La città greca
L’architettura minoica e micenea
La Creta minoica dà inizio alla storia dell'architettura occidentale. In effetti, mette in chiaro alcuni principi e capacità nella ricerca di un'architettura regale e palaziale: la civiltà dei primi palazzi, che fiorì nel corso del minoico medio (2000-1700 a.C). Trasformata da una società spezzata e dispersa in villaggi in un'organizzazione politica più accentrata. Questo cambiamento inizia con l'instaurazione di queste città-stato di cui Malia e Cnosso sono tra le più note. I re esercitano una funzione sia politica che religiosa, le cui risorse dipendono strettamente dalla zona in cui si trovano. Non sono divisi da violente rivalità, quindi non hanno bisogno di insediamenti particolarmente difensivi.
È da evidenziare la posizione geografica. Erano circondati dal mare, ed oltre a essere una difesa naturale era anche un vantaggio per lo sviluppo della civiltà in quanto potevano commerciare con i loro vicini. Questo sviluppo molto dinamico si riversa anche nell'architettura, dove si vedono i tratti iniziali nei primi palazzi. Questo periodo verrà chiamato "Protopalaziale".
Il cortile rettangolare appare subito come l'elemento iniziale, in cui la funzione unificatrice si svilupperà nei palazzi successivi. A Malia, ad esempio, gli ambienti aprivano tutti sui cortili, che a loro volta conducevano al cortile principale, dove si svolgeva la vita politica e religiosa della comunità. Ancora non vi era però la presenza di un unico vero e proprio cortile centrale. Secondo una regola divenuta successivamente costante, i lati del cortile avevano un portico o comunque una disposizione monumentale a seconda delle loro funzioni.
Quindi si iniziano a scandire i principi dell'architettura minoica, il cortile come elemento distributivo dei vari quartieri. Dal 1700 a.C, con lo sviluppo della civiltà, si ingrandiscono anche i palazzi. Quello di Cnosso si articola attorno a un rettangolo, che costituisce la corte centrale unificatore degli ambienti. Qui risalta la composizione architettonica, dove si manifesta l'inclinazione per i portici e le facciate con colonne.
Negli ambienti interni c'era un trattamento diversificato delle diverse parti, in base alla funzione. Ciò comportava una disparità abbastanza grande nelle masse e nei livelli. Le sale interne erano animate e ravvivate da alcuni affreschi rappresentativi della vita che si conduceva. I paesaggi che ritraevano negli affreschi miravano essenzialmente a fondere gli spazi interni con l'esterno.
Verso il 1400 a.C., Micene diventa il centro nel Peloponneso. Qui si verifica un'architettura molto diversa, anche se all'interno si ritrovano tratti minoici. Alla confusione e dispersione dei palazzi minoici, subentrano nuove caratteristiche architettoniche.
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