Concetti Chiave

  • La TC multifasica è essenziale per la caratterizzazione delle lesioni epatiche, fornendo dettagli necessari per evitare esposizioni inutili a radiazioni e mdc.
  • La RM è sempre multifasica poiché non comporta radiazioni, permettendo un'accuratezza diagnostica ottimale senza rischi per il paziente.
  • L'ADC offre un'accuratezza del 92-93% nel distinguere tra lesioni benigne e maligne, analizzando la restrizione nella diffusione e il comportamento nelle fasi di contrasto.
  • La scelta del metodo di imaging dipende da criteri come costo, accessibilità e sospetto clinico, con l'ecografia che può rapidamente discriminare tra lesioni.
  • La RM senza mdc ha limitazioni nella caratterizzazione, risultando efficace solo per lesioni con aspetti tipici; in caso contrario, è necessario ricorrere a tecniche aggiuntive.

Indice

  1. Importanza della Tc multifasica
  2. Ruolo della Rm multifasica
  3. Accuratezza dell'Adc nelle lesioni
  4. Criteri per la scelta del metodo
  5. Limitazioni della Rm senza mdc

Importanza della Tc multifasica

A differenza del dolore ipocondrio dx o ittero, qui si può fare la Tc con mdc multifasico perché per caratterizzare le lesioni epatiche abbiamo bisogno di uno studio multifasico, se non lo facciamo possiamo non riuscire a caratterizzare la lesione dando comunque il mdc e radiazioni al paziente.

Ruolo della Rm multifasica

Per la Rm non si specifica che è multifasica perchè lo si fa sempre, in quanto non ci sono radiazioni, quindi non ha senso decidere se fare più o meno fasi, le faccio sempre tutte. Sono semplici parametri clinici e radiologici che guidano l’indicazione al trapianto di fegato per epatocarcinoma nei pazienti che sono anche cirrotici. ha la migliore accuratezza.

Accuratezza dell'Adc nelle lesioni

Adc può aiutare nella dd tra benigno e maligno nelle lesioni subcentimetriche con accuratezza 92-93%. Importante perché la lesione può avere una vascolarizzazione che non riusciamo a definire, ma restringe le sequenze in diffusione, quindi ha elevata cellularità, oppure non c’è restrizione ma vediamo che il comportamento nelle fasi contrastrografiche, e nella fase di escrezione biliare è compatibile con quello di una lesione maligna. Ad oggi, secondo le linee guida per valutare la risposta dell’Hcc, dobbiamo vedere porzioni vascolarizzate in fase arteriosa, quindi possiamo vedere restrizione alla diffusione, ma non è sufficiente per poter parlare di residuo o recidiva di malattia.

Criteri per la scelta del metodo

Anche qui, per decidere tra le prime tre, posso basarmi su più criteri: costo, accessibilità, il tipo di pz, quanto penso che la lesione sia sospetta, la lista d’attesa. Se la lesione si vede bene in eco e c’è expertise si fa l’eco con mdc, che velocemente discrimina tra lesione benigna e maligna, definendo subito il destino del pz (importante anche per poterlo eventualmente tranquillizzare vista la natura accidentale della scoperta entusiasmante).

Limitazioni della Rm senza mdc

Rm senza mdc non è ottimale per tutte le lesioni, si può riconoscere una cisti o un angioma se hanno un aspetto tipico, altrimenti no. La biopsia non si fa se non si sa di cosa si tratti. La scintigrafia con globuli rossi marcati è obsoleta. Caratterizzazione in 95%, solo nel 1,5% viene consigliato imaging aggiuntivo, come un’altra Rm con mdc diverso (per esempio epatospecifico per completare le informazioni), o un mdc con comportamento differente (mdc Rm ha una distribuzione bicompartimentale, intravascolare prima ed extravascolare dopo; il mdc dell’eco ha una distribuzione esclusivamente intravascolare e quindi potrei avere informazioni differenti). Per lesioni identificate all’eco: la Rm ha sensibilità 82% e specificità 43%. Dwi + mdc epatospecifico: gold standard per caratterizzazione delle lesioni epatiche (non significa che va fatto a tutti, ma, quando le altre tecniche non sono riuscite a caratterizzare la lesione, prima di dover fare una biopsia, si passa a questa metodica). Corretta classificazione benigno vs maligno in 91% dei casi, caratterizzazione corretta nell’85%.

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Domande da interrogazione

  1. Perché è importante utilizzare la TC multifasica per le lesioni epatiche?
  2. La TC multifasica è fondamentale per caratterizzare le lesioni epatiche, poiché senza uno studio multifasico si rischia di non riuscire a definire la natura della lesione, esponendo il paziente a radiazioni e mdc inutilmente.

  3. Qual è il vantaggio della RM multifasica rispetto alla TC?
  4. La RM è sempre eseguita in modalità multifasica poiché non utilizza radiazioni, garantendo così la massima accuratezza nella valutazione delle lesioni, specialmente nei pazienti cirrotici in attesa di trapianto per epatocarcinoma.

  5. Come può l'ADC contribuire alla diagnosi delle lesioni subcentimetriche?
  6. L'ADC ha un'accuratezza del 92-93% nel differenziare tra lesioni benigne e maligne, analizzando la vascolarizzazione e il comportamento nelle fasi contrastrografiche, essenziale per la valutazione della risposta all'HCC.

  7. Quali sono le limitazioni della RM senza mdc nella caratterizzazione delle lesioni?
  8. La RM senza mdc non è ottimale per tutte le lesioni; può identificare solo cisti o angiomi con aspetto tipico, mentre per altre lesioni è necessaria una caratterizzazione più approfondita, spesso tramite mdc epatospecifico, per evitare biopsie non necessarie.

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