Concetti Chiave
- Le complicanze post-operatorie principali comprendono emorragia, trattata per via angiografica, e stravaso di urina, gestito tramite stent ureterale o nefrostomia.
- Gli interventi chirurgici per nefrectomia possono essere a cielo aperto, laparoscopici o robotici, con la laparoscopia come metodo standard per il 90% dei casi.
- Non esiste una terapia definitiva per il tumore renale metastatico; le opzioni includono trattamenti sistemici e locali per stabilizzare la malattia.
- Il tumore prostatico tende a diffondersi principalmente attraverso la via linfatica, con particolare predisposizione all'invasione delle vescicole seminali.
- La multifocalità del tumore prostatico comporta lo sviluppo di neoplasie eterogenee, influenzando il grading e la gestione clinica del carcinoma prostatico.
Indice
Complicanze post-operatorie
Le complicanze sono:
• emorragia post-operatoria, gestita per via angiografica e solo in casi eccezionali con revisione chirurgica
• stravaso di urina, che irrita il peritoneo. La gestione consiste nel posizionamento di uno stent ureterale o di una nefrostomia.
• a cielo aperto, con accesso laterale (extraperitoneale) o anteriore (transperitoneale). Oggi è limitato ai casi in cui c’è una trombosi venosa massiva. Ha un tasso di complicanze intra- e post-operatorie maggiore tra cui, in caso di lombotomia, dolore e rischio di lomboceli. Il prof dice per curiosità personale che la incisione in figura viene detta a “mercedes”
• in laparoscopia, che rappresenta la via standard per le nefrectomie radicali (90% dei casi). Nella foto a fianco, si può vedere l’incisione di servizio (quella di maggiori dimensioni), necessaria per estrarre il rene
• robotica, che è la via standard nei centri di un certo livello per la nefrectomia parziale.
Si opta per la sorveglianza attiva oppure per trattamenti ablativi (eseguiti sotto guida Tc, possono usare energia fredda/crioablazione, radiofrequenze…).
Iter terapeutico post-biopsia
A seguito della biopsia si decide l’iter terapeutico che generalmente prevede il ricorso a un trattamento sistemico, che può essere:
• target therapy, con azione antiangiogenetica: prima linea: inibitori di tirosinchinasi e seconda linea: inibitori di mTor
• immunoterapia: non si agisce su target che impediscono angiogenesi, ma sul sistema immunitario del paziente. Il tumore del rene ha una elevata immunogenicità.
Terapie per il tumore renale
Come si può notare, non si fa chemioterapia. Questo comporta sostanzialmente che oggi non esiste una terapia definitiva del tumore renale metastatico: la terapia che viene praticata ha una finalità di citoriduzione e stabilizzazione della malattia per tempi più lunghi possibili. Infatti si considera questa terapia come in grado di convertire una malattia metastatica in una malattia cronica.
Al trattamento sistemico possono aggiungersi, a seconda del quadro, anche trattamenti locali:
• nefrectomia
• metastasectomia
• radioterapia stereotassica (se la sede della metastasi non è aggredibile chirurgicamente).
Disseminazione del tumore prostatico
Il superamento della capsula prostatica da parte del tumore aumenta notevolmente il rischio di metastatizzazione. I pathway di disseminazione seguono soprattutto la via linfatica anche se è possibile la diffusione per via ematogena. In particolare, l’invasione delle vescicole seminali, avendo esse una rete linfatica molto sviluppata, favorisce in modo spiccato la disseminazione tumorale. È importante sottolineare che il tumore della prostata ha localizzazione multifocale, solo eccezionalmente si presenta come monofocale. La multifocalità ha origine policlonale, ovvero si sviluppano più cloni cellulari che, in modo autonomo, determinano focolai patologici separati. Ciò fa sì che, all’interno dell’organo prostatico, si sviluppino neoplasie molto eterogenee, tra cui è possibile identificare quella biologicamente preponderante (con maggior aggressività). Come spiegato successivamente, questo ha importanti implicazioni per quanto riguarda il grading del CaP.
Domande da interrogazione
- Quali sono le principali complicanze post-operatorie dopo un intervento chirurgico?
- Quali sono le modalità di intervento chirurgico per la nefrectomia?
- Qual è l'approccio terapeutico dopo una biopsia per tumore renale?
- Come influisce la multifocalità del tumore prostatico sulla sua disseminazione?
Le complicanze post-operatorie includono emorragia, gestita per via angiografica, e stravaso di urina, che richiede stent ureterale o nefrostomia.
Gli interventi possono essere eseguiti a cielo aperto, in laparoscopia o in modalità robotica, con la laparoscopia che rappresenta il metodo standard nel 90% dei casi.
Dopo una biopsia, si opta per un trattamento sistemico, che può includere target therapy e immunoterapia, senza ricorrere alla chemioterapia.
La multifocalità del tumore prostatico, originata da cloni cellulari policlonali, aumenta il rischio di metastatizzazione e porta a neoplasie eterogenee all'interno della prostata.