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Giovedì 30 settembre 2021 - Diritto della sicurezza del lavoro

Testo unico del 2008, ci interesserà la prima parte, i primi 50/60 articoli che dettano i principi generali e comuni al sistema di prevenzione. La restante parte si preoccupa di applicare i principi generali nei diversi settori produttivi.

L’UE ha raggiunto in questo ambito settoriale il livello più alto di armonizzazione, vuol dire che nei diversi paesi europei le discipline in materia di prevenzione del lavoro hanno la stessa base e sono molto simili al nostro ordinamento. Grande uniformità. Gli strumenti normativi sono molto stringenti e i paesi europei hanno dovuto adeguarsi e uniformarsi alla normativa europea.

Il quadro normativo europeo

  • 1 fase: 1970/90 - costruzione quadro normativo europeo in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro. Allora la comunità europea ha adottato molti provvedimenti legislativi in questo ambito senza che il legislatore italiano se ne preoccupasse.
  • 2 fase: 1990/2010 - fase di consolidamento della politica sociale europea. Istituzioni hanno adottato strategie di attuazione del quadro normativo. Ruolo importante della Corte di giustizia europea.
  • 3 fase: 2011 a oggi - cambio di indirizzo della normativa europea verso l’uso della soft law, abbandonando la hard law. Hanno puntato su normative meno vincolanti ma che tentano di usare l’arma di persuasione. C’è la tendenza ad attuare un nuovo cambiamento di rotta ad oggi.

La 1 fase: principali tappe della normazione europea

Parte con la risoluzione del consiglio europeo nel 74 e un primo programma di azione nel 78. Il secondo nel 84 e il terzo nel 87.

1980 direttiva n. 1107 che prende in considerazione tre tipologie di rischio: prevenzione di rischio chimico, fisico e biologico.

Dal 1980 al 89 altri provvedimenti tra cui la direttiva quadro del 1989 n. 391: si chiama quadro perché definisce quadro generale delle regole di prevenzione in tutti i quadro di lavoro. Principi generali del TU del 2008.

Un’altra direttiva del 1991 sul miglioramento di salute e sicurezza nel rapporto di lavoro a tempo indeterminato e interinale.

Le statistiche dicono che nei rapporti di lavoro flessibili si ritrovano gli incidenti più frequenti nei luoghi di lavoro.

1 giovedì 30 settembre 2021

Nel 1994, 5 anni dopo la direttiva, il legislatore italiano ha attuato la direttiva quadro e fino al 2008. La direttiva quadro è stata accompagnata all’inizio da 7 direttive specifiche, che si sono poi moltiplicate nel corso del tempo al fine di specificare il quadro generale specificando singoli settori produttivi.

La 2 fase: consolidamento politica sociale

Il consolidamento della politica sociale europea è avvenuta perché la corte di giustizia ha dato una mano nella interpretazione delle direttive e con una serie di condanne ha stimolato i legislatori nazionali a dare attuazione alla direttiva quadro.

Il modello di protezione della direttiva quadro è stato battezzato modello della protezione integrale del lavoratore: per la prima volta si prende in considerazione la persone che lavora nella sua integrità e tutti i rischi di ogni tipologia, un sistema di protezione a 360 gradi.

Europa fissa obiettivi e finanzia i paesi affinché attuassero gli obiettivi.

La giurisprudenza europea

La corte di giustizia ha precisato che le nozioni contenute nelle direttive europee vanno interpretate in modo ampio.

La direttiva il Tu del 2008 dettano delle definizioni e la giurisprudenza della corte di giustizia dell’UE definisce che queste siano inclusive, che rendano applicabili le direttive in modo ampio.

L’attuazione delle direttive deve essere integrale (condannata l’Italia per applicazione ristretta delle norme europee).

Non sono giustificati ritardi nell’attuazione delle direttive europee.

Le direttive europee devono essere attuate attraverso strumenti giuridici che vincolano i datori di lavoro e le imprese.

Se i contratti collettivi non hanno efficacia generalizzata, lo strumento di trasposizione è insufficiente. I sindacati possono essere delegati nei paesi dove i contratti collettivi hanno efficacia generalizzata.

Le direttive prevedono una disciplina minima e va rispettata la clausola di non regresso, che implica che i governanti più avanzati si attestano al livello di prevenzione superiore, non si torna indietro. Obiettivo di portare i paesi europei ad un livello minimo.

