Concetti Chiave
- Mu’taziliti e Ash’ariti sono le due principali correnti teologiche dell'Islam, con i primi che emergono nel IX secolo e i secondi nel X in Iraq.
- Gli Ash’ariti sono riconosciuti come teologi ufficiali dell'Islam sunnita, mentre i Mu’taziliti hanno conosciuto un periodo di semisparizione e sono tornati in auge nell'era contemporanea.
- Il Maturidismo afferma che la ragione può dimostrare l'esistenza di Dio e distingue tra bene e male prima della rivelazione, mantenendo la libertà dell'individuo.
- Il Zahirismo interpreta il Corano e la Sunna in modo letterale, consentendo però l'ijtihad in ambiti non coperti dai testi sacri, come le questioni filosofiche.
- Ibn Taymiyya critica il kalam tradizionale, denunciando l'irrazionalità degli Ash’ariti e la fiducia dei Mu’taziliti nella ragione, sostenendo che la ragione deve essere in accordo con il Corano e la Sunna.
Correnti teologiche islamiche
• Mu’taziliti e Ash’ariti
Sono le due maggiori correnti teologiche dell’Islam. I primi fioriscono nel IX secolo, mentre i secondi nel X, entrambi in Iraq. La discriminante è che gli Ash’ariti sono diventati i teologi ufficiali dell’Islam sunnita, mentre i Mu’taziliti sono prima semiscomparsi, per poi ritornare alla luce in età contemporanea. Questi ultimi sono “quelli che si separano”, mentre gli altri traggono il loro nome dal loro fondatore, Ash’ari (morto nel 935, originariamente mu’tazilita). A grandi linee, i Mu’taziliti sono più razionalisti, mentre gli Ash’ariti sono tradizionalisti (tra loro al-Ghazali). Entrambe le correnti sono componenti del kalam.
Teologie minori nell'Islam
Ci sono anche altre formi minori di teologia islamica:
A) Maturidismo
La ragione ci può condurre a concludere dimostrativamente dell’esistenza di Dio e a discriminare tra bene e male addirittura prima della discesa della rivelazione. L’uomo è libero nei suoi atti. Il peccatore rimane credente (mu’min) e non deve essere escluso dall’abbraccio della Comunità.
B) Zahirismo
Il Corano e la Sunna vanno intesi nel loro senso letterale, senza che vi sia la necessità di applicare il ragionamento umano, neppure quello per analogia. Molto spazio però rimane per esercitare l’ijtihad in tutti quei campi non coperti dai testi sacri, per esempio i problemi filosofici
Critiche di Ibn Taymiyya
C) Ibn Taymiyya
Acerrimo critico del kalam tradizionale. Vede “irrazionalità” negli ash’ariti e rifiuta la “assurda” teoria del kasb. I mu’taziliti invece hanno troppa fiducia nella ragione e danno eccessivo credito alla libertà umana di agire, nonché esagerano nel ta’til.
Invece le argomentazione della ragione non possono essere in contraddizione con l’evidenza sia del Corano che della Sunna. Il jihad è un dovere, non solo contro li infedeli, ma anche contro quei musulmani che sono solo superficialmente credenti o che deviano dalla retta via stabilita da Dio.
Domande da interrogazione
- Qual è la principale differenza tra Mu’taziliti e Ash’ariti?
- Cosa sostiene il Maturidismo riguardo alla libertà umana?
- Qual è la posizione di Ibn Taymiyya nei confronti del kalam tradizionale?
I Mu’taziliti, più razionalisti, si sono semiscomparsi per poi riemergere, mentre gli Ash’ariti, tradizionalisti e teologi ufficiali dell’Islam sunnita, sono emersi nel X secolo. Entrambi appartengono al kalam, ma differiscono nel loro approccio alla ragione e alla tradizione.
Il Maturidismo afferma che la ragione può dimostrare l'esistenza di Dio e distinguere tra bene e male prima della rivelazione, sostenendo che l'uomo è libero nei suoi atti e che il peccatore rimane un credente all'interno della Comunità.
Ibn Taymiyya critica il kalam tradizionale, ritenendo irrazionali gli Ash’ariti e accusando i Mu’taziliti di eccessiva fiducia nella ragione. Sostiene che le argomentazioni razionali non devono contraddire il Corano e la Sunna, e considera il jihad un dovere anche contro musulmani che deviano dalla retta via.