Concetti Chiave

  • La cultura medioevale è fortemente influenzata dalla religiosità, con una produzione artistica e letteraria che riflette temi come la salvezza dell'anima e il peccato.
  • Il carnevale rappresentava un momento di liberazione dalle restrizioni religiose e sociali, abolendo le differenze gerarchiche e creando un'atmosfera di libertà e uguaglianza.
  • Le pratiche carnevalesche esprimevano un rovesciamento delle tradizioni, mescolando sacro e profano attraverso mascheramenti e situazioni comiche e dissacranti.
  • La letteratura parodica medioevale, come la Cena Cypriani, utilizzava il comico per criticare l'ideologia ecclesiastica, spesso con elementi anacronistici e giochi linguistici.
  • L'uomo medioevale viveva due vite parallele: una devota e rispettosa delle norme religiose, l'altra caratterizzata da risate, profanazioni e una cultura di parodia.

Indice

  1. Religiosità e cultura medioevale
  2. Carnevale e rovesciamento sociale
  3. Parodia e dissacrazione nel medioevo
  4. Letteratura parodica e dissacrante
  5. Vite parallele dell'uomo medioevale

Religiosità e cultura medioevale

Tradizionalmente, la cultura medioevale è legata ad un’intensa religiosità che incide sui comportamenti e sull’immaginario, quali la salvezza dell’anima, il peccato, l’aldilà, ecc. La produzione figurativa e letteraria è spesso collegata a questa prospettiva religiosa, con un orientamento didattico, moraleggiante e identificativo.

Nella prima metà del XX secolo, alcuni studiosi hanno tuttavia richiamato l’attenzione anche su altri aspetti. Hanno notato che le manifestazioni comiche e i riti ancestrali come continuazione del mondo pagano si ritrovano anche nel Medioevo, a livello di mondo popolare e di folklore. Tutte queste manifestazioni, presenti praticamente in tutta l’Europa, pur nella loro diversità e complessità che spesso li legano a tradizioni locali, sono tutte da mettere in rapporto con un momento fondamentale della vita del popolo, cioè il carnevale.

Carnevale e rovesciamento sociale

Il carnevale era visto come una sorta di liberazione dal regime religioso esistente, fatto di proibizioni, di moniti, in cui dominavano i rapporti gerarchici, i privilegi e i vari tabù. Pertanto, la festa del carnevale costituiva l’antitesi delle feste tradizionali in cui le differenze gerarchiche e sociali erano mantenute, mentre nel carnevale esse erano abolite. In pratica, è come si vivesse un mondo alla rovescia in cui c’era libertà, uguaglianza e abbondanza.

Parodia e dissacrazione nel medioevo

Questo rovesciamento della tradizione, trovava l’espressione più ovvia nel mascheramento, come l’uomo che si traveste da donna, le brache usate come cappello o addirittura il vaso da notte utilizzato come copricapo. In pratica, sia nella pratica che nella produzione letteraria, accostava il sacro con profano, il grandioso con il meschino, il saggio con lo stolto. E da questi accostamenti strani nasceva la parodia, la deformazione, il dissacrante se non il blasfemo. Nascono così episodi in cui un povero demente un bambino vengono incoronati da vescovo oppure, sul piano letterario si hanno i canti goliardici in cui il linguaggio biblico e le formule liturgiche diventano oggetto di forte parodie. Questo è il caso della Cena Cypriani in cui l’ultima cena di Gesù Cristo con i dodici appostoli viene parodiata fino ad essere blasfema.

In questo gioco di accostamenti, ci si compiace di tutto quanto è terrestre, ci si sofferma alla corporalità e sulle sue funzioni fisiche elementare, descritte con la massima libertà. Questa comporta un’estrema libertà di linguaggio che a volte è un semplice gioco, a volte diventa parodia dei temi alti e a volte manifesta una volontà di profanazione.

Letteratura parodica e dissacrante

Durante il Medioevo la letteratura, in latino parodica era molto diffusa. In tutte le numerose testimonianze che ci sono pervenute, tutta l’ideologia e riti della Chiesa sono descritti in modo comico. Fra queste, l’esempio più significativo ci è dato dalla Cena Cypriani, risalente all’alto medioevo. Viene messa in scena una cena offerta a Cana, da un re orientale. Ad essa partecipano, con evidente scopo dissacratorio e in modo anacronistico i personaggi più disparati come Adamo ed Eva ed altre figure delle Sacre Scritture fino a Gesù. Da segnalare delle trovate imprevedibili come il fatto che ogni commensale ruba qualcosa oppure i giochi linguistici come il fatto che a Gesù, che ha vissuto la Passione, viene offerto da bere un vino fatto con l’uva passa chiamato “passus”.

Per le opere scritte in volgare dobbiamo dire che un corrispondente della Cena Cypriani non esiste. Aspetto carnevalesco, parodico o dissacrante viene inserito di volta in un’ opera narrativa in modo da interessare solo parzialmente il testo. Questo è il caso della novella di fra’ Cipolla in cui le reliquie sono interscambiabili (la penna dell’Arcangelo Gabriele contro i carboni di San Lorenzo. In questo filone si inseriscono i poeti realistico-giocosi in cui il richiamo della corporalità si concretizza con il vino, il denaro e la donna.

La dimensione carnevalesca è presente nel Morgante del Pulci e in alcuni passi dei Ragionamenti dell’Aretino. Comunque l’opera più completa per la demistificazione delle istituzioni e dei valori ufficiali è Gargantua et Pantagruel di François Rabelais; nell’opera sono presenti l’esaltazione della corporeità, molti giochi linguistici, la parodia della cultura universitaria del tempo.

Vite parallele dell'uomo medioevale

In sintesi si può affermare che l’uomo medioevale è come se vivesse due vite parallele: una, rispettosa dell’ordine gerarchico, della devozione religiosa, attenta ai moniti e agli insegnamenti della Chiesa, l’altra, fatta di risate ambigue, di profanazioni, di parodie e di oscenità.

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Domande da interrogazione

  1. Qual è il legame tra religiosità e cultura medioevale?
  2. La cultura medioevale è profondamente influenzata da un'intensa religiosità, che si riflette nei comportamenti e nell'immaginario collettivo, come la salvezza dell'anima e il peccato, con una produzione figurativa e letteraria di carattere didattico e morale (Religiosità e cultura medioevale).

  3. In che modo il carnevale rappresentava un rovesciamento sociale?
  4. Il carnevale era visto come una liberazione dalle restrizioni religiose e sociali, creando un ambiente di libertà e uguaglianza, in contrapposizione alle feste tradizionali che mantenevano le gerarchie (Carnevale e rovesciamento sociale).

  5. Come si esprimeva la parodia nel contesto medioevale?
  6. La parodia si manifestava attraverso il mascheramento e l'accostamento di elementi sacri e profani, dando vita a situazioni comiche e dissacranti, come nel caso di canti goliardici e opere come la Cena Cypriani (Parodia e dissacrazione nel medioevo).

  7. Qual è l'importanza della letteratura parodica nel Medioevo?
  8. La letteratura parodica, in particolare in latino, era diffusa e utilizzava il comico per descrivere l'ideologia e i riti della Chiesa, con opere significative come la Cena Cypriani che mettevano in scena situazioni dissacratorie (Letteratura parodica e dissacrante).

  9. Come si può descrivere la vita dell'uomo medioevale?
  10. L'uomo medioevale viveva due vite parallele: una rispettosa dell'ordine gerarchico e della religione, e l'altra caratterizzata da risate, profanazioni e parodie, evidenziando una dualità nella sua esistenza (Vite parallele dell'uomo medioevale).

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