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Diritto commerciale

Professore: Francesco Gennari

Libro di testo: Manuale di diritto commerciale, settima edizione, di Gian Franco Campobasso.

Tipologia d’esame: Orale.

Primo parziale

Codice della crisi e dell’insolvenza

Sulla base del diritto fallimentare, nato nel 2017 (Riforma del codice fallimentare), non vi è più il termine “Fallimentare” poiché secondo il legislatore ha una connotazione troppo negativa.

Imprenditore

Imprenditori nel codice civile

  • Art. 2082 cc: Definizione di imprenditore
  • Art. 2086 cc: Gestione d’impresa

Art. 2082 c.c. professionalmente attività economica organizzata. È imprenditore chi esercita una scambio di beni o di servizi fine della produzione o dello scambio.

Destrutturazione dell’art. 2082 cc

  • Professionalmente: Per essere imprenditore, il soggetto che si definisce tale deve compiere l’attività imprenditoriale in maniera continuativa (non occasionalità).
  • Attività economica: Attività che ha come obiettivo fondamentale la generazione di un utile, un lucro non per forza di carattere economico, deve mirare ad una situazione di economicità (non copre tutte le realtà imprenditoriali poiché ci sono attività non profit oriented, cooperative).
  • Organizzata: L’imprenditore deve utilizzare degli elementi esogeni, al di fuori dell’attività dell’imprenditore (prestatore d’opera, colui che offre il proprio lavoro, ecc.).
  • Scambio di beni o di servizi: Sia che nel caso di produzione o intermediazione l’attività aziendale deve essere orientata a terzi (mercato).

Tipologia di imprenditori

Per dimensione

  • Piccoli imprenditori
  • Imprenditori non piccoli

Per tipologia di attività

  • Imprenditori agricoli
  • Imprenditori commerciali (tutto quello che non è imprenditore agricolo)

Per struttura

  • Imprenditori individuali
  • Imprenditori collettivi

Art. 2086 c.c.

L'imprenditore è il capo dell'impresa e da lui dipendono gerarchicamente i suoi collaboratori. L'imprenditore, che operi in forma societaria o collettiva, ha il dovere di istituire un assetto organizzativo, amministrativo e contabile adeguato alla natura e alle dimensioni dell'impresa, anche in funzione della rilevazione tempestiva della crisi dell'impresa e della perdita della continuità aziendale, nonché di attivarsi senza indugio per l'adozione e l'attuazione di uno degli strumenti previsti dall'ordinamento per il superamento della crisi e il recupero della continuità aziendale.

Statuto dell’imprenditore commerciale

Insieme di leggi che prevedono i diritti e doveri dell’imprenditore, si presenta un ambiente favorevole per lo svolgimento dell’attività ma allo stesso tempo si cerca di limitare i danni che il singolo imprenditore può fare.

I liberi professionisti all’interno del nostro codice civile non vengono considerati imprenditori, pur avendo precisi e determinati requisiti che rientrano nell’art. 2082 c.c., questo perché i liberi professionisti sono regolamentati in maniera diversa dal codice civile pur avendo tutti i requisiti per essere considerati imprenditori commerciali.

Inizio e fine di un’impresa

Tutti gli imprenditori (coloro che rientrano nell’art. 2082 c.c.) devono iscrivere la loro impresa nel registro delle imprese, nel caso non lo si facesse il singolo imprenditore va incontro ad una sanzione amministrativa. Al termine dell’attività imprenditoriale quest’ultimo si deve cancellare da tale registro delle imprese. Passato un anno dalla cancellazione del registro delle imprese, l’azienda non può più fallire secondo il codice della crisi dell’insolvenza (nonostante ciò i vari debiti esistono ancora e sono esigibili mediante capitale proprio dell’imprenditore attraverso la confisca dei beni di proprietà).

La procedura fallimentare ha una conclusione chiamata “esdebitazione”, un annullamento di tutti i debiti dell’imprenditore.

La legge della crisi da sovraindebitamento

Concordato fra tutti i soggetti che non possono fallire con i loro creditori, tra i più importanti imprenditori che non possono fallire ricordiamo:

  • Imprenditori agricoli
  • Liberi professionisti
  • Piccoli imprenditori

È un mini processo fallimentare con l’obiettivo finale di raggiungere l’esdebitazione. Il fallito non può guadagnare ma solo sostentarsi, può guadagnare solo quello che serve per dare sostentamento a se stesso e alla propria famiglia, tutto il resto gli viene requisito per pagare i debiti. Il “valore” del sostentamento è deciso dal giudice. La legge fallimentare va ad intercettare l’inizio della fase di declino dell’impresa in cui quest’ultima comincia ad essere insolvente.

Canonicamente l’imprenditore dovrebbe cancellarsi dal registro delle imprese quando ha cessato l’attività e quando ha concluso tutti i rapporti con terzi.