2 giovedì 30 settembre 2021

La 3 fase: cambio di indirizzo

Abbandono della direttiva e utilizzo di una normazione leggera, stimolare imprese ad adottare livelli alti di prevenzione.

Attualmente l’Unione europea sta adottando una nuova strategia annunciata per il 2023.

Alcuni documenti europei: l’istituzione europea che si occupa di salute e sicurezza è l’agenzia europea per salute e sicurezza sul lavoro - EU-OSHA. Pubblica documenti ufficiali di report. Etichetta rischi nuovi ed emergenti, in particolare rischi non ben identificati collegati anche al rischio tecnologico e allo sviluppo dei processi produttivi: risoluzione del parlamenti europeo del 21 gennaio 2021 in materia di diritto alla disconnessione alle tecnologie (proposta di direttiva in allegato).

Modello europeo della sicurezza sul lavoro - direttiva quadro 89/391

Il focus del modello giuridico è modello della tutela integrale nell’art. 5 della direttiva:

Il principio di responsabilità del datore di lavoro - l’obbligo di garantire la salute e sicurezza del lavoratore esiste in tutti gli aspetti connessi al lavoro.

Il datore di lavoro utilizza servizi, collaboratori per dare attuazione concreta alla normativa europea e nazionale. Ciò non lo libera dalla sua responsabilità giuridica e non c’è alcuna delega di compiti ad altri, ma solo supporto produttivo.

Un altro principio nuovo è che la persona tutelata è il lavoratore, ma non è un soggetto solo passivo, ma deve cooperare per proteggersi dai rischi lavorativi e professionali, però non diminuisce la responsabilità del datore di lavoro. Il concorso di colpa del lavoratore deve essere valutato con molta attenzione e non pesa molto sull’accertamento della responsabilità del datore di lavoro.

Questo principio di responsabilità è talmente intenso che è stato battezzato con la formula della massima sicurezza tecnologicamente possibile.

Nella direttiva del 1980 il legislatore aveva introdotto un principio di riduzione del rischio al livello più basso ragionevolmente praticabile.

C’è stata una grande evoluzione a livello legislativo, passando a uno standard più severo.

3 giovedì 30 settembre 2021

Limiti al modello europeo?

La direttiva del 89 paragrafo 4 articolo 5 è da interpretare.

Gli stati membri possono diminuire o escludere la responsabilità del datore per fatti dovuti a circostanze eccezionali ed imprevedibili le cui conseguenze sarebbero state inevitabili malgrado la sua diligenza. Il datore non risponde per ciò che è imprevedibile, caso fortuito, ma fino a quel limite l’obbligo sussiste.

Nozioni generali

Art. 2 del d.lgs 81/2008: norma lunga con molte definizioni. Le nozioni giuridiche sono diverse da quelle utilizzate nel diritto del lavoro generale, sono specifiche applicabili in questo settore normativo e hanno valenza rilevante per la comprensione del testo unico.

Legge che si applica a tutti in tutti i settori produttivi, a tutti i lavoratori, a tutte le attività, anche all’estero.

Prevenzione

Prevenzione - comma 1 lettera n: complesso di disposizioni o misure necessarie, anche secondo particolarità del lavoro, esperienza e tecnica, per evitare e diminuire i rischi professionali nel rispetto della salute della popolazione e integrità dell’ambiente esterno.

Fare tutto ciò che è necessario, l’idea della massima sicurezza possibile, tenendo conto della particolarità del lavoro del lavoratore, l’esperienza del datore di lavoro e la tecnica, la tecnologia anche. La prevenzione deve tener conto di quello che un lavoratore fa. L’esperienza è la diligenza del buon padre di famiglia, regole scritte e non scritte. La tecnica è la tecnologia, strumenti di prevenzione che bisogna utilizzare.

La prevenzione ha un riferimento alla salute della popolazione e dell’ambiente esterno, soprattutto in epoca di pandemia. Quando il rischio pandemico è scoppiato, si è innescato il dibattito giurisprudenziale sul fatto se il datore fosse tenuto a prendere in considerazione in rischio pandemico. I datori devono tener conto del rischio da pandemia, è stata integrata questa prevenzione attraverso i protocolli e accordi anti-contagio.

Salute

Salute - lettera o: stato di completo benessere fisico, mentale e sociale, non consistente solo in un’assenza di malattia o d’infermità.

Concetto molto più ampio, rischio di qualsiasi carattere anche relazionale, psichico.

