Concetti Chiave
- Benito Mussolini si afferma in Italia come dittatore, guidando il partito fascista e annientando l'opposizione politica.
- L'assassinio di Giacomo Matteotti nel 1924 segna un punto di non ritorno, portando all'abbandono della Camera da parte dell'opposizione.
- Mussolini avvia il consolidamento del regime attraverso alleanze sociali ed economiche e la creazione di organi di governo fascisti.
- Le Leggi fascistissime del 1926 abolirono tutti i partiti tranne quello fascista, reintrodussero la pena di morte e istituirono un Tribunale speciale per gli antifascisti.
- I Patti Lateranensi del 1929 sancirono l'appoggio della Chiesa cattolica al regime, proclamando il cattolicesimo come religione ufficiale dello Stato.
La presa del potere
In questo appunto di storia contemporanea viene descritta la presa del potere in Italia da parte di Benito Mussolini, il quale si affermò in Italia con fare dittatoriale. Egli guidava il partito fascista che ben presto avrebbe completamente annientato ogni avversario politico. Un esempio della brutalità del movimento fascista, poi noto come partito fascista, fu senz'altro il delitto di uno dei deputati politici più importanti dell'opposizione, ovvero Giacomo Matteotti che fu rapito il 10 giugno 1924 e poi subito assassinato. L'opposizione in segno di protesta per l'uccisione di Giacomo Matteotti decise di abbandonare la Camera portando avanti la celebre "Secessione dell'Aventino" pensando che magari Benito Mussolini avrebbe rassegnato le dimissioni. Ciò che fece Mussolini invece fu un discorso molto abile con cui si addossò le colpe dell'assassinio.
Da quel momento in poi il Capo del governo fascista iniziò a portare avanti la distruzione dello Stato liberale italiano ponendo le basi per l'instaurazione della dittatura fascista nel Paese.
Consolidamento del regime
Una volta salito al potere, Mussolini si preoccupò subito di stringere alleanze con le forze sociali ed economiche; il suo fu, infatti, un governo di coalizione di cui fecero parte anche due ministri popolari. Mussolini abolì sin da subito l’innalzamento della tassa di successione e la nominatività dei titoli azionari. Nel frattempo lo squadrismo continuava ad agire in maniera indisturbata. Nel dicembre 1922 venne creato il Gran Consiglio del Fascismo, un organismo nato per affiancare l’operato di Mussolini. Nel gennaio del 1923 il Duce creò una Milizia volontaria, un esercito fascista che aveva anche la funzione di normalizzare gli squadristi facendoli entrare nel sistema statale.
Nel 1924 infine, Mussolini ottenne dal Parlamento una revisione della legge elettorale che concedeva i 2/3 dei seggi in Parlamento a chi avesse ottenuto il 25% dei voti. Per vincere alle seguenti elezioni i fascisti ricorsero ad alcuni brogli elettorali, coraggiosamente denunciati in Parlamento da Giacomo Matteotti. Il 10 giugno Giacomo Matteotti venne rapito e ucciso. In questa circostanza tutta l’opposizione abbandonò la Camera dando vita alla “secessione dell’Aventino”, sperando che Mussolini rassegnasse le proprie dimissioni. Il Duce, al contrario, con un abile discorso, ammise le sue colpe in Parlamento il 3 gennaio 1925.
A partire dal 1925 vennero eliminati tutti gli elementi dello Stato liberale: venne abolita la libertà di stampa e venne abolita la separazione dei poteri. Con l’approvazione della legge sulle prerogative del Capo del Governo, infatti, Mussolini doveva rispondere del proprio operato soltanto di fronte al re, il Parlamento cessò di esercitare qualsiasi potere.

Leggi fascistissime e repressione
Nel 1926, con le Leggi fascistissime, fu vietato promuovere o costituire associazioni dirette a sovvertire gli ordinamenti dello Stato, ma anche a “distruggere il sentimento nazionale”. Ecco tutti i provvedimenti che furono portati avanti:
- furono aboliti tutti i partiti ad eccezione di quello fascista;
- i 126 deputati che parteciparono all’Aventino furono dichiarati decaduti;
- fu reintrodotta la pena di morte;
- fu istituito il confino di polizia;
- nacquero i podestà e i consulta, organi nominati dal governo che sostituivano i sindaci e i consigli comunali;
- lo sciopero fu proibito in quanto reato;
- venne istituito un Tribunale speciale incaricato di giudicare tutti gli antifascisti;
Accordo con la Chiesa
Inoltre Mussolini cercò di guadagnare l’appoggio della Chiesa cattolica e a tal fine l’11 febbraio 1929 il Regno d’Italia firmò con la Santa Sede i Patti Lateranensi, che sancirono la nascita dello Stato della Città del Vaticano e proclamarono il cattolicesimo come religione ufficiale di Stato.
Domande da interrogazione
- Qual è stato l'evento chiave che ha segnato l'inizio della dittatura di Mussolini in Italia?
- Come ha Mussolini consolidato il suo regime dopo aver preso il potere?
- Quali misure repressive sono state introdotte con le Leggi fascistissime del 1926?
- Qual è stato l'obiettivo dei Patti Lateranensi firmati nel 1929?
- In che modo Mussolini ha modificato la legge elettorale nel 1924?
L'assassinio del deputato Giacomo Matteotti, avvenuto il 10 giugno 1924, ha rappresentato un momento cruciale che ha portato alla secessione dell'Aventino da parte dell'opposizione, ma Mussolini ha saputo consolidare il suo potere anziché dimettersi.
Mussolini ha stretto alleanze con forze sociali ed economiche, abolendo tasse e creando il Gran Consiglio del Fascismo, mentre lo squadrismo operava indisturbato, contribuendo alla normalizzazione del regime.
Le Leggi fascistissime hanno abolito tutti i partiti tranne quello fascista, reintrodotto la pena di morte, e istituito un Tribunale speciale per giudicare gli antifascisti, tra le altre misure repressive.
I Patti Lateranensi hanno avuto l'obiettivo di ottenere il supporto della Chiesa cattolica, sancendo la nascita dello Stato della Città del Vaticano e proclamando il cattolicesimo come religione ufficiale dello Stato italiano.
Mussolini ha ottenuto una revisione della legge elettorale che garantiva ai partiti che ottenevano il 25% dei voti il 2/3 dei seggi in Parlamento, facilitando così il consolidamento del potere fascista attraverso brogli elettorali.