Concetti Chiave
- Tommaso d'Aquino, nato nel 1224-1225, è stato un importante esponente della scolastica, dedicandosi allo studio e all'insegnamento di teologia.
- Le cinque prove dell'esistenza di Dio, proposte da Tommaso, si basano su osservazioni del mondo sensibile e sono denominate "prove a posteriori".
- Secondo Tommaso, la vera felicità si raggiunge attraverso la virtù intellettuale e il servizio a Dio, supportata dalle virtù di fede, speranza e carità.
- Tommaso considera lo Stato come una necessità naturale per l'uomo, sostenendo che la monarchia è la forma di governo ideale per garantire ordine e unità.
- La Chiesa ha un ruolo guida nella vita spirituale degli uomini, con il papa come autorità superiore che dirige le coscienze e legittima il potere politico.
Infanzia e formazione di Tommaso
Tommaso nasce nel 1224-1225 a Roccasecca, oggi in provincia di Frosinone, borgo appartenente al Regno di Napoli. La famiglia apparteneva alla piccola nobiltà locale. Tommaso era il più giovane di figli del conte d’Aquino e fu affidato al monastero benedettino di Montecassino dove ricevette le prime educazioni; a 15 anni prosegue gli studi a Napoli dove conosce i frati domenicani fautori di quella nuova vitalità intellettuale inserita nella civiltà urbana. A 20 anni entra appunto nell’ordine domenicano dove vi rimase per tutta la vita dedicandosi allo studio e alla composizione di opere(70 scritti) e all’insegnamento, in particolare a Napoli e a Parigi. Tommaso muore a Fossanova(Latina) nel 1274. Viene canonizzato da papa Giovanni XXII. Tommaso d’Aquino è il più importante esponente della scolastica, fu un professore di teologia che tentò di armonizzare cristianesimo e aristotelismo.
Le domande esistenziali di Tommaso
Tommaso si domandava provocatoriamente se Dio esistesse o no, se la sua esistenza fosse immediatamente evidente; la risposta era negativa in quanto l’intelletto umano riconosce solo le cose percepite dai nostri organi di senso che non percepiscono Dio. Secondo l’”argomento ontologico” esposto da S.Anselmo d’Aosta, monaco benedettino e arcivescovo di Canterbury vissuto tra l’XI e il XII secolo, Dio esiste perché tutti gli uomini, credenti e non, hanno in mente il concetto di Dio come di un’entità onnipotente, onnisciente ed eterna. Tommaso rifiuta questa tesi e poiché l’esistenza di Dio non è immediatamente evidente è problematica per la ragione. Il fedele ritiene vera l’esistenza di Dio solo per fede. L’esistenza di Dio può essere accertata solo per dimostrazione dunque. Al contrario di Anselmo d’Aosta, Tommaso non ritiene che l’uomo possegga una nozione innata di Dio dalla quale ricavare la sua esistenza. L’esistenza di Dio si può dimostrare risalendo a lui dalle cose sensibili presenti nel mondo. Le 5 prove che Tommaso espone vengono chiamate “prove a posteriori”.
Le cinque prove dell'esistenza di Dio
1) Prova cosmologica: se è vero che tutto ciò che si muove è mosso da un altro, e se è vero che nella serie dei “motori” è impossibile andare indietro all’infinito, ci dev’essere un “motore” non mosso che è causa del movimento di tutto il resto e questo motore è Dio;
2) Prova causale: se ogni effetto è effetto di una causa e se è vero che è impossibile andare indietro all’infinito nella ricerca di una causa iniziale, ci deve essere una causa originaria e questa causa è Dio;
3) Prova della contingenza: tutte le cose sono contingenti, ossia potrebbero anche non esistere; il fatto che esistono presuppone un fondamento per cui le cose esistono e questo fondamento è Dio;
4) Prova dei gradi: le cose sono più o meno buone, più o meno vere ma deve esserci il massimo grado di bontà, il massimo grado di verità e questo massimo grado è Dio;
5) Prova dell’ordine delle cose: tutte le cose ci appaiono ordinate ma deve esserci una “mente” che le abbia ordinate e che sia al di sopra delle cose stesse e questa mente superiore è Dio.
Il ruolo di Dio secondo Tommaso
Queste 5 prove provano non tanto l’esistenza del Dio che si rivela nella Bibbia, quanto quella del Dio che si può mostrare a chi vuole analizzare la struttura del mondo con la ragione. Le 5 prove ci mostrano il ruolo di Dio in relazione agli effetti di cui è principio. Per Tommaso i dogmi del cristianesimo(trinità, incarnazione, creazione del mondo, resurrezione dei corpi e giudizio universale) sono articoli di fede non esponibili a trattamento dimostrativo. Dio è eterno e perfezione infinita, il mondo è il suo opposto. Mentre il demiurgo platonico plasma e ordina una materia preesistente, in origine caotica e confusa, sul modello delle idee, mentre il Dio aristotelico garantisce ordine e stabilità nel cosmo che non è stato creato da lui, per Tommaso il Dio cristiano è supremo creatore degli esseri prima che “motore” che mette tutto in movimento.
Virtù e felicità secondo Tommaso
Tommaso è influenzato da Aristotele: fine della vita è la felicità che non può limitarsi al piacere, alle ricchezze, al successo, ma consiste nel coltivare la virtù propria dell’uomo, quella intellettuale caratterizzata dall’amore per il sapere, per la cultura e lo studio. Tuttavia questa felicità è imperfetta ed ottenibile in questa vita; vi è però una felicità perfetta ottenibile sempre in questa vita e che consiste nell’essere a servizio di Dio, seguire i suoi insegnamenti e metterli in pratica; questa felicità garantisce la beatitudine eterna. Per conseguire questa felicità sono necessarie le tre virtù teologali: fede, speranza e carità.
