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Concetti Chiave

  • Leibniz sostiene che la spiegazione scientifica cartesiana è insufficiente e richiede un approccio che consideri anche aspetti metafisici oltre a quelli fisici.
  • Utilizza l'esempio di Socrate per dimostrare che le spiegazioni fisiche possono essere parziali e non sempre rispondono al perché degli eventi.
  • Critica Cartesio, affermando che la semplice formula M*V non basta per descrivere il movimento dei corpi, proponendo invece M*V2 per includere l'energia cinetica.
  • Riconosce che, come Platone, è fondamentale guardare oltre i fenomeni fisici per comprendere la realtà in modo più profondo.
  • Contrariamente a Spinoza, Leibniz accetta l'esistenza del libero arbitrio, sostenendo che il mondo fisico è influenzato da motivi metafisici.

Leibniz e la spiegazione scientifica

Leibniz sostiene che, se la spiegazione scientifica cartesiana è sbagliata, la realtà fisica non si può spiegare con soli elementi fisici: per spiegare al meglio questa sua concezione egli porta come esempio un passo di una celebre opera platonica, dove ai discepoli che avevano proposto a Socrate di fuggire, il grande pensatore aveva risposto che non sarebbe evaso: Leibniz, così come Platone, afferma che il gesto di Socrate poteva essere dettato o dal fatto che non era riuscito a muovere i muscoli della gamba per arrivare alla porta e fuggire (ma tale spiegazione è evidentemente solo parziale), oppure per qualche altro motivo che non era riconducibile al mondo fisico. In effetti la prima opzione spiega soltanto il come non sia avvenuto il gesto di Socrate, ma non il perché e sicuramente ciò non può essere spiegato in termini fisici bensì solo in termini metafisici.

Critica a Cartesio

Egli riprende quindi in un certo senso la differenza fatta da Platone, dicendo che il mondo fisico non si spiega da solo, ma che è utile conoscerlo, ma che studiandolo con le leggi fisiche ci accorgiamo che la spiegazione meccanicistica non basta.

Energia cinetica e metafisica

Egli decide quindi di scrivere un libretto sull’errore memorabile di Cartesio, in cui critica il fatto che per Cartesio i corpi avevano come caratteristica l’estensione e il movimento e quindi in termini matematici i corpi si poteva spiegare con la formula M*V, mentre invece la semplice V non basta in quanto bisogna aggiungergli qualcos’altro, vale a dire il che cosa fa mettere in modo il mondo fisico: la formula è quindi M*V2, chiamata poi energia cinetica. Di conseguenza così come Platone affermava che si deve vedere oltre ai fenomeni, allo stesso modo ci si rende conto che la spiegazione fisica è insufficiente. Un altro filosofo della stessa epoca che affermava che dietro ai fenomeni c’è un ordine è Spinoza, che però afferma che vi era un ordine necessario e non esisteva il libero arbitrio dell’uomo mentre Leibniz accetterà ciò.

Domande da interrogazione

  1. Qual è la principale critica di Leibniz alla spiegazione scientifica cartesiana?
  2. Leibniz critica la spiegazione meccanicistica di Cartesio, sostenendo che la realtà fisica non può essere compresa solo attraverso elementi fisici, ma richiede anche una dimensione metafisica per spiegare il "perché" dei fenomeni, come dimostrato dal gesto di Socrate (testo).

  3. Come Leibniz integra la metafisica nella sua concezione dell'energia cinetica?
  4. Leibniz propone che la spiegazione fisica, rappresentata dalla formula M*V, è insufficiente e deve essere ampliata a M*V² per includere ciò che muove il mondo fisico, sottolineando l'importanza di considerare anche aspetti metafisici (testo).

  5. In che modo Leibniz si differenzia da Spinoza riguardo al libero arbitrio?
  6. A differenza di Spinoza, che sostiene un ordine necessario senza libero arbitrio, Leibniz accetta l'esistenza del libero arbitrio dell'uomo, mantenendo una visione più aperta sulla relazione tra fenomeni e libertà (testo).

Domande e risposte

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