Ascolta
00:00 00:00

Concetti Chiave

  • Carlo Goldoni, figura centrale del Settecento italiano, è noto per la sua riforma della Commedia dell'Arte, passando da canovacci semplici a testi completi e professionisti pagati.
  • Le sue opere rappresentano tutte le classi sociali, dall'aristocrazia alla borghesia e al popolo, riflettendo un contesto storico di transizione sociale e culturale.
  • Goldoni si distingue per la caratterizzazione dei personaggi, spesso concentrandosi sulla figura femminile e sul mercante, con trame verosimili ambientate nel Settecento.
  • "Il servitore di due padroni" è una commedia che gioca su situazioni comiche e fraintendimenti, mettendo in scena un intrigo amoroso e una serie di matrimoni da scoprire.
  • Dopo essersi trasferito a Parigi nel 1762, Goldoni affrontò difficoltà nel guadagnarsi il favore del pubblico, che si aspettava le tradizionali trame della Commedia dell'Arte.

Questo appunto di Italiano riguarda la Commedia dell'Arte con un focus su "Il servitore di due padroni", di Carlo Goldoni, di cui verrà dato anche un profilo biografico e letterario.
Carlo Goldoni e la rivoluzione della Commedia dell'Arte nel Settecento articolo

Vita e contesto sociale di Goldoni

Goldoni, Parini e Alfieri si inseriscono nel Settecento italiano, anche se non sono dei veri e propri illuministi. Goldoni si occupò di commedie, Parini di odi (scrisse anche un piccolo poema) e Alfieri di tragedie. Goldoni è veneziano, Parini milanese e Alfieri piemontese. Con questi tre autori si passa dall’Illuminismo moderato al Neoclassicismo/Preromanticismo. Goldoni è legato all’attività di commediografo, in quanto ne è stato il più grande. Egli è ricordato per aver riformato il genere teatrale; non è casualità che lui fosse veneziano: la città vantava moltissimi teatri, di proprietà di privati, che mettevano in scena commedie, tragedie e melodrammi. Egli sin da bambino manifestò la vocazione teatrale; si ispirò al Mondo (esperienza della vita) e al Teatro, gli unici due libri che egli studiò; egli aveva conoscenza solo del mondo antico e maturò esperienze a contatto con le compagnie di attori. Goldoni intraprese studi di carattere giuridico in un primo momento, per poi abbandonarli e dedicarsi solo all’attività di commediografo. In quel periodo Venezia era una repubblica marinara, governata dall’aristocrazia, la cui figura di riferimento era il Doge. Nella città erano tutti mercanti. Nelle opere di Goldoni verranno rappresentate tutte le classi sociali :
  1. aristocrazia
  2. borghesia
  3. popolo
Nel Settecento l’aristocrazia perse molta importanza nella società, in quanto era incapace di produrre ricchezza.