Valutazione dei rischi

Valutazione dei rischi - lettera q: valutazione globale e documentata di tutti i rischi per la salute e sicurezza, finalizzata ad individuare le adeguate misure di prevenzione e protezione, ed elaborare un programma per garantire il miglioramento nel tempo dei livelli di salute e sicurezza.

4 giovedì 30 settembre 2021

Bisogna ricercare anche i rischi potenziali che possono creare una situazione di criticità e pericolosità, che sono tipologie di rischio che non si vedono.

È finalizzata a fare un monitoraggio della pericolosità del posto di lavoro, finalizzata ad un programma di miglioramento del benessere lavorativo nel corso del tempo.

Sistema istituzionale di salute e sicurezza sul lavoro

I datori di lavoro non sono soli, ma esiste una rete di soggetti istituzionali pubblici, preposti non solo al controllo, ma invece al supporto e sostegno delle imprese per favorire il miglioramento dei sistemi di sicurezza.

Comitato di indirizzo presso il Ministero del lavoro: orienta l’attività dei datori.

Commissione consultiva permanente presso il Ministero del lavoro: offrono strumenti per linee guida e protocolli di sicurezza per mettere in pratica le misure di sicurezza da parte dei datori di lavoro.

Comitati regionali di coordinamento.

Sistema informativo nazionale per la prevenzione: banca dati che rileva tutti i dati relativi all’intervento infortunistico in tutto il paese e forniscono informazioni importanti.

Enti pubblici in materia di prevenzione e sicurezza: INAIL, ISS.

5 venerdì 1 ottobre 2021

Venerdì 1 ottobre 2021 - Diritto della sicurezza del lavoro

Principali fonti di produzioni di regole di prevenzione - art. 2 d. lgs. n. 81/2008

  • Norma legislativa: legge nazionale e leggi regionali. Competenza legislativa concorrente dall’art. 117 cost, quindi il legislatore regionale può intervenire.
  • Norma tecnica: specifica tecnica approvata e pubblicata da un organismo internazionale, europeo o nazionale di normalizzazione, la cui osservanza non sia obbligatoria.
  • Buone prassi: soluzioni organizzative o procedurali coerenti con la normativa e adottate volontariamente, elaborate e raccolte da Regioni, INAIL, organismi paritetici, validate dalla Commissione consultiva permanente.
  • Linee guida: atti di indirizzo e coordinamento per l’applicazione della normativa predisposti da Ministeri, Regioni, INAIL e approvati dalla Conferenza Stato-Regioni. Ci sono linee guida approvate dalla Conferenza che dicono come può essere erogata la formazione continua in materia di salute e sicurezza, disciplina molto dettagliata, e si tratta di linee guida in materia di formazione. Quando queste linee guida vengono adottate com questa modalità, diventano obbligatorie solamente però seguendo il procedimento dettato dalla Conferenza Stato-Regioni. Non hanno matrice legislativa, ma diventano obbligatorie quando il legislatore richiede le linee guida. Integrano la regola generale e specificano la formazione in materia di sicurezza a norma di legge.

I protocolli anti contagio sono un’altra fonte di regole di prevenzione e precauzione per gestire il rischio pandemico: sono accordi che vengono resi vincolanti dal datore di lavoro. Non sono contemplati nell’art. 2.

Queste disciplina prevenzionistica non può essere affidata alla norma di legge, perché è caratterizzata da una generalità e astrattezza che non si addice a questo tipo di prevenzione mirata. La capacità di gestire le situazioni concrete non può farlo la norma di legge, ma solo dettare principi generali e comuni, ma all’interno dei vari settori dobbiamo fare i cinti con fondi di produzione di regole prevenzionistiche più dettagliate, come norme tecniche, linee guida ecc.

1 venerdì 1 ottobre 2021

I soggetti

Definiti dall’art. 2.

