Concetti Chiave
- La tradizione cavalleresca si sviluppa dai Cantari, evolvendo attraverso le opere di Luigi Pulci, Boiardo e Ariosto.
- I Cantari, risalenti al 1300, sono caratterizzati da argomenti avventurosi e epici, con un focus sull'intrattenimento piuttosto che sui valori morali.
- Il pubblico dei Cantari era popolare e incolto, mentre i Poemi cavallereschi erano destinati a un pubblico colto delle corti, con trame più complesse.
- I Cantari presentano uno stile popolare e rozzo, in contrapposizione allo stile vivace ed espressionistico del Morgante e alla lingua ibrida dell'Orlando Innamorato.
- Con l'influsso delle crociate, i Cantari introducono la tematica della guerra santa, diversificandosi dai romanzi cavallereschi tradizionali.
Evoluzione della tradizione cavalleresca
La tradizione letteraria cavalleresca si articola in: Cantari, seguiti dalla loro rielaborazione da parte di Luigi Pulci, poi Boiardo e infine Ariosto. Questa è l’evoluzione della tradizione letteraria cavalleresca.
Caratteristiche dei Cantari
I cantari sono un genere popolare che risale al 1300, generalmente scritto in ottave. L’argomento era quello cavalleresco, quindi un argomento avventuroso, epico. I Cantari si rifacevano soprattutto al ciclo bretone, che aveva come principale protagonista Re Artù, insieme ai suoi cavalieri. Questo ciclo aveva un’impronta piuttosto romanzesca, amorosa, fiabesca e lasciava spazio alle storie d’amore, alla seduzione … A questo materiale bretone i cantari univano poi quello carolingio, che aveva invece come protagonisti Carlo Magno e i suoi paladini, tra cui Orlando ed era incentrato sul tema della guerra.
In questi cantari i valori morali e religiosi che c’erano ne i romanzi cavallereschi di Artù o di Carlo Magno vanno a scomparire. Questi romanzi inneggiavano ai valori di rispetto della donna, di aiuto dei più deboli, di fedeltà al proprio sovrano, di valore in guerra, di capacità di sacrificio, di difesa della propria città, la lealtà, la sincerità, il coraggio. Pur presentando notevoli avventure e uno stile veloce e brioso esaltavano questi valori, che erano quelli della civiltà cavalleresca. Nei cantari del 1300 questi valori morali si vanno a perdere e viene esaltata di più l’idea dell’avventura, del divertimento, dell’intrattenimento, della trama veloce e articolata. Si perde l’intento moralistico a vantaggio della trama, del divertimento, dell’intrattenimento.
Un’altra differenza dei cantari rispetto alle due fonti principali è l’introduzione della tematica della guerra santa contro i musulmani. Cominciano infatti a verificarsi le crociate, che ovviamente influenzano questo genere letterario, in cui compaiono come protagonisti anche i crociati contro i musulmani.
Generalmente i cantari venivano cantati, recitati pubblicamente, e potevano essere anche particolarmente estesi, tanto è vero che la loro recitazione poteva durare anche un’ora o due. Erano diffusi oralmente in tutta la penisola italica, ma prevalentemente nella zona del Veneto.
Non abbiamo testi scritti, ma alcuni li abbiamo ricavati dalla tradizione orale, quindi scritti successivamente.
Differenze tra Cantari e Poemi
Che differenza c’è fra Cantari e Poemi cavallereschi (come quelli del Pulci, di Boiardo, di Ariosto)? Il poema cavalleresco si diffonde nella seconda metà del 1400, quando la materia dei cantari, tramandata prevalentemente oralmente, viene presa dai letterati colti per farne delle opere letterarie, con interessi artistici, letterari. I cantari quindi sono un genere popolare, tramandati oralmente, sono puro intrattenimento, non hanno morale, sono recitati nelle piazze e l’intento era quello dello svago. I poemi cavallereschi invece riprendono i temi dei cantari trasformandoli in senso artistico. I letterati colti anno di questo materiale orale delle opere letterarie, che sono destinate non più al popolo, ma alle corti. Le opere hanno proprio la funzione di intrattenere la corte. La sera la corte si riuniva e questi poeti leggevano parte dei loro poemi. Le trame diventano più complesse, perché non sono più orali. Gli autori più rappresentativi del poema cavalleresco sono Pulci, Boiardo e Ariosto.
