Coscienza e vigilanza
Pensare dunque ad un disturbo vascolare sarebbe difficile, l’ictus ad esempio chiude o rompe più o meno definitivamente un’arteria che arriva in un determinato territorio, ha perciò una manifestazione focale che può essere accompagnato da manifestazione globale di perdita di coscienza in casi più gravi come emorragia massiva, un edema grave che conducono ad esempio al coma. Nell’epilessia non si manifesta la perdita di coscienza, ma solo una sospensione della sua piena coscienza senza deficit focale, per tale motivo possiamo escludere il danno vascolare dalle possibili cause di questo calo di attenzione. Allo stesso modo, possiamo escludere una causa tumorale dato che un tumore cerebrale, sebbene inizi con crisi epilettiche, è anche caratterizzato da segni focali. A cosa è dovuto? Si può paragonare ad un cortocircuito dei circuiti elettrici cerebrali che coinvolge una regione cerebrale che ha il potere di influenzare l’intero cervello. Rapido recap delle funzioni delle aree cerebrali:
-Corteccia cerebrale, sede delle aree primarie come la tastiera per l’attività motoria, le aree sensitive ed uditive, visive. - Aree associative corticali, collegano le varie aree della corteccia primaria, fondamentali per il passaggio successivo alla percezione elementare (percepisco lo stimolo nella sua elementare composizione, poi lo devo inserire in un contesto più ampio come un ricordo).
Corteccia cerebrale e sistema reticolare attivatore
L’intero cervello, invece, serve per elaborare una risposta e un pensiero. Se tutto ciò è vero, per perdere il contatto con il mondo esterno o per perdere la coscienza dovrei distruggere tutta la corteccia cerebrale, il che è poco probabile (succede solo in rari casi come intossicazione da monossido di
carbonio che porta alla morte, o dopo gravi traumi cranici in cui la testa viene scossa violentemente e la corteccia slitta sotto la sostanza bianca, i neuroni si strappano svincolando la corteccia dalla parte sottostante e perde la propria funzionalità con conseguente coma e morte). Come è possibile invece? Esiste una regione cerebrale chiamata tronco dell’encefalo, costituito da bulbo, ponte e mesencefalo ed originato dalla vescicola romboencefalica, la prima che si forma dalla quale si origina anche il cervelletto. Si tratta della parte centrale del cervello che si apre nel diencefalo e successivamente nei due emisferi. Inoltre possiamo quindi arrivare a dire che nel tronco esiste la sostanza reticolare una formazione neuronale a molti nuclei, dunque a molte sinapsi si tratta di una via che seppur lenta fa molte stazioni. Grazie ad un grande fisiologo italiano il dottor Giuseppe Moruzzi di Pisa nei primi del ‘900 fu scoperta tale sostanza che diffonde con la sua corrente elettrica diffusamente in tutto il cervello. Infine tale azione risulta indispensabile per attivare la vigilanza del cervello (capacità di dormire e svegliarsi).