La fede, la speranza e la carità
La fede è l’assenso volontario ad una verità di cui non si ha l’evidenza sensibile diretta ed immediata; la grandezza della fede sta nel dare volontariamente assenso a una verità di cui non si ha l’evidenza sensibile diretta e immediata; la fede è prova di cose mai viste. La speranza è fiducia nell’aiuto di Dio, consapevolezza che Dio ci è vicino e ci soccorre. La carità è un amore di benevolenza che rende gli uomini vicini a Dio. Tommaso parla di un altro tipo di amore che coinvolge gli uomini ed è permesso da Dio: è l’amore di concupiscenza, ossia dell’amore fisico tra due persone che si innamorano. Oggetto della carità è l’amore non solo per Dio ma anche per il prossimo e praticare la carità impedisce all’uomo di cedere nei vizi opposti che sono l’odio, l’invidia e la discordia. Per Tommaso l’umiltà è la virtù di saper riconoscere i limiti. Aristotele invece non riconosce l’umiltà come una virtù anzi, è quasi bollata come disvalore poiché atteggiamento tipico di un individuo rinunciatario. Parlando di felicità Tommaso si dimostra vicino alle idee di Aristotele, parlando di virtù invece si discosta da esse.
La visione politica di Tommaso
A differenza di S. Agostino, per il quale lo Stato è un vincolo reso necessario dopo il peccato originale, il quale, avendo corrotto la natura umana spinge gli uomini a danneggiarsi l’uno con l’altro(lo Stato per Agostino serve ad impedire che gli uomini si facciano del male tra loro), Tommaso acquisisce da Aristotele l’idea di una naturale dimensione politica dell’uomo; l’uomo è per natura un animale sociale e politico che vive in società più di tutti gli altri animali. L’uomo da solo non potrebbe condurre in modo autosufficiente tutta l’esistenza. Vi è dunque una necessità naturale da parte dell’uomo, alla vita associata. Lo Stato non è sorto per convenzione o accordo fra gli uomini, non è conseguenza del peccato originale come per S. Agostino, ma è frutto di una naturale inclinazione dell’uomo. Proprio perché la vita associata è naturalmente necessaria è essenziale che vi sia qualcuno che si prenda cura della “comunità politica”. Per Tommaso la forma di governo che deve reggere lo Stato, e dunque il migliore regime politico, è la monarchia perché essa garantisce ordine e unità allo Stato oltre che pace ed equilibrio sociale ai cittadini ed è più simile al governo di Dio nel mondo. Tommaso arriva anche a sostenere che ciascuna delle tre forme istituzionali di cui parla Aristotele(monarchia, aristocrazia e politeia) può essere adottata in relazione alle consuetudini di un popolo e alle circostanze storiche del popolo stesso.
Il ruolo della Chiesa e del papa
Tommaso è convinto che gli uomini siano destinati ad un fine spirituale. Se il potere politico garantisce la pace e l’equilibrio sociale fra le classi, è necessario un potere superiore che guidi l’umanità verso un fine spirituale. Questo ruolo è assunto dalla Chiesa, dai sacerdoti e specialmente dal papa. La soggezione dell’autorità politica terrena al papa trae la sua spiegazione dal fatto che il governo religioso del mondo, più importante di quello politico, fu affidato da Gesù non ai sovrani degli Stati ma al papa. Nella concreta esperienza storica la Chiesa ha una funzione direttiva delle coscienze. L’autorità politica trova la sua legittimità nella misura in cui rispetta i decreti eterni della legge di Dio: le leggi di uno Stato devono riflettere i principi della legge eterna di Dio; in caso contrario tali leggi sono prive di valori e il popolo può ribellarsi ai sovrani.
Domande da interrogazione
- Qual è l'importanza della formazione di Tommaso d'Aquino nella sua vita?
- Come Tommaso d'Aquino dimostra l'esistenza di Dio?
- Qual è la visione di Tommaso sulla felicità e le virtù?
- Qual è il ruolo dello Stato secondo Tommaso d'Aquino?
- Qual è la relazione tra autorità politica e Chiesa nel pensiero di Tommaso?
Tommaso d'Aquino, nato nel 1224-1225, ricevette una formazione iniziale al monastero di Montecassino e proseguì gli studi a Napoli, dove entrò in contatto con i frati domenicani, influenzando profondamente il suo pensiero e la sua carriera accademica.
Tommaso espone cinque prove a posteriori per dimostrare l'esistenza di Dio, tra cui la prova cosmologica e la prova causale, sostenendo che l'esistenza di Dio può essere accertata attraverso l'analisi delle cose sensibili nel mondo.
Tommaso sostiene che la vera felicità non si limita al piacere materiale, ma si raggiunge attraverso la virtù e il servizio a Dio, richiedendo le tre virtù teologali: fede, speranza e carità.
Tommaso considera lo Stato come una necessità naturale per l'uomo, che è un animale sociale e politico, e sostiene che la monarchia è la forma di governo migliore per garantire ordine e unità.
Tommaso crede che l'autorità politica debba soggiacere al papa, poiché la Chiesa ha il compito di guidare l'umanità verso un fine spirituale, e le leggi statali devono riflettere i principi della legge eterna di Dio.