Corso di letterature comparate
Prof. Enrico Palandri
Temi lezioni
- Nazionalismi e J. Joyce (“The Dead”; “Molly”)
- Freud e avanguardie
- Svevo, Proust, Kafka ed Ebraismo
- Nationes-Centro e periferie (forme di stato): il concetto di nazione ha origine a Bologna, in un periodo drammatico e molto caotico per la città, ovvero durante la parallela caduta dell’Impero romano d’occidente.
Il popolo sentiva il bisogno di ristabilire un ordine e a ciò si poteva attingere solo attraverso l’istituzione della lingua latina; per questo motivo si creano le università: le famiglie benestanti spedivano i loro figli a studiare latino a Bologna e, l’imperatore, per stimolare questa pratica ed invogliare i giovani a studiare, concedeva loro l’impunità.
I tre elementi ideologici di identificazione di un popolo nella patria sono:
- Linguistico (dal 10 secolo)
- Territoriale: con la scoperta delle rotte atlantiche si viene a creare una consapevolezza di appartenenza
- Culturale (si crea durante il romanticismo).
- Fascismo e Primo Levi
- Realismo e avanguardie
- “Il sistema periodico”
- “La Tregua” e “I sommersi e i salvati”
- Gli anni ‘70
- Sebald
Esame
- Una domanda libera su temi discussi nel corso.
- 1 romanzo di Levi, 1 romanzo di Sebald
- 1 romanzo in lingua (un estratto)
Il romanzo
La poesia, ovvero la narrazione in versi, fu da sempre considerata un genere più alto del racconto in prosa, finché, nel 18° secolo, durante l’Illuminismo, le cose cominciarono a cambiare e il genere della prosa venne innalzato, grazie anche alla “liberazione” del terreno dell’immaginazione.
Si affermarono, infatti, nuovi generi letterari, come:
Autobiografia/Biografia
Utilizzata soprattutto dai memorialisti (Rousseau, Goldoni.) i quali scrivevano memorie e racconti per funzioni apologetiche.
Si ricordino: “Don Giovanni”, “Così fan tutte” e le “Memorie di Lorenzo Da Ponte”, in cui un ebreo veneziano si fa prete per poter studiare e seduce, successivamente, una parrocchiana, motivo per il quale verrà cacciato a Vienna, dove incontra Mozart.
Compte philosophique
Utilizzato molto da Voltaire (“Candide”) e Diderot, si ricordi “Le neve de Rameau”, dove un musicista di buona famiglia viene trovato ubriaco fradicio in una locanda e, attraverso il racconto della propria disgrazia, egli racconta le disgrazie dell’intellettuale del ‘700. Un giorno, vedendo l’adulazione di due intellettuali nei confronti del re, egli li definì “un pene tra due testicoli” scatenando l’ira del sovrano.
Durante il ‘700, infatti, gli intellettuali avevano bisogno di essere asserviti (protetti) dai principi, così si spiega il motivo dei numerosi libri dell’epoca a loro dedicati.
La rivoluzione del romanzo
Intorno al 18 secolo si sviluppa in Europa un nuovo genere letterario che prende il nome di Romanzo, questo perché stava nascendo una nuova classe sociale cioè la borghesia che comincia a rivendicare un nuovo genere letterario scritto nella propria lingua corrente/tradizionale ovvero il Bernacolo, i libri appunto non vengono più scritti in latino ma nella lingua corrente facendo riaffiorare le tradizioni locali come ad esempio quello del folklore non più classiche, la classe borghese produce liberalizzazione e un nuovo pubblico.
Si sviluppa, dunque, un rapporto autore-lettore diverso.
La storia
Prima di tutto ci sono diverse concezioni e interpretazioni della storia.
Secondo la concezione antica della storia, Omero ed Erodoto ne fanno pienamente parte, poiché essa ‘si fa sui testi’.
Secondo alcuni scrittori, come ad esempio Momigliano, la storia moderna nasce a fine ‘700, quando si sviluppa la concezione di tradizione antiquaria (gusto per le rovine antiche ...)
