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Concetti Chiave

  • La Convenzione ONU sui diritti dell'infanzia è stata approvata nel 1989 e ratificata in Italia nel 1991, stabilendo diritti fondamentali per i minori.
  • I quattro principi fondamentali includono la non discriminazione, il superiore interesse del minore, il diritto alla vita e lo sviluppo, e l'ascolto delle opinioni dei bambini.
  • I bambini hanno diritto a un nome, nazionalità, sicurezza sociale, istruzione gratuita e devono essere protetti da sfruttamento e negligenza.
  • Il Comitato ONU sui Diritti dell’Infanzia monitora l'attuazione della Convenzione, esaminando i rapporti degli Stati ogni due anni e presentando osservazioni all'Assemblea generale.
  • La ratifica della Convenzione da parte degli Stati implica obblighi vincolanti, con eccezione degli Stati Uniti che non l'hanno ratificata.

Approvazione e principi fondamentali

La Convenzione ONU sui diritti dell'infanzia e dell'adolescenza è stata approvata dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite il 20 novembre 1989, e ratificata dall'Italia il 27 maggio 1991 con la legge n. 176. La Convenzione sui Diritti dell'Infanzia e dell'Adolescenza è composta da 54 articoli e da tre Protocolli opzionali (sui bambini in guerra, sullo sfruttamento sessuale, sulla procedura per i reclami), ispirati a 4 principi fondamentali: la non discriminazione, il superiore interesse, il diritto alla vita, sopravvivenza e sviluppo, l'ascolto delle opinioni del minore. Eccoli nel dettaglio: a) Il diritto di Non discriminazione (art. 2) sostiene che i diritti sanciti dalla Convenzione devono essere garantiti a tutti i minori, senza distinzione di razza, sesso, lingua, religione, opinione del minore o dei genitori. b) Il diritto di Superiore interesse (art. 3) vuole che l'interesse del bambino, o dell'adolescente, deve avere la priorità in ogni legge, provvedimento, iniziativa pubblica o privata e in ogni situazione problematica. c) Il Diritto alla vita, alla sopravvivenza e allo sviluppo del bambino (art. 6) è rivolto ad ogni singolo paese, il cui Stato deve impegnare il massimo delle risorse disponibili per tutelare la vita e lo sviluppo sano dei bambini, anche tramite la cooperazione con altri Stati. d) Il diritto all' Ascolto delle opinioni del minore (art. 12) prevede il diritto dei bambini a essere ascoltati in tutti i processi decisionali che li riguardano, e obbliga gli adulti di tenerne in adeguata considerazione le opinioni. Il primo principio afferma che tutti i bambini devono vedere rispettati i loro diritti senza alcuna sorta di distinzione. I bambini devono essere tutelati, devono crescere in modo sano dal punto di vista fisico, sociale, morale, spirituale, devono godere di ogni forma di libertà e di dignità.

Diritti dei bambini e obblighi degli Stati

Nel momento della nascita, i fanciulli devono avere il diritto a un nome e alla nazionalità. Il bambino deve vivere in un contesto sociale sicuro, deve avere un'adeguata alimentazione, un alloggio, il diritto a svagarsi.

I bambini che hanno problemi di tipo mentale, fisico e sociale devono ricevere delle cure e un tipo di educazione adeguati. La società e le Istituzioni devono prendersi cura dei bambini che non hanno una famiglia o che non hanno mezzi di sussistenza. I fanciulli hanno diritto ad accedere ad un'istruzione scolastica gratuita e obbligatoria; devono essere tutelati da ogni forma di sfruttamento, crudeltà e negligenza. Non deve nemmeno essere sottoposto a tratta. I minori non devono lavorare, in modo tale da proteggere il loro sviluppo fisico, mentale e morale.

Storia e ratifica della Convenzione

La Società delle Nazioni avallò la dichiarazione redatta da Eglantyne Jebb, che assieme alla sorella Dorothy aveva fondato Save the Children nel 1919. Successivamente, con l'istituzione dell'ONU, una nuova dichiarazione venne approvata il 20 novembre 1959 dall'Assemblea Generale delle Nazioni Unite. Nel 1989 vi fece seguito la Convenzione Internazionale sui Diritti dell'Infanzia. A differenza dei due precedenti, quest'ultimo documento è vincolante tutti gli Stati che lo ratificano. Al momento, tutti gli Stati del mondo salvo gli Stati Uniti d'America hanno ratificato la Convenzione, sebbene spesso con importanti riserve e dichiarazioni che ne limitano l'applicabilità e la vincolarità. In Italia è stata ratificata con la Legge 27 maggio 1991, n. 176.

Comitato Onu e monitoraggio

Per garantire il rispetto dei diritti enunciati nella Convenzione, nella parte seconda è stato istituito un Comitato Onu sui Diritti dell’Infanzia. Il Comitato ha il compito di esaminare i progressi dei vari Stati nella messa in pratica degli obblighi sanciti dalla Convenzione. Il Comitato è composto da 18 esperti, ripartiti in maniera geograficamente equa, che si occupano di esaminare i rapporti periodici che i vari Stati sono obbligati a presentare ogni due anni dal momento della firma della Convenzione e, successivamente, ogni cinque anni. Ogni due anni, il Comitato sottopone un rapporto con le sue osservazioni all’Assemblea generale delle Nazioni Unite. Il documento presentato ha conseguenze prettamente politiche sugli Stati membri, i quali sono incentivati a promuovere il rispetto e la tutela dei diritti dell’infanzia per mantenere il consenso dell’opinione pubblica.

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Domande da interrogazione

  1. Quali sono i principi fondamentali della Convenzione ONU sui diritti dell'infanzia e dell'adolescenza?
  2. La Convenzione si basa su quattro principi fondamentali: non discriminazione, superiore interesse del minore, diritto alla vita, sopravvivenza e sviluppo, e ascolto delle opinioni del minore (approvata il 20 novembre 1989).

  3. Quali diritti devono essere garantiti ai bambini secondo la Convenzione?
  4. I bambini hanno diritto a un nome, nazionalità, un contesto sociale sicuro, alimentazione adeguata, alloggio, svago, istruzione gratuita e obbligatoria, e protezione da sfruttamento e negligenza.

  5. Qual è la storia della ratifica della Convenzione in Italia?
  6. La Convenzione è stata ratificata in Italia il 27 maggio 1991 con la legge n. 176, seguendo la dichiarazione del 1959 e la Convenzione del 1989, che è vincolante per gli Stati che la ratificano.

  7. Qual è il ruolo del Comitato ONU sui Diritti dell’Infanzia?
  8. Il Comitato esamina i progressi degli Stati nell'attuazione della Convenzione, analizzando rapporti periodici e presentando osservazioni all'Assemblea generale delle Nazioni Unite ogni due anni.

  9. Qual è la situazione globale riguardo alla ratifica della Convenzione?
  10. Tutti gli Stati del mondo, eccetto gli Stati Uniti, hanno ratificato la Convenzione, spesso con riserve che ne limitano l'applicabilità e vincolarità.

Domande e risposte

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