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Concetti Chiave

  • De Chirico è uno dei pittori italiani del Novecento che ha creato numerosi autoritratti, utilizzandoli per definire la propria concezione artistica.
  • Il suo Autoritratto del 1920 rappresenta un manifesto della sua poetica, promuovendo un ritorno alla tradizione e alla tecnica classica contro le Avanguardie.
  • Il dipinto presenta un davanzale in stile veneto e una natura morta di agrumi, che introducono i due autoritratti dell'artista.
  • Il pittore è rappresentato in una posa malinconica, simbolo della cultura tedesca, mentre il suo busto di marmo guarda verso il futuro.
  • La composizione è completata da elementi architettonici e un cielo verde, richiamando i dipinti metafisici precedenti di De Chirico.

De Chirico e la sua immagine

Fra i pittori italiani del Novecento De Chirico è sicuramente tra quelli che hanno maggiormente diffuso la propria immagine, realizzando una nutritissima serie di autoritratti. Oltre a rappresentare un'occasione per fare di sé un personaggio, essi hanno costituito per il pittore un veicolo per definire la propria concezione pittorica.

Il manifesto della poetica di De Chirico

In Autoritratto, dipinto nel 1920, il pittore andava proponendo un ritorno alla tradizione, alle regole classiche del disegnare e del dipingere, alla perizia tecnica. Tale posizione intendeva contrapporsi fortemente agli sperimentalismi delle Avanguardie, accusate di aver prodotto una degenerazione nell'arte europea. Proprio questo dipinto può essere considerato il manifesto di tale poetica, essendo realizzato seguendo canoni rinascimentali.

Elementi simbolici e metafisici

In primo piano è posto un davanzale, dipinto alla maniera di Bellini e degli artisti di scuola veneta, con tanto di firma dell'artista e natura morta di agrumi, introduce lo spettatore al cospetto dei due autoritratti a mezzo busto dell'artista: a destra, il pittore nell'abituale posa del "malinconico", con il volto appoggiato alla mano, iconografia che dalla cultura tedesca, del resto nota a de Chirico, si era diffusa tra gli artisti italiani del Rinascimento; a sinistra, il suo busto di marmo che, posto di profilo, rivolge dal passato lo sguardo verso il futuro, cioè vero il ritratto vero e proprio. A chiudere la composizione, oltre la tenda e il pilastro che simbolicamente separa i due volti, si scorgono costruzioni architettoniche, sotto un cielo verde striato da nubi bianche, rimando ai dipinti metafisici degli anni precedenti.

Domande da interrogazione

  1. Qual è il significato degli autoritratti di De Chirico?
  2. Gli autoritratti di De Chirico non solo contribuiscono a costruire la sua immagine pubblica, ma servono anche come veicolo per definire la sua concezione pittorica, evidenziando il suo ritorno alla tradizione e alle regole classiche.

  3. In che modo l'Autoritratto del 1920 rappresenta la poetica di De Chirico?
  4. L'Autoritratto del 1920 è considerato il manifesto della poetica di De Chirico, poiché propone un ritorno alle tecniche classiche e contrasta gli sperimentalismi delle Avanguardie, seguendo canoni rinascimentali.

  5. Quali elementi simbolici e metafisici si possono trovare nell'Autoritratto di De Chirico?
  6. L'Autoritratto presenta un davanzale in stile veneto, due autoritratti a mezzo busto e costruzioni architettoniche sotto un cielo verde, elementi che richiamano la tradizione e i dipinti metafisici, creando un dialogo tra passato e futuro.

Domande e risposte

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