Ma, affianco ai testi letterari, vi sono sempre documenti, oggetti, che segnano il distacco tra essi e il testo letterario; quindi la storia è: per gli antichi ⇒ unita ai testi letterari. Per i moderni (dal 700’ in poi) ⇒ staccata dai testi letterari (oggettiva).
James Joyce
Nasce a Dublino (Irlanda), nel 1882, in una famiglia che gli trasmette poca stabilità, soprattutto suo padre. Studia grazie alle borse studio ricevute per merito. Lascia l’Irlanda per trasferirsi a Pola e successivamente nella cosmopolita Trieste, dove vivrà con la moglie Nora Barnacle e i loro due figli.
Tra i suoi allievi anche Ettore Schmitz, Italo Svevo.
Dopo lo scoppio della guerra si trasferisce a Parigi dove, nel 1922 finisce di scrivere “Ulysses”, opera che sua madre definì scandalosa poiché trattava di sessualità, un argomento molto scomodo all’epoca, ma Joyce la contestò affermando che se non si parlasse di queste cose, allora la vita non dovrebbe essere vissuta.
Sempre a Parigi Joyce frequenta Samuel Beckett, del quale la figlia di Joyce si innamora perdutamente, tanto da impazzire letteralmente. Beckett era un uomo spiritoso ed irriverente che riusciva a trovare il lato positivo anche nelle situazioni più drammatiche, come la sua: madre violenta e padre assente, ma egli si riteneva un privilegiato.
Joyce è uno scrittore naturalista, scrive romanzi e cerca sempre di più di assomigliare ai suoi lettori e alle loro abitudini e spesso imiterà il modo esatto del parlare delle persone. Tratterà di fatti veri all’interno dei suoi romanzi, fatti complicati dalla vita.
Joyce e la famiglia
Sia Joyce che Svevo esprimono il disagio della borghesia, non descrivendola più come la classe eternamente felice finora illustrata.
La scrittura delle opere deve quindi creare lo stesso disagio nel lettore, non usando, nel caso di Joyce, nessun tipo di punteggiatura, riproducendo lo Stream of Consciousness.
Joyce è interessato a scoprire cosa si celi nella vera essenza dell’essere umano, al di fuori delle istituzioni sociali.
Il viaggio di Leopold Bloom, protagonista e modello di Ulysses, comincia il 16 giugno (Bloom’s day: giorno in cui Joyce incontra Nora per la prima volta); egli trova un’occupazione grazie alla moglie Molly, la quale lo tradiva con svariati uomini, poiché, dopo la morte di loro figlio, anche la loro vita sessuale subì un pesante declino.
Nonostante ciò, la coppia non si molla, evidenziando quanto la Famiglia sia un tassello fondamentale nell’opera di Joyce.
Proposal: parola che contiene in sé e fonde insieme l’istituzione (matrimonio) e la parte sessuale (fare l’amore), infatti durante il monologo di Molly, ella ripeterà incessantemente la parola “yes”, uno yes che funge sia da punteggiatura, in quanto scandisce il ritmo, sia come conferma di amore nei confronti del marito, è uno “yes” che fonde il suo passato e il suo presente (Leopold). Da notare che Molly parla spesso di notte, il tempo perfetto per la manifestazione dell’inconscio; ella fa associazioni libere, incrocia la sua quotidianità in modo che si intreccino romanzo e storia, mescola la sua vita con la sua quotidianità.
Famiglia: secondo Joyce il matrimonio è solo una piccola parte nella vita delle persone, in quanto vi sarà sempre qualcosa di estraneo nella vita del coniuge.
La borghesia del primo ‘900: Joyce e Svevo
Prima del ‘900 tutti gli autori avevano pressappoco la stessa importanza, non vi era grande distinzione né tra generi né tra i fatti.
Grazie all’affermazione del borghese nel romanzo, essere soggetto diventa sempre più fondamentale (Heidegger tratta il tema della soggettività: sub-iectum, giacere sotto determinate condizioni).
