Concetti Chiave

  • La seconda metà dell'Ottocento segna l'affermazione di una visione laica e materialistica dell'essere umano, contrapposta al romanticismo spiritualistico.
  • Il concetto di amore subisce una trasformazione, focalizzandosi sulla fisicità e sul sesso, abbandonando il mito della passione idealizzata.
  • La narrativa naturalista e verista enfatizza la sessualità come impulso centrale, unificando le classi sociali attraverso rappresentazioni crude e realistiche.
  • In Italia, opere come "La Lupa" di Verga affrontano tematiche scabrose, come il desiderio sessuale di una donna matura, sfidando le convenzioni morali del tempo.
  • La critica al matrimonio emerge nella narrativa del secondo Ottocento, evidenziando l'adulterio e la demistificazione del legame coniugale, come in "La sonata a Kreutzer" di Tolstoj.

Indice

  1. La visione laica dell'Ottocento
  2. La trasformazione del concetto di amore
  3. Narrativa naturalista e sessualità
  4. Influenza delle nuove tendenze in Italia
  5. Qual è la critica al matrimonio nell'Ottocento?
  6. Interesse per le dinamiche fisiopsicologiche

La visione laica dell'Ottocento

Nella seconda metà dell’Ottocento il diffondersi delle conoscenze scientifiche, in particolare lo studio dell’ereditarietà, favorisce l’affermazione di una visione laica, o addirittura materialistica, contrapposta alla visione romantica del mondo e dell’uomo: se il modello culturale del romanticismo era stato essenzialmente spiritualistico, ora l’essere umano è essenzialmente concepito come fisicità, come “organismo”: ne può essere esempio eloquente il racconto Un corpo, scritto da Camillo Boito, uno degli scrittori scapigliati in cui già il titolo forte e inconsueto allude al rovesciamento dell’idealismo e spiritualismo romantico.

La trasformazione del concetto di amore

La crisi dello spiritualismo e dell’idealismo romantico, l’affermazione della visione positivistica e il diffondersi delle conoscenze scientifiche trasformano il modo di concepire e di trattare il tema dell’amore: tramonta il mito della passione nobile, spirituale, esclusiva (com’è ad esempio nel Werther di Goethe), attraverso cui chi ama scopre le misteriose profondità del proprio io e attinge addirittura all’assoluto.

Dell’amore si tende ora a cogliere soprattutto la fisicità, a illuminare il ruolo centrale del sesso. L’opera del grande poeta Charles Baudelaire (1821-1867) è tra le prime testimonianze della fine della visione romantica dell’amore: lo scrittore francese demistifica ogni forma di idealizzazione, illuminando impietosamente la schiavitù dei sensi e l’aggressività distruttiva che nella sua visione è sottesa a ogni relazione amorosa.

Narrativa naturalista e sessualità

La narrativa naturalista e verista, nell’ideazione dei soggetti e degli intrecci, dà molto spazio alla sessualità: ad esempio, nei racconti di Guy de Maupassant il sesso è forse la molla principale dei comportamenti e mette in moto la macchina narrativa. Nella narrativa naturalista la sessualità accomuna le classi, anche se nel caso dei più bassi strati sociali viene rappresentata essenzialmente come abbruttente appetito animalesco (come ad es. nella scena da Germinale di Zola .

Influenza delle nuove tendenze in Italia

Anche la cultura italiana risente delle nuove tendenze: ad esempio la novella verghiana La Lupa (inclusa nella raccolta Vita dei campi, 1880) introduce un soggetto decisamente scabroso per la morale del tempo e per più di una ragione: infatti, in primo luogo è una donna a nutrire desideri sessuali, in secondo luogo si tratta di una donna matura, e in terzo luogo essa rivolge le sue brame al giovane genero. Ma Verga arriva anche a rappresentare uno stupro in modo estremamente realistico

Qual è la critica al matrimonio nell'Ottocento?

Nella narrativa del secondo Ottocento anche il matrimonio è sottoposto a una dissacrante revisione critica: già di per sé la frequenza del tema dell’adulterio – a partire da Madame Bovary (1857) per arrivare a Anna Karenina (1873-77) e al meno noto Effi Briest (1895) del tedesco Theodor Fontane – testimonia la crisi del matrimonio e della sua idealizzazione. Una cruda demistificazione dell’amore coniugale e della relazione di coppia si ritrova nel racconto lungo di Lev Tolstoj (1887-1889) La sonata a Kreutzer, un testo la cui tesi risulta ancor oggi sconvolgente: per il protagonista del racconto, l’amore non è altro che una veste seducente che nasconde il puro e semplice desiderio sessuale, una trappola di cui la natura si serve per autoperpetuarsi.

Interesse per le dinamiche fisiopsicologiche

Le suggestioni scientiste da un lato e la diffusione delle prime informazioni psicologiche dall’altro, suscitano negli scrittori l’interesse alle dinamiche fisiopsicologiche (De Roberto pubblica nel 1895 un saggio significativamente intitolato L’amore, uno studio fisiopsicologico) e psicopatologiche dell’amore: è il caso, tra gli altri, di I.U. Tarchetti, scrittore scapigliato, che nel romanzo breve Fosca (1869) narra la passione distruttiva di un giovane per una donna malata e di rara bruttezza; e di Luigi Capuana, il teorico del verismo italiano che nei romanzi Giacinta (1879) e soprattutto Profumo (1890) esplora il rapporto fra eros e patologia psichica.

Domande da interrogazione

  1. Qual è il cambiamento principale nella visione dell'essere umano nell'Ottocento?
  2. Nella seconda metà dell'Ottocento, l'essere umano viene concepito come un "organismo" fisico, in contrapposizione alla visione romantica e spiritualistica, come evidenziato nel racconto "Un corpo" di Camillo Boito.

  3. Come si trasforma il concetto di amore durante l'Ottocento?
  4. Il concetto di amore evolve da una visione romantica e spirituale a una più fisica e sessuale, come dimostrato dall'opera di Charles Baudelaire, che demistifica l'idealizzazione dell'amore e mette in luce la schiavitù dei sensi.

  5. In che modo la narrativa naturalista affronta il tema della sessualità?
  6. La narrativa naturalista, come nei racconti di Guy de Maupassant, pone la sessualità al centro delle dinamiche narrative, rappresentandola come un impulso fondamentale che accomuna le classi sociali, sebbene in forme diverse.

  7. Qual è la critica al matrimonio espressa nella narrativa dell'Ottocento?
  8. La narrativa del secondo Ottocento critica il matrimonio attraverso il tema dell'adulterio e la demistificazione dell'amore coniugale, come evidenziato in opere come "Madame Bovary" e "La sonata a Kreutzer" di Lev Tolstoj.

  9. Qual è l'interesse degli scrittori per le dinamiche fisiopsicologiche dell'amore?
  10. Gli scrittori dell'Ottocento, influenzati dalle scienze e dalla psicologia, esplorano le dinamiche fisiopsicologiche e psicopatologiche dell'amore, come dimostrano i lavori di De Roberto e I.U. Tarchetti, che analizzano il legame tra eros e patologia.

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