Imprenditore agricolo e commerciale

L’imprenditore agricolo è collegato non solo alle sue capacità ma anche alla meteorologia. Nel 2001 è cambiata la norma collegata all’imprenditore agricolo. In virtù di queste problematiche, e non solo, questo tipo di imprenditore è separato da quello commerciale poiché nel 1942, anno di nascita del codice civile, l’economia italiana si basava fortemente sul settore primario. In tal senso si ritenne necessario tutelare maggiormente, oltre che dividere dagli altri imprenditori, gli imprenditori agricoli.

L’imprenditore ancora oggi ha una serie di agevolazioni tra cui:

  • Esenzione dalla compilazione delle scritture contabili (agevolazione dal punto di vista fiscale)
  • Impossibilità di fallire

L’imprenditore agricolo si lega ad attività agricole che possono essere divise in due macro categorie:

  • Attività agricole essenziali oggettive
  • Attività agricole per connessione (connessione che deve essere esoggettiva)

Risulta fondamentale anche la dimostrazione del principio di “prevalenza”, i singoli imprenditori agricoli devono sempre dimostrare che la loro attività principale è collegata all’attività agricola essenziale e non a quella connessa. L’imprenditore commerciale è obbligato, ai sensi dell’art. 2195 c.c., a registrare la propria attività nel registro delle imprese qualora l’attività aziendale rientri in queste categorie:

  • Attività industriale diretta alla produzione di beni o servizi
  • Attività intermediaria nella circolazione dei beni
  • Attività di trasporto
  • Attività bancaria o assicurativa
  • Altre attività ausiliarie alle precedenti

Gli imprenditori possono essere divisi in:

  • Piccoli imprenditori
  • Medio-grandi imprenditori

I piccoli imprenditori sono i coltivatori diretti del fondo, gli artigiani, i piccoli commercianti e coloro che esercitano un’attività professionale organizzata prevalentemente con il lavoro proprio e dei componenti della famiglia ai sensi dell’art. 2083 c.c.

Art. 1 Legge Fallimentare

Requisiti per il piccolo imprenditore che gli permettono di non fallire:

  • Attivo patrimoniale non superiore a 300.000 euro (nei precedenti 3 anni), più difficile da reperire perché non tutte le imprese redigono un bilancio d’esercizio canonico.
  • Ricavi lordi non superiori a 200.000 euro (nei precedenti 3 anni)
  • Debiti non scaduti non superiori a 500.000 euro (nei precedenti 3 anni)

L’imprenditore che non fallisce si chiama tendenzialmente sottosoglia. La nuova legislazione del fallimento ovvero “Gestione della crisi e dell’insolvenza”, che sostituisce la vecchia legislatura (legge fallimentare) non inerisce solo le modalità con cui si gestisce un fallimento ma anche le condizioni collegate agli imprenditori sottosoglia e imprenditori agricoli che non possono fallire.

Impresa familiare

Salvo che sia configurabile un diverso rapporto, il familiare che presta in modo continuativo la sua attività di lavoro nella famiglia o nell’impresa familiare ha diritto al mantenimento secondo la condizione patrimoniale della famiglia e partecipa agli utili dell’impresa familiare ed ai beni acquistati con essi nonché agli incrementi dell’azienda, anche in ordine all’avviamento, in proporzione alla quantità e qualità del lavoro prestato. Nell’impresa familiare si va a maggioranza in questi casi:

  • Per operazioni di gestione ordinaria
  • Le decisioni concernenti l’impiego degli utili e degli incrementi

L’esercizio dell’attività d’impresa può essere diretto oppure indiretto (spendita del nome, imprenditore occulto, questa è una pratica non legale), l’imprenditore occulto è sempre chiamato a risarcire i danni qualora si possa dimostrare che tale imprenditore è occulto. Anche i creditori possono correre ai ripari da questa pratica mediante un’analisi patrimoniale della persona fisica e capire se l’imprenditore ha beni immobili o altre garanzie di proprietà. L’imprenditore occulto per sua natura non può essere esposto alla procedura di fallimento, ma è responsabile patrimonialmente.

Lo statuto dell’imprenditore commerciale

Art. 2195: Imprese soggette a registrazione al registro delle imprese

Art. 2188: Registro delle imprese

È istituito il registro delle imprese per le iscrizione previste dalla legge, il registro è tenuto dall’ufficio del registro delle imprese sotto la vigilanza di un giudice delegato dal presidente del tribunale, il registro è pubblico (forma di pubblicità legale). Il registro delle imprese è diviso in due sezioni:

  • Sezione ordinaria (Collegata alla Pubblicità legale)
  • Sezione straordinaria (Collegata alla Pubblicità notizia)

Pubblicità legale: Tipologia di pubblicità opponibili a terzi, con incorporata presunzione di conoscenza.

Pubblicità notizia: Tipologia di pubblicità informativa.

Art. 2189: Modalità d’iscrizione

Le iscrizioni nel registro sono eseguite su domanda sottoscritta dall’interessato. Prima di procedere all’iscrizione, l’ufficio del registro deve accertare l’autenticità della sottoscrizione e il concorso delle condizioni richieste dalla legge per l’iscrizione. Il rifiuto dell’iscrizione deve essere comunicato con raccomandata al richiedente. Questi può ricorrere entro 8 giorni al giudice del registro, che provvede con decreto.