Il borghese è protagonista delle rivoluzioni, controlla diverse aree territoriali (“landed gentry”), il suo obiettivo è quello di accumulare ricchezze; dal Medioevo alla Riv. Industriale il potere dell’aristocrazia è equilibrato, successivamente si creano diversi surplus squilibri a causa di un (eccesso) di capitale. I proletari, che avevano come unico bene i figli, potevano vendere solo il loro tempo, non altro.
Danza: metafora dell’accoppiamento nella società, visto il tabù sessuale (amore visto come altro dal matrimonio) presente in quegli anni (soprattutto danze di campagna). Vi era un “caller” che guidava le donne, si cambiava ripetutamente partner. Il valzer è un’innovazione poiché fu il primo ballo in cui i due partner ballano insieme dall’inizio alla fine.
Società del ‘700
A fine ‘700 accresce la mortalità infantile, lo si può sapere perché iniziano ad essere costruite tombe anche per bambini (prima la loro morte non veniva nemmeno registrata); il matrimonio era visto come un contratto, ricco di regole; si sviluppa la mentalità dell’“Eloppement” (fr. fuggire): le figlie desideravano ardentemente essere rapite dal proprio amato e scappare dalla loro terra, sottraendosi al ruolo di strumento di scambio tra famiglie. (esempio in Emma Bovary.)
Freud
La pubblicazione dei saggi di Freud influenza molto Joyce e la sua narrativa.
L’uomo moderno si identifica molto nei romanzi che legge e, rendendosi conto di ciò, rafforza la sua soggettività.
Freud, al contrario, afferma che la realtà non è contenuto della coscienza, ma, anzi, la coscienza è solo una piccolissima parte della mente.
Fasi di sviluppo del sé
0-6 anni
- Fase orale ⇒ metodo di conoscenza: il bambino mette tutto in bocca.
- Fase anale ⇒ il bambino impara a dare e trattenere (attraverso le feci).
- Fase genitale ⇒ le bambine invidiano il fallo, i maschi hanno terrore della castrazione.
6-14 anni
Fase della latenza/omosessuale/narcisistica: i bambini vogliono stare solo con i loro simili maschi e viceversa. È la fase in cui si sviluppa l’ego, in cui l’Io si espande fino a permettere di passare alla fase successiva.
16+
Fase eterosessuale: l’individuo ricerca l’individuo di sesso opposto.
Libido: consiste nel cercare di riportare alla luce questi 3 elementi presenti nelle tre fasi di sviluppo, cercando di stabilire un patto implicito con chiunque ci dia la possibilità di riviverle.
Il soggetto agente è la parte più profonda dell’uomo; i Lapus Lingaue rompono la barriera linguistica e ci fanno dire cose apparentemente insensate.
Totalitarismi ed avanguardie
Lingua + cultura + territorio = costruzione identitaria ⇒ nazionalismi alla fine della 1° G. Mondiale.
Dopo la scrittura de “Il Manifesto” di Karl Marx, erano già presenti dei movimenti socialisti, ma non vi erano delle vere e proprie masse, ovvero gruppi di uomini che si sentono uniti dalla stessa esperienza, le quali si sviluppano soltanto con la guerra, divenendo le protagoniste della storia.
Caratteristiche
- Esaltazione di un capo, una guida, un fuhrer, un protettore.
- Tensione ad espellere tutto ciò che fosse differenza; eliminazione degli oppositori, del diverso per costruire un’identità nazionale. È un’espulsione etnica, linguistica e culturale, e quando un tratto viene espulso socialmente, viene espulso automaticamente anche dall’autocoscienza.
- Si affermano élite che guadagnano la loro posizione grazie al consenso ottenuto con la forza.
- Fondamentale la presenza di forze armate.
- Viene a crearsi l’elemento razziale, una costruzione culturale che si sviluppa col colonialismo, prima, nell’Impero Romano esso non esisteva perché tutto era basato sul sistema giuridico.
- Largo consumo di droghe nei generali-comandanti, soprattutto di metamfetamine e cocaina.
