Concetti Chiave
- La condanna del 1277 da parte di Etienne Tempier segna un punto cruciale nella filosofia medievale, colpendo 219 proposizioni insegnate alla Facoltà delle Arti.
- I conflitti tra le Facoltà, in particolare tra Teologia e Arti, hanno portato alla condanna, con i teologi che hanno definito cosa non dovesse essere insegnato.
- L'eredità di Tommaso d'Aquino e di altri pensatori fu influenzata dalla censura, mostrando l'ampiezza dell'intervento di Tempier anche su testi non filosofici.
- Tempier rifiuta l'idea di una "doppia verità" e sostiene che la filosofia non può essere autonoma, evidenziando la necessità di confutare dottrine contrarie alla fede cristiana.
- La condanna introduce nel pensiero occidentale il concetto di contingenza, liberando Dio da legami immutabili con il mondo e affermando la relatività delle leggi naturali.
La condanna del 1277
La condanna da parte del vescovo di Parigi Etienne Tempier, il 7 marzo 1277, di 219 proposizioni insegnate alla Facoltà delle Arti segna un autentico spartiacque nelle vicende della filosofia medievale. L’intervento fu originato da una lettera di papa Giovanni XII del 18 gennaio 1277, in cui si sollecitava un’indagine su quel che stava accadendo nell’ambiente universitario parigino, in particolare alla Facoltà delle Arti. L’intervento era:
a.
Conflitti e regolamenti interni
Conflitto tra Facoltà, perché furono i maestri di Teologia a individuare gli errori e a stabilire cosa non dovesse essere insegnato nella Facoltà delle Arti
b. Regolamento di conti interno alla stessa Facoltà di Teologia, perché la direzione complessiva dell’intervento andava a privilegiare una certa linea teologica (legata all’eredità agostiniana) a scapito di un’altra (sapere aristotelico e paripatetico greco-arabo)
L'eredità di Tommaso d'Aquino
In qualche modo, la stessa eredità dottrinale di Tommaso d’Aquino fu sfiorata dalla censura, così come due importanti figure come Sigieri di Brabante e Boezio di Dacia. Ma anche alcuni testi che con la filosofia in senso stretto avevano poco a che fare.
L'intento di Tempier
L’intendo di Tampier non era quello di scrivere un compiuto trattato filosofico o teologico contro determinati avversari, né quello di procedere a una serrata confutazione dottrinale, ma solo quello di “fissare dei paletti” tra ciò che si sarebbe potuto e ciò che non si sarebbe potuto insegnare. C’è però una linea di fondo:
Qual è la condanna della doppia verità?
Innanzitutto Tempier rifiuta l’idea che sia possibile ammettere una “doppia verità”, ma mal tollerava, più in generale, l’ipotesi di una possibile autonomia della filosofia. Tutti i maestri cristiani hanno il dovere di confutare le dottrine dei filosofi, e di mostrare la loro falsità, quando contraddicono la fede cristiana. Il vescovo condanna la pretesa di autosufficienza della filosofia, cioè la convinzione che la filosofia sia lo stile di vita in assoluto più eccellente, tale da assicurare all’uomo la più alta forma di felicità conseguibile in questa vita. Su questa base, ad essere colpito è poi un insieme di tesi che sono di per sé proprie della tradizione peripatetica greco-araba. La condanna del 7 marzo 1277 segna la fine di una determinata interpretazione dell’aristotelismo, quello appunto di questa tradizione, e dei suoi pilastri fondamentali: il necessitarismo; l’idea che la filosofia sia la via principale per la felicità; la superiorità dell’intelleto sulla volontà.
La contingenza nel pensiero occidentale
Tempier e i maestri della commissione svincolano così Dio da ogni rapporto essenziale e immutabile con il mondo, e contemporaneamente sottraggono quest ultimo alla necessità delle sue leggi. In altri termini, per il vescovo e i teologi Dio non ha dispiegato tutta la sua potenza nella creazione di questo mondo: avrebbe potuto fare le cose diversamente da come le ha fatta e conserva sempre la possibilità di disporre le cose diversamente da loro corso ordinario. Conseguentemente, tutte le leggi che regolano questo mondo hanno una portata relativa, e nulla ci vieta di immaginare che le cose potrebbero andare, o almeno potrebbero essere pensate, diversamente. La condanna segna dunque l’ingresso trionfale, nel pensiero occidentale, di un concetto sostanzialmente sconosciuto al mondo greco-arabo: la contingenza.
Domande da interrogazione
- Qual è l'importanza della condanna del 1277 da parte di Etienne Tempier?
- Quali conflitti interni hanno influenzato la condanna di Tempier?
- In che modo l'eredità di Tommaso d'Aquino è stata colpita dalla censura?
- Qual era l'intento di Tempier con la sua condanna?
- Qual è il significato della contingenza nel pensiero occidentale secondo Tempier?
La condanna del 1277 segna un punto di svolta nella filosofia medievale, poiché il vescovo di Parigi, Etienne Tempier, condannò 219 proposizioni insegnate alla Facoltà delle Arti, rispondendo a una lettera di papa Giovanni XII che richiedeva un'indagine sull'insegnamento universitario.
La condanna fu influenzata da conflitti tra le Facoltà, in particolare dai maestri di Teologia che identificarono errori da non insegnare, e da regolamenti interni che privilegiavano una linea teologica agostiniana a scapito dell'eredità aristotelica.
L'eredità dottrinale di Tommaso d'Aquino, insieme a figure come Sigieri di Brabante e Boezio di Dacia, fu sfiorata dalla censura, evidenziando l'impatto della condanna su pensatori influenti dell'epoca.
L'intento di Tempier non era di scrivere un trattato contro avversari, ma di stabilire limiti su ciò che poteva essere insegnato, rifiutando l'idea di una "doppia verità" e l'autonomia della filosofia rispetto alla fede cristiana.
La condanna di Tempier introduce il concetto di contingenza nel pensiero occidentale, liberando Dio da un rapporto immutabile con il mondo e suggerendo che le leggi naturali hanno una portata relativa, aprendo la possibilità di immaginare alternative alla realtà.