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Concetti Chiave

  • Il concetto di causalità include diverse serie come quella efficiente, finale ed eminenza, con un'unica prima causa incausabile che coincide con Dio.
  • Dio esiste necessariamente, ma le sue azioni sono contingenti, evidenziando la libertà nell'azione rispetto alla necessità, interpretata come costrizione.
  • Scoto enfatizza il primato della volontà, affermando che essa si autodetermina e non è vincolata in modo assoluto dall'intelletto.
  • Il principio di individuazione è basato su una determinazione formale, distinguendo gli individui all'interno della stessa specie attraverso un'ulteriore perfezione formale.
  • Scoto distingue tra conoscenza intuitiva, legata all'esistenza attuale, e conoscenza astrattiva, che consente di conoscere le cose anche in loro assenza.

Quali sono i concetti di causalità e possibilità?

L’ente che cade nella nostra considerazione è qualcosa che può essere causato, si possono dunque concepire più serie essenzialmente ordinate relativa ai diversi aspetti della causalità che si possono prendere in considerazione. Prendiamo tre sole di queste serie: quella della causalità efficiente, quella delle causalità finale, quella dell’eminenza. In ciascuna è possibile ipotizzare un termine primo incausato e incausabile. Si verte quindi sul concetto di possibilità: una prima causa incausabile nell’ordine dell’efficienza, della finalità e dell’eminenza è pensabile senza contraddizione, e dunque è possibile. Ma su che cosa può fondarsi tale possibilità? Solo sul fatto che una tale causa incausata si radichi nella sua stessa attualità: se una prima causa incausata e incausabile è possibile, allora esiste anche necessariamente già in atto, e poiché non può che esistere un solo ente assolutamente necessario, i termini primi di ciascuna serie causale non possono che coincidere tra loro. esiste dunque una sola causa incausabile, che può filosoficamente essere caratterizzata come ente infinito, e che coincide evidentemente con Dio. Una reinterpretazione dell’argomento anselmiano: se Dio è possibile (cioè si può dimostrare che Dio può essere pensato senza contraddizione) allora esiste necessariamente.

Dio e la contingenza ontologica

Si dà grande privilegio al concetto di possibilità e si rompe con il necessitarismo della tradizione peripatetica: Dio esiste sì necessariamente, ma non agisce necessariamente. La contingenza ontologica non va confusa con quella relativa agli atti delle nature dotate di intelletto e volontà. Dio agisce in maniera tale da causare in modo contingente tutto ciò che causa. La contingenza dell’azione, presa come indice di libertà, diventa più importante della necessità. Per ciò che riguarda la sfera dell’azione, la contingenza è sinonimo di libertà, la necessità è sinonimo di costrizione, non di perfezione.

Temi filosofici di Scoto

In Scoto si hanno anche altri temi interessanti:

1. Primato della volontà dell’intelletto: la volontà si autodetermina e non è vincolata in senso assoluto a quel che le propone l’intelletto

2. Principio di individuazione: non viene collocato nella materia, ma in una determinazione di natura formale, l’ecceità. Ciò che distingue, e.g., gli individui all’interno della specie umana, non è il fatto che la materia dell’uno è diversa dalla materia dell’altro, ma il fatto che alla natura comune di entrambi si aggiunge un’ulteriore perfezione formale, che rende ogni cosa questa o quella determinata cosa. C’è un incremento formale: ogni individuo è formalmente qualcosa in più della natura comune a cui appartiene

3. Distinzione tra conoscenza intuitiva e conoscenza astrattiva: la seconda prescinde dall’esistenza attuale delle cose, la prima ci fa conoscere le cose in quanto presenti o attualmente esistenti. L’astrazione non è un processo di unvesalizzazione, ma la possibilità di conoscere le cose anche in loro assenza. L’intuitività indica la possibilità di cogliere le cose così come si presentano in sé, tanto a livello sensibile quanto a livello intelligibile. Quindi l’idea che la conoscenza intellettuale non è necessariamente legata all’astrazione e all’universale, ma è possibile invece una conoscenza intelligibile del singolare concreto.

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Domande da interrogazione

  1. Qual è il concetto centrale della causalità secondo il testo?
  2. Il testo evidenzia che esiste una sola causa incausabile, che può essere caratterizzata come ente infinito e coincide con Dio, suggerendo che se Dio è possibile, allora esiste necessariamente.

  3. Come viene interpretata la contingenza ontologica in relazione all'azione di Dio?
  4. La contingenza ontologica indica che Dio agisce in modo contingente, non necessariamente, e che la libertà dell'azione è più importante della necessità, poiché la necessità implica costrizione.

  5. Qual è il primato della volontà secondo Scoto?
  6. Scoto sostiene che la volontà si autodetermina e non è vincolata in modo assoluto a ciò che le propone l'intelletto, evidenziando l'importanza della libertà nella scelta.

  7. Dove si colloca il principio di individuazione secondo il testo?
  8. Il principio di individuazione non è collocato nella materia, ma in una determinazione di natura formale, l'ecceità, che distingue gli individui all'interno della stessa specie attraverso un incremento formale.

  9. Qual è la distinzione tra conoscenza intuitiva e conoscenza astrattiva?
  10. La conoscenza intuitiva ci permette di conoscere le cose come presenti, mentre la conoscenza astrattiva prescinde dall'esistenza attuale, suggerendo che è possibile una conoscenza intelligibile del singolare concreto.

Domande e risposte

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