Fase analitica e campioni biologici
Il ruolo del laboratorio di microbiologia nella diagnosi delle malattie infettive
La diagnosi microbiologica si effettua per le malattie infettive, il cui ovvio presupposto sono le infezioni. Il microbiologo lavora esclusivamente su e con i microrganismi agenti d’infezione. La sua diagnosi eziologica di malattia è, in realtà, una diagnosi d’infezione, che ha bisogno di essere correlata con il quadro clinico e anamnestico del paziente.
Percorso microbiologico
La diagnosi microbiologica ha la finalità di ricercare, in modo rapido ed accurato, i microrganismi responsabili di un processo infettivo, identificarli e determinarne la sensibilità agli antibiotici. Un test è clinicamente efficace se contribuisce a:
- Individuare o escludere una malattia;
- Aiutare il processo decisionale: valutazione sulla possibilità di iniziare la terapia o sulla necessità di eseguire ulteriori accertamenti;
- Valutare la prognosi;
- Monitorare il decorso clinico;
- Diagnosticare una patologia nella fase pre-clinica (screening).
Ciclo diagnostico
Per tradizione, i microbiologi si sono concentrati sulla misurazione scientifica, ossia della fase analitica. È del tutto evidente che ciò che accade prima della misurazione (fase pre-analitica) e dopo che la determinazione scientifica è stata completata (fase post-analitica) è importante quanto l’accuratezza della misurazione stessa. Il monitoraggio del rendimento lungo l’intero ciclo fa parte del processo di soddisfacimento del livello di qualità. Le 3 fasi del ciclo diagnostico sono:
- Fase pre-analitica
- Analitica
- Post-analitica
Quindi, una volta sospettata una malattia infettiva, è necessario predisporre gli opportuni test, che possono essere una coltura, una rilevazione sierologica degli antigeni o degli anticorpi, oppure un’analisi di tipo molecolare con la ricerca diretta degli acidi nucleici: tutti questi sono dei possibili approcci diagnostici. La corretta raccolta e trasporto in laboratorio di un campione ai fini dell’espletamento dell’esame rappresenta un passaggio clinico importante nel confermare in via definitiva che un microrganismo sia responsabile del processo patologico-infettivo.
Fase pre-analitica
I punti fondamentali della fase pre-analitica sono:
- Produrre elenchi di esami eseguibili, tipi di campione, tipi di provette o contenitori da utilizzare, tempi di risposta;
- Istruzioni sulla corretta modalità di compilazione della richiesta di esami e identificazione del paziente;
- Definire precise istruzioni sulla modalità di prelievo, trasporto e conservazione specifiche per ogni tipo di campione;
- Monitorare la loro osservanza ed applicazione.
La fase pre-analitica include i seguenti passaggi:
- La richiesta, che prevede l’inserimento di dati anagrafici, il sospetto di diagnosi oppure la diagnosi stessa;
- Il prelievo del campione;
- L’accettazione della richiesta, quindi se è conforme o non conforme alle indicazioni prestabilite;
- Stampa etichetta con barcode, in cui devono essere presenti tutti i dati identificativi del paziente;
- Accettazione del campione, se conforme o non conforme;
- Etichettatura;
- Smistamento campioni;
- Centrifugazione (dove necessaria);
- Suddivisione campione: aliquote dalla provetta madre.
Una fase pre-analitica non corretta porta ad un referto errato, inutile e dannoso.
Fasi che avvengono tra la fase pre-analitica e quella analitica
Essenziale per la diagnosi è che i campioni che raggiungono il laboratorio siano ben scelti e di buona qualità. Un campione raccolto male, contaminato o non rappresentativo del processo patologico (es. siero con abbondante emolisi, campioni mal conservati, campioni raccolti in tempi sbagliati, ecc.) non potrà mai fornire un’informazione accurata dei patogeni presenti, per quanto sofisticata sia la metodologia d’indagine.
Zone normalmente sterili
- Sangue e midollo
- Liquido cefalo rachidiano (LCR)
- Tessuti profondi
- Vie respiratorie inferiori
- Urine (Se raccolte con cura)
Zone con microbiota
- Bocca, naso e vie respiratorie superiori
- Cute
- Tratto gastrointestinale
- Tratto genitale femminile
- Uretra
I punti critici della fase pre-analitica sono:
- Richiesta del clinico;
- Scelta degli esami;
- Preparazione del paziente;
- Raccolta del campione primario;
- Trasporto del campione.
Raccolta del campione
Deve essere effettuata prima della terapia antibiotica se si tratta di un campione biologico che deve essere poi testato in coltura;
- Deve essere raccolto durante e nella sede dell’infezione;
- Utilizzo di presidi sterili e tecniche asettiche per evitare la contaminazione;
- Deve essere raccolto in quantità sufficiente.
Il prelievo del campione
Il materiale deve essere prelevato dove si ritiene che sia più probabile ritrovare il microrganismo causa del processo infettivo. Il campione:
- Deve essere identificato (nome del paziente, data e ora del prelievo, materiale prelevato).
- Deve essere consegnato al laboratorio;
- Prevede l’adozione di idonee modalità di conservazione alternative alla consegna immediata;
- Prevede la segnalazione di notizie cliniche al laboratorio.
I campioni dovranno essere raccolti in quantità sufficiente così da permettere un esame completo e devono essere raccolti in contenitori sterili con tappi a vita a chiusura ermetica. I campioni devono essere trasportati in laboratorio mediante opportuni terreni di trasporto, adibiti alla conservazione e al mantenimento della vitalità dei microrganismi contenuti nei campioni: questi terreni, infatti, proteggono i microrganismi da essicazione, acidi grassi tossici, condizioni sfavorevoli di pH ed effetti letali dell’ossigeno atmosferico.
Le informazioni obbligatorie che devono essere riportate con il campione sono:
- Nome del paziente
- Età e sesso
- Precisa provenienza anatomica del campione
- Data e ora della raccolta del campione
- Diagnosi clinica presuntiva
- Eventuale trattamento farmacologico
Prima di processare il campione è necessario verificarne l’idoneità.
Prelievo ematico
Prima di effettuare il prelievo bisogna sempre disinfettare la cute. Si procede poi con l’introduzione dell’ago nella vena e drenaggio del sangue nella provetta sterile sottovuoto. Le modalità di prelievo prevedono di:
- Effettuare il prelievo preferibilmente a digiuno;