Concetti Chiave
- L'espansione delle città medievali tra l'XI e il XIII secolo ha visto un aumento di centri come Venezia, Genova e Milano, che hanno sfidato il potere feudale.
- I borghesi, stanchi del controllo feudale, hanno creato comuni autonomi in Italia, conquistando il diritto di coniare monete e riscuotere tasse.
- All'interno dei comuni si è sviluppata una netta divisione sociale tra il "Popolo grasso", i più ricchi, e il "Popolo minuto", composto da artigiani e piccoli mercanti.
- Il governo comunale, inizialmente affidato a consoli, si è evoluto con l'introduzione del podestà, un magistrato esterno per risolvere conflitti interni.
- La nascita delle università, come quella di Bologna nel 1088, ha segnato un'importante evoluzione culturale, supportando il commercio e la formazione dei borghesi.
Espansione delle città medievali
La ripresa fra l'XI sec. e il XIII sec. , aveva favorito un'espansione di varie città tra le quali Venezia, Genova, Milano, Napoli... , in Italia, e in Europa Parigi. I ceti sociali più bassi o meno importanti si opposero ai controlli e al governo esageratamente serrato dei feudatari.
Intanto, artigiani, contadini e mercanti si trasferivano in piccole città dette "Borghi" e gli abitanti borghesi.
Piano piano, le città divennero sempre più importanti, al punto di quasi annullare il potere dell'impero, feudatari e chiesa.
All'inizio del XII sec. lungo le coste dei mari del nord e Baltico sorsero grandi centri, quali Colonia, Brema, Amburgo... che divennero importanti centri commerciali, che si affollarono formando la lega anseatica (da Hansa) che favorivano i commerci fra il Sacro Romano Impero, feudatari e chiesa.
Formazione dei comuni autonomi
La culla della civiltà cittadina fu l'Italia, dove nel corso del XI sec. si formarono comunità autonome: i Comuni. I Borghesi stufi del governo dei feudatari si organizzarono in consorterie. Quindi, se prima facente parte del Sacro Romano Impero, l'Italia si impossessò delle "regalìe", coniando monete, emanando leggi e riscuotendo tasse. I comuni più grandi e forti presero possesso anche dei comuni più piccoli e del contado, i territori agricoli più piccoli.
Struttura sociale e governo comunale
Per organizzare meglio le professioni agricole, dentro i comuni erano sorte le corporazioni (o "Arti") che costituivano l'insieme delle persone facenti lo stesso mestiere. Qua notiamo una netta divisione nel popolo;
vi era infatti il cosiddetto "Popolo grasso" a cui appartenevano i più ricchi (banchieri, grandi commercianti, persone di rilevo...) , mentre il "Popolo minuto" racchiudeva tutte le persone comuni me libere (Artigiani, piccoli mercanti...) .
La postazione sociale più bassa era costituita dalla plebe e dagli schiavi, esclusi dal governo comunale .
Anche se formalmente sottomessi al potere imperiale, i comuni governavano in modo autonomo, tramite l'Arengo, il parlamento governativo.
In una prima fase il governo fu affidato a due consoli, magistrati che l'Arengo sceglieva tra il popolo grasso. Con carica breve (3-12 mesi) erano totalmente autonomi, governando autonomamente.
La pace interna venne però minacciata da lotte interne fra popolo grasso e popolo minuto. Così i consoli vennero sostituiti con un podestà: un magistrato di un altro comune che risolveva i conflitti, estraneo quindi alle fazioni e senza favoriti.
Dall'inizio del XII sec. anche il popolo minuto riuscì ad entrare nel governo, eleggendo il capitano del popolo (o capitano di giustizia) affiancante il podestà, verificando che le leggi emanate dal podestà non danneggiassero il popolo.
e nascono le università
Sviluppo degli studi e università
L'affermazione dei comuni fu accompagnata da uno sviluppo nel campo degli studi.
I borghesi per poter viaggiare e commerciare dovevano conoscere le, lingue , le leggi, la matematica...
A partire dal Xi sec. l'ascesa del ceto mercantile favorì la nascita di scuole private, dapprima guidate dal clero, successivamente da privati.
Nacquero così le università, libere associazioni fra studenti e insegnanti.
La prima università italiana nacque a Bologna nel 1088, dove si studiava diritto, punto di riferimento per risolvere i conflitti.
Altri centri in Italia furono Padova, Napoli, Salerno...
In Francia Parigi, Tolosa, Montpelleir...
In Inghilterra Oxford e Cambridge.
Domande da interrogazione
- Quali città italiane si sono espanse durante il periodo medievale?
- Cosa sono i "Borghi" e quale ruolo hanno avuto nella società medievale?
- Come si sono formati i comuni autonomi in Italia?
- Qual è la differenza tra il "Popolo grasso" e il "Popolo minuto"?
- Qual è stata l'importanza delle università nel contesto medievale?
Durante la ripresa fra l'XI e il XIII secolo, città come Venezia, Genova, Milano e Napoli si sono espanse notevolmente, contribuendo a un cambiamento significativo nel potere politico e sociale in Italia.
I "Borghi" erano piccole città dove artigiani, contadini e mercanti si trasferivano, contribuendo alla formazione di una nuova classe sociale borghese che si opponeva al controllo dei feudatari.
Nel corso dell'XI secolo, i borghesi, stanchi del governo feudale, si organizzarono in consorterie e formarono comunità autonome, i Comuni, che acquisirono potere e regalìe, come la coniazione di monete e la riscossione di tasse.
Il "Popolo grasso" comprendeva i più ricchi, come banchieri e grandi commercianti, mentre il "Popolo minuto" includeva artigiani e piccoli mercanti. Questa divisione sociale influenzava anche la partecipazione al governo comunale.
Le università, nate grazie all'ascesa del ceto mercantile, hanno rappresentato un importante sviluppo degli studi, fornendo formazione in lingue, leggi e matematica, con la prima università italiana fondata a Bologna nel 1088.