  • Il lavoratore: è una persona che presta lavoro nell’ambito dell’organizzazione di un datore pubblico o privato (con o senza retribuzione, a prescindere dal tipo contrattuale), anche per finalità formative. È lavoratore anche se non percepisce alcuna retribuzione!! È irrilevante il tipo di lavoro, sono inclusi anche i soggetti che svolgono attività formative teorico-pratiche. Al rischio. Qual è l’elemento che unifica?? l’esposizione.
  • Sono “equiparati” ai lavoratori:
    • Soci di lavoro di cooperative e nelle società di persone.
    • Tirocinanti, stagisti.
    • Studenti di ogni ordine e grado scolastico; partecipanti a corsi di formazione addetti a laboratori e attrezzature, ICT.
    • Sono esclusi gli addetti a servizi domestici e famigliari, ai quali spetta solamente il diritto all’informazione sui rischi dell’ambiente di lavoro.
  • Il datore di lavoro DL:
    • Nel settore privato è il titolare del rapporto di lavoro o comunque il responsabile dell’organizzazione dell’impresa o Unità produttiva, in quanto esercita poteri decisionali e di spesa. La nozione guarda alla sostanza ed è una definizione che non vale per il diritto del lavoro, ma solo in questo settore.
    • Nel settore pubblico, nelle PP.AA. il datore di lavoro è il dirigente con i poteri di gestione o il funzionario senza qualifica dirigenziale, purché proposto ad un ufficio con antinomia gestionale e con autonomi poteri di spesa. Non tutti i dirigenti pubblici sono datori in materia di sicurezza. Possiamo dire chi è solamente se si fa un’analisi accurata dell’ordinamento interno dell’ente pubblico.

In caso di individuazione da parte della P.A., che non sia conforme alla legge, il DL coincide con l’organo di vertice dell’Amministrazione pubblica.

2 giovedì 7 ottobre 2021

Giovedì 7 ottobre 2021 - Diritto della sicurezza del lavoro

Datore di lavoro: la difficoltà dipende dal fatto che le p.a. ha un potere di autoregolamentazione e decide la propria organizzazione interna, ma c’è una clausola di garanzia nel decreto del 2008 che afferma che se l’ente pubblico esercita l’autoregolamentazione in modo difforme, allora prevale il tu del 2008.

Occorre individuare il soggetto che il legislatore ritiene responsabile della salute e della sicurezza nel luogo di lavoro.

  • Il dirigente: attua le direttive del DL e vigila sull’attività lavorativa in ragione di competenze professionali e poteri gerarchico-funzionali adeguati alla natura dell’incarico. Occupa un ruolo preciso nella catena di comando aziendale, ha stretto contatto col datore e trasmette ordini di prevenzione e protezione a tutta l’organizzazione produttiva. Le competenze nel settore della salute e sicurezza devono essere specifici. Quindi non tutti i dirigenti sono dirigenti ai fini che a noi interessano. Ai fini della sicurezza se non osserva gli obblighi che il tu prevede è passibile a livello penale.
  • Il preposto: sovrintendente all’attività lavorativa e garantisce l’attuazione delle direttive aziendali, controllando la corretta esecuzione delle stesse da parte dei lavoratori. Si pone tra lavoratore e dirigente. Esso esercita un potere d’iniziativa in ragione di competenze professionali e nei limiti dei poteri gerarchico-funzionali adeguati alla natura dell’incarico. Controlla se i lavoratori applicano le misure di sicurezza e protezione dettate dal datore di lavoro. Ha una competenza professionale in materia di salute e sicurezza. Ha poteri più ridotti del dirigente. Può rispondere penalmente di eventuali inosservanze relative al suo compito. In un reparto ospedaliero di solito il preposto è il caposala, nei laboratori universitari il tecnico della sicurezza è il preposto.

Ciascuno è tenuto a svolgere i compiti che la legge gli attribuisce secondo le proprie possibilità e rispondono nei limiti delle attività svolte e nell’ambito di lavoro che li interessano.

È necessaria una preparazione idonea al compito che si deve svolgere. Per molte figure il legislatore evidenzia anche il livello minimo per svolgere quel ruolo specifico. La patente in materia di salute e sicurezza deve essere aggiornata sempre. figure di garanzia, i garanti della sicurezza — I soggetti trattati sono le queste persone fisiche sono investite di compiti e responsabilità direttamente dalla legge, è il legislatore che chiede loro di assolvere ai compiti che la legge attribuisce a loro senza una particola investitura da parte del datore di lavoro. In un sistema di prevenzione aziendale non è necessario che sia il DL a nominare i preposti o i dirigenti, perché questa nomina, investitura deriva direttamente dalla legge. Sono i lavoratori che si riconoscono in questi ruoli che sono automaticamente investiti dal legislatore del ruolo di garanti e hanno per legge i compiti che il tu del 2008 prevede. Il ruolo di garante è intrinseco al ruolo organizzativo che ciascuno dei soggetti svolge dell’ambito dell’azienda e dell’organizzazione pubblica.

1 giovedì 7 ottobre 2021

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Scienze giuridiche IUS/07 Diritto del lavoro

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Alessia2510 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto della sicurezza del lavoro e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Bologna o del prof Tullini Patrizia.
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