Vita e Commedia dell'Arte di Goldoni

Goldoni si inserisce in un clima culturale chiamato “Commedia dell’Arte”. Ai tempi di Goldoni esistevano attori “professionisti”, di poca cultura, chiamati guitti, appartenenti a compagnie itineranti, nelle quali potevano partecipare anche le donne. Costoro erano bravissimi nell’improvvisazione: si partiva da un canovaccio molto semplice, e si improvvisavano le battute (recitate a soggetto), accompagnando la recitazione con danze, salti. Queste compagnie professioniste venivano iscritte a degli ordini, avendo così riconoscimento giuridico. Tutti i personaggi erano stereotipati e indossavano delle maschere (ricadendo nel teatro di Plautino), come quelle di Arlecchino, Pulcinella, Pantalone, Gianduia…; la maschera più antica era lo Zanni (Gianni), un personaggio di estrazione popolare, più vicino all’animale che all’uomo perché di grande ignoranza e con i soli bisogni di cibo e sesso. Questi personaggi avevano una maschera con il becco in quanto erano dei servi (servus callidus, intelligente, o servo tonto).
La Commedia dell’Arte fonda le radici nelle rappresentazioni giullaresche, ma anche nel Carnevale. Veniva utilizzato un linguaggio volgare e molto scurrile. Dalla Chiesa questo teatro era considerato immorale, infatti i commedianti non meritavano nemmeno la sepoltura in cimitero. Vi erano anche compagnie completamente improvvisate (senza riconoscimenti), che entravano in concorrenza con le altre, che le consideravano ruba piazza.
Quando Goldoni, in gioventù, vide degli attori che si spostavano verso Chioggia, decise di iniziare a scrivere canovacci, ed iniziò a pensare ad una necessaria riforma del teatro, in quanto riteneva che ci fosse il bisogno di abbandonare il canovaccio semplice per scrivere tutto il testo, ma ormai gli attori italiani erano più bravi a improvvisare piuttosto che a recitare a memoria. Goldoni decise anche di eliminare la musica dalle rappresentazioni. Questo implicava che gli attori dovessero essere professionisti. Goldoni si rese conto di dover scrivere testi verosimili e per questo bisognava eliminare le maschere, perché l’espressione del volto contribuiva alla rappresentazione del ruolo. Così Goldoni comprese che, nella sua riforma, bisognasse operare per gradi (educarli ed abituarli al nuovo tipo di teatro). Così egli stipulò contratti di lavoro con i proprietari dei teatri veneziani. Goldoni è il primo scrittore di professione, che vive dei suoi proventi. Da questo momento in poi il pubblico, per poter assistere alle rappresentazioni, dovrà pagare un biglietto per vedere l’opera. I ricchi stavano nelle tribune e il popolo stava in piedi. Così gli attori diventarono professionisti (e pagati). I proprietari dei teatri veneziani ingaggiarono Goldoni per scrivere opere in cambio di denaro. Il primo passo della riforma di Goldoni fu quello di scrivere le battute dei personaggi principali, lasciando all’improvvisazione i secondari (teatro di San Samuele e poi Pisa, 1738-1748), scritte in italiano e veneziano. Dal 1748 egli scrisse commedie totalmente distese (Sant’Angelo). Gli altri autori di quell’epoca, però, continuavano a scrivere commedie dell’arte, come Pietro Chiari, e questo è uno dei motivi per cui la riforma di Goldoni non venne accettata. Così Goldoni decise di scrivere commedie esotiche (di ambientazione orientale), lavorando al teatro di San Luca. L’ambientazione preferita da Goldoni era quella borghese, classe verso la quale egli aveva stima (gli aristocratici erano corrotti e in decadenza).
I personaggi delle sue commedie appartengono alla realtà del Settecento, naturali evoluzioni delle maschere. Si da una particolare attenzione alla figura femminile e a quella del mercante (fino al 53, poi anche questa figura venne vista negativamente).