Giudice del registro: Soggetto con potere giurisdizionale che può gestire, aggiungere ed eliminare le imprese all’interno del registro, questo a causa dell’enorme “peso legale” del registro.

Per le società di persone l’efficacia dell’iscrizione viene definita come:

  • Efficacia dichiarativa/legale (applicazione della normativa per le società di persone)

Le imprese di persone sono valide anche se non sono iscritte al registro delle imprese, quest’ultime vengono definite Società irregolari (queste imprese e i soci non possono godere delle tutele conferite dalla legislazione per le società di persone).

Per le società di capitali, la legislazione prevede una:

  • Efficacia di pubblicità costitutiva (l’iscrizione serve per far nascere ufficialmente l’impresa)

In tal senso si comprende che non esistono società di capitali irregolari poiché quest’ultime nascono con l’iscrizione al registro delle imprese, se non ci si iscrive i singoli soggetti sono responsabili illimitatamente. Il primo punto dello statuto dell’imprenditore commerciale definisce proprio le modalità d’iscrizione al registro delle imprese. Altra sezione molto importante dello statuto è quello inerente alla tenuta della scrittura contabile.

Art. 2214: Libri obbligatori e altre scritture contabili

L’imprenditore che esercita un’attività commerciale deve tenere il libro giornale (nel concreto sostituito dal libro IVA nella maggior parte dei casi) e il libro degli inventari (assets aziendali come immobilizzazioni, rimanenze ecc.). Deve altresì tenere le altre scritture che siano richieste dalla natura e dalle dimensioni dell’impresa e conservare ordinatamente per ciascun affare gli originali delle lettere, dei telegrammi e delle fatture ricevute, nonché le copie delle lettere, dei telegrammi e delle fatture spedite. Le disposizioni di questo paragrafo non si applicano ai piccoli imprenditori (anche se quest’ultimi hanno comunque il libro IVA).

Art. 2215: Modalità di tenuta delle scritture contabili

I libri contabili, prima di essere messi in uso, devono essere numerati progressivamente in ogni pagina e, qualora sia prevista l’obbligo della bollatura o della vidimazione, devono essere bollati in ogni foglio dall’ufficio del registro delle imprese o da un notaio secondo le disposizioni delle leggi speciali. Le scritture vengono conservate per 10 anni.

Art. 2203: Preposizione institoria

È institore colui che è preposto dal titolare all’esercizio di un’impresa commerciale. La preposizione può essere limitata all’esercizio di una sede secondaria o di un ramo particolare dell’impresa. Se sono preposti più institori, questi possono agire disgiuntamente, salvo che nella procura sia diversamente disposto.

Il mandato può essere di due tipologie:

  • Con rappresentanza: il rappresentante opera per nome e per conto del mandatario
  • Senza rappresentanza: il rappresentante opera per conto del mandatario ma a nome proprio

Con la procura si possono limitare i poteri concessi all’institore, i limiti possono essere calibrati a seconda delle esigenze dell’imprenditore, l’institore in qualsiasi caso non può alienare i beni aziendali, la procura institoria deve essere conoscibile a terzi. Ciò è possibile solo pubblicando tale procura nel registro delle imprese, in modo tale da rendere opponibile a terzi i limiti dei poteri dell’institore.

Art. 2209: I procuratori

I procuratori, in base a un rapporto continuativo, hanno il potere di compiere per l’imprenditore gli atti pertinenti all’esercizio dell’impresa, pur non essendo preposti ad esse. (I procuratori effettuano tutti quei atti tesi a mandare avanti l’impresa).

Art. 2210: I commessi

Sono commessi coloro che possono compiere gli atti che ordinariamente sono collegabili alla specie di operazioni di cui sono incaricati.

Azienda

L’azienda, secondo l’art. 2555, è il complesso dei beni organizzati dall’imprenditore per l’esercizio dell’impresa. Il termine “complesso di beni” è una tipologia di nozione strettamente collegata al diritto commerciale poiché nel diritto privato esiste ‘l’universalità di beni’, la differenza è che in quest’ultima rientrano beni collegati da qualche punto di vista, mentre per “complesso di beni” si intende l’insieme di beni di varia natura, non collegati in alcun modo.

“Per complesso di beni organizzati” si intendono anche tutti quei beni non di proprietà dell’imprenditore. Si pensi ad un contratto di locazione, in tale situazione all’imprenditore fa capo un contratto, quindi l’imprenditore deve tenere conto di rapporti obbligatori con terzi.

Avviamento: valore aggiunto che va oltre al mero valore del complesso di beni, indica la capacità dell’azienda di generare reddito. Quest’ultimo può essere:

  • Oggettivo
  • Soggettivo

L’avviamento può essere anche un qualcosa di negativo, in questo caso si parla di deavviamento.

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Scienze giuridiche IUS/04 Diritto commerciale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher manuelfuscoo di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto commerciale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Bologna o del prof Gennari Francesco.
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