- Riproposizione di temi romantici idealizzati (Hitler nei suoi discorsi pubblici faceva spesso riferimenti ai caduti morti dello stesso partito.) Lo spirito romantico espelle da sé “l’altro”, in questo caso l’ebreo e si sviluppa la linea antisemita.
- Regia dei filmati dei discorsi di Hitler montata in modo che sembrassero cortei maestosi e spettacolari, aumentavano la magnificenza del potere.
Nel 1936 Walter Benjamin, uomo di sensibilità moderna, scrittore e filosofo ebreo scappa dalla Germania per recarsi a Parigi dove, due anni dopo, scriverà “L’opera d’arte nell’epoca della sua riproducibilità tecnica”, un saggio filosofico. Egli ritiene che la riproducibilità sia un processo alienante che fa perdere l’aurea sacra all’arte, che deve essere irriproducibile ed unica, come lo sono le persone nella vita, che, per questo motivo, è così intensa.
Esteticizzazione: si cerca di coprire/rendere bello il terrore (es: Marinetti, leader futurismo italiano). Politicizzazione: secondo Benjamin l’arte non è futile, vi si può estrarre una verità sociale, realistica che parli anche delle classi più umili (non come l’arte estetizzante.)
“SHOAH” Di Lanzman (film) cerca di far capire, fa sdoganare l’orrore della Shoah.
Soluzione finale: è finale in quanto terzo tentativo di risolvere il problema ebraico, progetto nelle mani di Eichmann.
- 1° tentativo: deportazione degli ebrei in Israele, non praticabile poiché era un protettorato britannico e non lo consente.
- 2° tentativo: deportazione di tutti gli ebrei in Madagascar, non praticabile poiché troppo inverosimile.
- 3° tentativo: sterminio.
Crimine ⇒ considerare l’altro un problema.
Strategia ⇒ identificare nello Stato un sovrano che è anche guida spirituale.
Ebraismo ⇒ minoranza che persiste nell’essere una minoranza in un sistema più grande, nell’essere una civiltà discriminata.
Molly Bloom’s soliloquy
- Non ci sono virgole poiché è il flusso del pensiero, non della parola.
- “Yes” è un’asserzione fondamentale dello stream of consciousness, anche se Joyce ritiene che ella sia una donna troppo semplice per poterla collegare ad un termine tanto elaborato. Yes funge, inoltre, da punteggiatura.
Leopold Bloom è un uomo “scomodo”, poco attraente, al contrario degli eroi romantici. Una figura come la sua permette di avvicinare il lettore al disadattamento dell’uomo nella vita.
Matrimonio Molly-Leopold: sembra disastroso, ma alla fine, unendo l’elemento naturale del matrimonio, la sessualità, e l’elemento istituzionale, con la parola “proposal” ed ella pronunciando il fatidico “yes”, acconsente ad entrambe: la sessualità non funzionava più ma ella la ricorda con cinica serenità (“as well as him another”). Leopold in quel momento le sta chiedendo sia di sposarla che di fare l’amore con lui, infatti “I will yes” unisce il “sì, lo voglio” istituzionale-realistico e la parte romantica.
Fratture tra naturalismo/realismo e avanguardie storiche
Naturalismo/Realismo
- Romanzo: prosa come genere prediletto (poesia < ‘700), una nuova readership che cerca nella nuova lingua nazionale un tessuto comune (es: Manzoni).
- Racconto realistico: itinerario tipizzato ⇒ giovane di periferia arriva in città, rimanendo spesso deluso da ciò che trova.
- Senso della realtà: si esce dalla lingua costruita su modelli classici e si introducono personaggi e lingua popolari (es: Malavoglia) rappresentando davvero sempre più strati sociali, anche i più umili. Era infatti positivo che ci fosse giustizia ed uguaglianza di diritti.
- Generi che diventano periferici: fantascienza, poiché la realtà non veniva descritta.
- Presunzione di realtà: il lettore si aspetta di riconoscersi nelle vicende narrate e nei personaggi.
- Mito: insegna a fare un passo ve
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