Ascolta
00:00 00:00

Concetti Chiave

  • Il Rinascimento segna una transizione dal pensiero aristotelico a quello platonico, considerato più affine al Cristianesimo.
  • Cusano definisce la conoscenza come proporzionalità tra ciò che si conosce e ciò che non si conosce, sottolineando l'importanza della dotta ignoranza.
  • Secondo Cusano, Dio è infinito e al di là della ragione, ma si manifesta nel mondo tramite relazioni di complicatio e implicatio.
  • La soggettività gioca un ruolo cruciale nella conoscenza di Dio; l'esperienza personale influenza la percezione divina.
  • Cusano concepisce lo spazio come privo di confini, con il centro dappertutto e utilizza l'impetus per spiegare il movimento nel mondo.

Transizione dal pensiero aristotelico a quello platonico

Con il Rinascimento si lasciò la figura filosofica di Aristotele per aderire invece più largamente a quella di Platone, sia perché veniva visto come il maggiore rivale di Aristotele, e quindi dello scuro pensiero medievale, sia perché veniva visto,travisando però il suo pensiero,come il filosofo che più di tutti si avvicinava al Cristianesimo.

La conoscenza secondo Cusano

Il punto di partenza del Cusano è una determinazione precisa della conoscenza. Basandosi sulla conoscenza matematica egli afferma che si può conoscere un qualcosa solo se c’è proporzionalità tra ciò che sappiamo e ciò che non sappiamo;dunque bisogna che ciò che vogliamo sapere abbia in qualche modo qualcosa di affine rispetto a ciò che conosciamo.Da ciò deriva che quando ciò che è ignoto non è proporzionale a ciò che ci è noto,non può essere conosciuto,così come dio,essendo infinito, e non potendoci essere alcuna proporzione tra l’infinito e il finito. L’unico atteggiamento possibile in questi casi è quello della dotta ignoranza, quindi essere consapevoli di non sapere.Ma se Dio dunque è infinito, è al di là della ragione,sarà anche al di là del principio di non contraddizione e in Lui coincideranno tutti gli opposti;in questo modo la divinità è al di fuori di ogni giudizio umano,essendo superiore all’umanità stessa.Dopo aver separato Dio dal mondo Cusano lo trova però nel mondo,attraverso i rapporti di complicatio, implicatio e contrazio. Il mondo è un Dio contratto,ovvero l’universo è Dio che si è differenziato nelle varie cose;in Dio tutte le cose esistono poi nella loro complicazione,ossia nella loro unione sino a formare uno ed esistono nella loro esplicazione,ovvero il dispiegarsi nelle cose molteplici attraverso la creazione.Quanto alla conoscenza che l’uomo ha di Dio Cusano ritiene che la divinità sia nota all’uomo attraverso la sua soggettività;dunque se siamo gioiosi vediamo un Dio gioioso,se siamo tristi un Dio triste e così via.Il valore della soggettività e importantissimo per questo filosofo tanto da dire che non si può conoscere la divinità se non attraverso la propria soggettività,che non deve essere rinnegata dunque ma che anzi rafforza il rapporto con Dio.Il principio della dotta ignoranza porta il filosofo ad una concezione dello spazio.Per Cusano esistono tante parti del mondo,tutte dello stesso valore,ma nessuna perfetta poiché la perfezione è solo di Dio.Il mondo ha il centro dappertutto e la circonferenza in nessun luogo,che coincidono con la divinità.E’ poi privo di confini e limiti,anche se non è caratterizzato dall’infinità divina.Cusano riprende poi anche la dottrina dell’impetus per spiegare il movimento dei cieli e dei proiettili,affermando che ogni corpo si muove finchè non viene rallentato dal peso o da altri ostacoli,gioco della palla.

Studia con la mappa concettuale

Domande da interrogazione

  1. Qual è il motivo principale della transizione dal pensiero aristotelico a quello platonico durante il Rinascimento?
  2. La transizione avvenne perché Platone era visto come il maggiore rivale di Aristotele e come un filosofo che si avvicinava al Cristianesimo, sebbene il suo pensiero fosse travisato (testo).

  3. Come definisce Cusano la conoscenza e quale ruolo gioca la proporzionalità in questo contesto?
  4. Cusano afferma che si può conoscere qualcosa solo se c'è proporzionalità tra ciò che sappiamo e ciò che non sappiamo; se l'ignoto non è proporzionale al noto, non può essere conosciuto (testo).

  5. Qual è il concetto di "dotta ignoranza" secondo Cusano e come si relaziona alla conoscenza di Dio?
  6. La "dotta ignoranza" implica la consapevolezza di non sapere, poiché Dio, essendo infinito, è al di là della ragione e della comprensione umana, rendendo la soggettività fondamentale per conoscere la divinità (testo).

  7. Come descrive Cusano la struttura del mondo e il suo rapporto con Dio?
  8. Cusano descrive il mondo come un Dio contratto, dove l'universo è Dio differenziato; tutte le cose esistono in Dio nella loro complicazione e esplicazione, con il mondo che ha il centro dappertutto e la circonferenza in nessun luogo (testo).

Domande e risposte

Hai bisogno di aiuto?
Chiedi alla community