Il punto sulle commedie di Goldoni: caratteristiche e trame in breve

Nella “Famiglia dell’antiquario” egli oppone al borghese, attento alle spese, un antiquario che spende tutti i suoi soldi in antiquariato, ma non essendone un esperto, finisce per ricevere fregature anche dai suoi stessi servi. La “Bottega del Caffè” (1750) è un’altra commedia goldoniana, scritta in italiano, ambientata a Venezia in una piazzetta (spazio aperto) durante il carnevale, e dura da alba a notte.
Una celebre opera di Goldoni è “La Locandiera”, che parla di una piccola borghese, Mirandolina, la quale vive dei proventi del suo lavoro, aiutata dal suo servo Fabrizio, che nutre amore verso di lei. La storia narra che vennero a dimorare nella locanda un conte, un marchese e un cavaliere: tre esponenti dell’aristocrazia, che vengono rappresentati come degli incapaci. Il conte e il marchese si innamorarono di lei, mentre il cavaliere no; quest’ultimo è un misogino, così Mirandolina si pose come obbiettivo quello di far innamorare di lei il cavaliere, riuscendoci. Una volta ottenuto il risultato, la donna decise di non accettare la sua proposta di matrimonio, per sposarsi invece con Fabrizio. La figura di Mirandolina è paragonata a quella del Don Giovanni. La commedia è interamente distesa, scritta in italiano e ambientata a Firenze, in quanto se fosse stata ambientata a Venezia, avrebbe potuto creare lamentele.
Quando Goldoni decise di scrivere commedie esotiche, egli iniziò a vedere in maniera differente i borghesi, i quali di per sé continuano ad essere stimati dall’autore, ma che allo stesso tempo stanno cadendo negli stessi vizi degli aristocratici. Così decise di scrivere commedie in veneziano, ambientate a Venezia e che parlano dei suoi abitanti.
Nella “Trilogia della Villeggiatura” si parla della preparazione, del soggiorno e del ritorno dalle vacanze di borghesi che, trafelati, non godono delle vacanze.
Stanco delle continue critiche, Goldoni dal 1762 si trasferì a Parigi per trent’anni, dove diventò direttore e scrittore della “Commedie Italienne”, ma anche in questa sede egli non ebbe molto successo, perché gli spettatori si aspettavano le trame della Commedia dell’Arte (anche se talvolta era difficile tradurre termini e intenzioni dall’italiano al francese).
Egli venne poi assunto per insegnare l’italiano a Versailles alle principesse.
Morì nel 1793 quasi in povertà, perché con la Rivoluzione Francese gli venne revocata la pensione.
Carlo Goldoni e la rivoluzione della Commedia dell'Arte nel Settecento articolo

Il servitore di due padroni

Pantalone decide di far sposare sua figlia Clarice con Silvio. Lei, però, aveva uno spasimante, Federigo, che era appena stato ucciso da Florindo durante un duello; quest'ultimo era scappato immediatamente per paura delle conseguenze. Intanto la sorella di Federigo, Beatrice, innamorata del fuggitivo Florido, giunge sotto mentite spoglie sotto casa sua, insieme a un servo, Truffaldino, che presto diventerà anche il servo di Florindo. Iniziano quindi una serie di incomprensioni anche comiche che daranno vita a un tris di matrimoni tutti da scoprire.
Per ulteriori approfondimenti su Carlo Goldoni vedi anche qua
Studia con la mappa concettuale

Domande da interrogazione

  1. Qual è il contesto storico e sociale in cui si inserisce l'opera di Goldoni?
  2. Goldoni opera nel Settecento italiano, un periodo di transizione dall'Illuminismo al Neoclassicismo/Preromanticismo, in un contesto veneziano caratterizzato da una forte presenza di teatri e da una società dominata da mercanti e aristocratici in declino.

  3. Come ha influenzato Goldoni la Commedia dell'Arte?
  4. Goldoni ha riformato la Commedia dell'Arte abbandonando il canovaccio semplice per testi scritti, eliminando le maschere e puntando su personaggi verosimili, contribuendo così a elevare il teatro a una forma d'arte professionale.

  5. Quali sono le caratteristiche principali delle commedie di Goldoni?
  6. Le commedie di Goldoni si caratterizzano per l'attenzione alle classi sociali, l'uso di un linguaggio colloquiale e la rappresentazione di situazioni comiche e di equivoci, come si può vedere in opere come "La Locandiera" e "Il servitore di due padroni".

  7. In che modo Goldoni rappresenta la figura femminile nelle sue opere?
  8. Goldoni presta particolare attenzione alla figura femminile, come dimostra il personaggio di Mirandolina in "La Locandiera", che sfida le convenzioni sociali e si mostra astuta e indipendente, contrapposta a figure maschili incapaci.

  9. Qual è il significato del titolo "Il servitore di due padroni"?
  10. Il titolo allude alla complessità delle relazioni sociali e ai conflitti di interesse, evidenziando le situazioni comiche e le incomprensioni che nascono quando un servo, Truffaldino, cerca di servire due padroni contemporaneamente, creando un intreccio di matrimoni e inganni.

Domande e risposte

Hai bisogno di aiuto?
Chiedi alla community