Concetti Chiave
- Negli anni Venti, il mercato dei beni durevoli negli Stati Uniti ha subito una rapida crescita, ma tende a saturarsi rapidamente a causa della lunga durata di utilizzo dei prodotti.
- La bolla speculativa ha generato un aumento ingiustificato del valore delle azioni, creando una disconnessione tra l'andamento economico reale e il mercato borsistico.
- La crisi bancaria ha portato al fallimento di alcune banche, causando licenziamenti e riduzioni salariali che hanno ulteriormente diminuito la domanda di beni di consumo.
- La crisi economica statunitense si è diffusa in Europa a causa dei forti legami economici tra le due regioni, influenzando negativamente le banche e le imprese europee.
- I governi hanno tentato di rilanciare le proprie economie svalutando le loro monete, ma questa strategia ha portato a un aumento delle tariffe doganali e a un crollo del commercio internazionale.
Crescita e saturazione del mercato
La seconda metà degli anni Venti per l’economia Statunitense è un periodo particolarmente florido: è cresciuta la produzione industriale, soprattutto dei ‘beni di consumo durevole’, cioè di beni per uso provato che hanno una certa durata; molti consumatori li acquistano con le tecniche dell’acquisto a rate e dei prestiti con le banche.
I beni durevoli durano nel tempo, quindi il cittadino li sfrutta finché può, quindi il mercato nordamericano in questo settore ha un ritmo di sostituzione delle merci piuttosto basso.
Quindi questo mercato tende a saturarsi in fretta: esplode all’inizio, quando nessuno ha i beni durevoli e tutti li vogliono acquistare, ma poi la domanda per tali oggetti rallenta sempre di più. È un mercato molto dinamico all’inizio, ma si satura alla svelta.
Bolla speculativa e crisi bancaria?
Gli imprenditori, i finanzieri ed i risparmiatori non riescono a vedere subito che il mercato è a rischio saturazione, quindi chiunque abbia qualche risparmio acquista azioni delle aziende, il cui valore sta crescendo rapidamente.
Mentre il mercato però si va saturando, il mercato borsistico continua ad andare sempre in positivo; i motivi sono due: l’effetto inerzia dato dal dare per scontato che il valore delle azione sarebbe continuato a crescere ininterrottamente e dalla bolla speculativa messa in atto dagli operatori di borsa, che stimolava la crescita del valore delle azioni indipendentemente dalle condizioni economiche reali delle aziende.
Nell’autunno 1929 gli operatori si accorgono che non c’è più nessuna relazione tra l’andamento economico della produzione e delle vendite, non troppo positivo, e il valore delle azione, troppo positivo: tutti iniziano a vendere le proprie azioni.
Ciò causa una grande diminuzione del valore delle azioni.
Questa vendita di titoli azionari si ripercuote sulle banche e sui loro portafogli azionari: alcune banche dichiarano il fallimento, dato che non riescono a dare indietro ai proprio clienti i loro soldi.
Le imprese statunitensi si trovano in difficoltà a causa della saturazione dei mercati e non dispongono più di soldi per mandare avanti la produzione a causa della diminuzione della domanda e a causa della crisi bancaria.
Vengono così licenziati operai ed impiegati o in alcuni casi vengono solo abbassate le loro retribuzioni; i licenziati non hanno più stipendio e così non possono più comprare beni di consumo.
Nelle aree rurali, invece, i prezzi diminuiscono tantissimo per la caduta della domanda ed i proprietari terrieri non sanno come fare per acquistare i mezzi necessari al loro lavoro.
Diffusione della crisi in Europa
L’economia statunitense si trova in ginocchio, ma presto anche quelle europee sono scosse dalla crisi.
La diffusione della crisi dagli Stati Uniti all’Europa è causata dallo stretto legame tra l’economia statunitense e quella tedesca e per quello tra l’economia statunitense e quella britannica, francese ed italiana.
I rapporti finanziari tra Stati Uniti ed Europa erano stati dettati dal Piano Dawes.
La crisi si è dunque diffusa in Europa.
Le banche ed i risparmiatori statunitensi smettono di investire in titoli tedeschi, anzi, chiedono la restituzione dei soldi prestati.
Le banche tedesche vanno in crisi; la crisi delle banche si ripercuote sulle imprese tedesche che non possono più ricevere prestiti o anticipi.
Dalla Germania la crisi si trasmette alle economie britannica, francese ed italiana.
Svalutazione monetaria e commercio internazionale
Per fronteggiare la situazione, gli Stati decidono di svalutare la moneta.
Viene svalutata la sterlina da parte del governo britannico; la sterlina era da sempre considerata la moneta più stabile.
La svalutazione monetaria serve a far costare meno i prodotti del paese che ha svalutato, quando questi vengono esportati all’estero.
I governi sperano così di poter rilanciare la propria economia attraverso le esportazioni; ma questo viene capito dagli altri governi, che innalzano le tariffe doganali, rendendo nulla la svalutazione.
Come risultato finale si ha un crollo nei commerci internazionali.
Domande da interrogazione
- Quali sono le caratteristiche principali della crescita del mercato dei beni durevoli negli Stati Uniti negli anni Venti?
- Come ha influito la bolla speculativa sul mercato azionario prima della crisi del 1929?
- In che modo la crisi economica statunitense si è diffusa in Europa?
- Qual è stata la risposta dei governi europei alla crisi economica attraverso la svalutazione monetaria?
- Quali sono state le conseguenze della crisi bancaria per i lavoratori e le imprese negli Stati Uniti?
Negli anni Venti, il mercato dei beni durevoli negli Stati Uniti ha vissuto una crescita significativa, grazie all'aumento della produzione industriale e all'adozione di tecniche di acquisto a rate. Tuttavia, questo mercato tende a saturarsi rapidamente, poiché i consumatori sfruttano i beni finché possono, portando a un rallentamento della domanda.
La bolla speculativa ha portato a un aumento ingiustificato del valore delle azioni, alimentato dall'inerzia degli investitori che presumevano una continua crescita. Tuttavia, quando si è realizzata la saturazione del mercato, gli investitori hanno iniziato a vendere le azioni, causando un crollo dei valori e il fallimento di alcune banche.
La crisi economica statunitense si è diffusa in Europa a causa dei legami finanziari tra le economie, in particolare quella tedesca. Il Piano Dawes aveva stabilito questi rapporti, e quando gli investitori statunitensi hanno ritirato i loro fondi, le banche tedesche sono andate in crisi, propagando la crisi anche in Gran Bretagna, Francia e Italia.
I governi hanno svalutato le loro valute, come la sterlina britannica, per rendere i loro prodotti più competitivi all'estero. Tuttavia, questa strategia ha portato a un aumento delle tariffe doganali da parte degli altri paesi, vanificando gli effetti positivi della svalutazione e causando un crollo del commercio internazionale.
La crisi bancaria ha portato a licenziamenti e riduzioni salariali per i lavoratori, che, privi di stipendio, non potevano più acquistare beni di consumo. Le imprese, a causa della diminuzione della domanda e della crisi bancaria, si sono trovate in difficoltà economiche, aggravando la situazione lavorativa e commerciale.