia ma non è questa la sede per un approfondimento maggiore.

Asimmetrie informative e esternalità

Secondo fallimento di mercato dovuto alle cosiddette asimmetrie informative cioè l'informazione che hanno due o più parti di uno scambio non sono distribuite in maniera simmetrica nel senso che una di questa ha maggiore informazioni sulla operazione economica dell'altra parte (solitamente venditore o erogare servizio che ha maggiori info rispettivamente sul bene o sul servizio rispetto al potenziale consumatore). L'acquisto in cui le parti non sono sullo stesso piano dal punto di vista informativo: questo dislivello può essere sfruttato dalla parte che ha maggiori informazioni (cosiddetto comportamento opportunistico) che può determinare danno economico svantaggio nei confronti dell'altra parte che è la parte debole nello scambio economico non nel senso giuridico ma economico cioè rischia di sprecare risorse (es paga un prezzo più alto per la merce rispetto alla situazione in cui ha le stesse info che ha l'altra parte). Anche in questo caso c'è uno spreco di risorse dovuto alla incapacità del soggetto debole di tutelare appieno i propri interessi. Il mercato non funziona correttamente nel senso che non riesce ad evitare che chi ha maggiori info non riesca ad approfittarsi di questa situazione a danno dell'altra parte: il mercato lasciato al libero scambio tra le parti non porta ad una corretta allocazione delle risorse. Di nuovo l'ordinamento interviene a protezione della parte debole: il fine non è tutelare il singolo ma piuttosto fare in modo che il mercato sia corretto. Da qui tutta la disciplina ad esempio della tutela del consumatore parte debole per antonomasia: codice del consumo in cui il primo strumento che l'ordinamento utilizza sono gli obblighi informativi. Con queste maggiori info l'auspicio è che il consumatore dotato di maggiori info riesca a difendersi meglio ed a sprecare meno risorse.

Si parla di market failures situazioni in cui mercato non riesce a raggiungere il traguardo che si è prestabilito: leggendo libri di economia sembra che queste situazioni siano eccezionali in realtà l'insuccesso del mercato sono molto diffusi, la situazione ottimale è l'eccezione. Il mercato ha bisogno del diritto per funzionare correttamente così da raggiungere il proprio obiettivo ovvero distribuzione efficiente delle risorse. I comportamenti opportunistici combattuti con obblighi informativi (si cerca di ridurre il dislivello informativo) e con obblighi di condotta o obblighi di comportamento volti ad evitare che il professionista si approfitti della propria posizione superiore privilegiata a danno dell'altra parte.

Intervento pubblico

Perché il mercato non riesce a sanzionare da sé questi comportamenti? Il mercato alla lunga potrebbe sanzionare e punire da sé il comportamento scorretto. Questo è vero ma l'ordinamento interviene comunque perché la sanzione del mercato può risultare tardiva o può addirittura non esserci: questo perché i consumatori non riescono a dare una corretta valutazione di un bene o di un servizio nemmeno a valle dopo il consumo dello stesso (es servizi di investimento mi rivolgo ad un broker perché voglio investire ed a fine anno ho perso parte degli investimenti molto difficile sapere se è colpa dell'intermediario oppure se è colpa di un evento che non poteva essere previsto). È per queste che è necessario l'intervento pubblico tramite l'istituzione di autorità pubbliche che vigilino controllino intervengano: l'intento ancora non è ancora fare l'interesse di una delle parti ma fare gli interessi del mercato.

Cosa succederebbe se non ci fosse questo tipo di autorità e di controllo che vigila sui comportamenti corretti? Negli anni '90 in Italia ci sono stati una serie di scandali che hanno interessato il mercato finanziario italiano in cui sono emersi comportamenti scorretti da parte delle banche e degli operatori finanziari a danno degli investitori (caso Cirio, caso Parmalat, caso bond argentini) ad ognuno corrisponde un crollo successivo degli investimenti a danno degli operatori e delle imprese che hanno sempre agito in maniera corretta. Senza un diritto adeguato e senza rispetto del diritto l'economia di mercato non funzionerebbe come dovrebbe.

Esternalità negative

Terza categoria di fallimento del mercato: cosiddette esternalità negative anche in questo caso si ha uno spreco di risorse, c'è chi viene danneggiato e chi ottiene un guadagno. Ad esempio, un'impresa che inquina l'ambiente vicino (es caso Ilva). Dal punto di vista economico un'impresa che inquina se lasciata al mercato senza intervento adeguato dell'ordinamento scarica all'esterno su altri parte dei propri costi senza che questi abbiano una voce in capitolo. L'impresa guadagna, incassa l'intero prezzo ma una parte dei costi della produzione viene addossata su terzi (es abitanti della zona vicina o altre imprese vicine) costi medici, albergo vicino perde clienti a causa inquinamento, agricoltori vendono producono meno. Sono costi di produzione

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Scienze giuridiche IUS/05 Diritto dell'economia

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher damianomss di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto dell'economia e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Verona o del prof Ortino Matteo.
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