• Materia e fonti: i cantari prendono spunto dal ciclo bretone e carolingio. Vi inseriscono però un elemento comico, che nei romanzi cavallereschi non c’era.
Nel Morgante di Pulci invece la materia è quella del ciclo carolingio, in cui si inseriscono però personaggi e situazioni particolarmente comiche. L’Orlando Innamorato di Boiardo parte anch’esso dalla materia cavalleresca bretone e carolingia.
• Pubblico: il pubblico dei cantari era un pubblico popolare e incolto, era il pubblico delle piazze. Sia il Morgante che l’Orlando Innamorato hanno invece come pubblico quello delle corti. I primi venivano narrati nelle piazze dai clerici vagantes, dai giullari, dai cantori. Il Morgante invece viene recitato a Firenze presso la corte dei Medici, mentre l’Orlando Innamorato a Ferrara, presso gli Estensi. Questi poemi venivano letti inizialmente nelle corti e solo in un secondo tempo venivano pubblicati e circolavano come letture private.
• Finalità dell’opera: i cantari avevano come finalità lo svago e il divertimento del popolo, senza che ci fossero difficili riferimenti culturali o elementi moraleggianti.
I poemi cavallereschi invece avevano come finalità l’intrattenimento delle corti. Nel caso del Morgante all’elemento dello svago si aggiungeva quello della dissacrazione dei valori ufficiali. Nell’Orlando Innamorato invece si cerca di adattare i valori cavallereschi ai nuovi valori cortesi, di adattare ai nuovi tempi valori che erano ormai superati: es. il valore cavalleresco del battersi in difesa di una fanciulla diventa il rispetto per la donna nella corte.
• Metrica: come metrica sia i cantari che i poemi cavallereschi utilizzano le ottave (da Boccaccio in poi queste opere useranno sempre questa strofa) e questo dimostra che i giullari e i cantori delle piazze avevano comunque una notevole cultura, anche se le loro opere erano destinate ad un pubblico incolto. I versi utilizzati sono gli endecasillabi. Nei cantari il ritmo è spesso irregolare, perché la tradizione orale deforma la struttura.
• Stile: lo stile dei Cantari è popolare e spesso rozzo
Il Morgante ha invece uno stile vivace ed espressionistico e cerca di dare anche espressione alle immagini che rappresenta, utilizzando toni, stili e registri linguistici e lessicali diversi, che danno molti colori ed espressione.
L’Orlando Innamorato utilizza invece una lingua “ibrida”. Utilizza il volgare toscano, ma con molti influssi e elementi fonetici e lessicali del dialetto di Ferrara. Questo è uno dei motivi per cui l’opera non riscuote successo, visto che solo poche persone, che conoscevano il dialetto ferrarese, potevano comprenderla.
Domande da interrogazione
- Qual è l'origine e la struttura dei Cantari?
- Come si differenziano i Cantari dai poemi cavallereschi?
- Quali valori morali erano presenti nei romanzi cavallereschi e come si sono evoluti nei Cantari?
- Qual è il pubblico di riferimento per i Cantari e i poemi cavallereschi?
- Quali sono le caratteristiche stilistiche e metriche dei Cantari rispetto ai poemi?
I Cantari sono un genere popolare risalente al 1300, generalmente scritti in ottave e incentrati su temi cavallereschi, avventurosi ed epici, ispirati principalmente al ciclo bretone e carolingio.
I Cantari sono opere popolari, tramandate oralmente e destinate al pubblico delle piazze, mentre i poemi cavallereschi, come quelli di Pulci, Boiardo e Ariosto, sono opere letterarie destinate alle corti, con trame più complesse e un intento artistico.
Nei romanzi cavallereschi si esaltavano valori come il rispetto per la donna e la lealtà, mentre nei Cantari del 1300 questi valori si perdono a favore di avventure e intrattenimento, con una minore attenzione all'aspetto moralistico.
I Cantari erano destinati a un pubblico popolare e incolto, recitati nelle piazze, mentre i poemi cavallereschi si rivolgevano a un pubblico colto delle corti, come quella dei Medici e degli Estensi.
I Cantari presentano uno stile popolare e spesso rozzo, con un ritmo irregolare, mentre i poemi cavallereschi, pur utilizzando le ottave, mostrano uno stile più vivace e complesso, come nel caso del Morgante di Pulci e dell'Orlando Innamorato di Boiardo.