Chimica analitica
Chimica analitica = disciplina che sviluppa e applica metodi e strumenti per ottenere informazioni su composizione chimica e natura della materia nello spazio e nel tempo. Approccio interdisciplinare (chimica, elettrochimica, fisica, statistica ecc), varie aree di interesse/applicazione tra cui scienze ambientali caratteristiche, composizione, distribuzione materiali, emissione e dispersione inquinanti, qualità sistema ambientale e sua evoluzione.
Analisi chimica
L'analisi può essere:
- Qualitativa, identificazione dei costituenti del campione; qualitativa, determinazione quantità di particolare specie chimica nel campione macroanalisi (elevate concentrazioni), microanalisi/trace analysis (<100 ppm), ultra-trace analysis (<0,1 ppb).
- Distruttiva, altera/danneggia campione (es dissoluzione in ambiente acido) e non distruttiva (fluorescenza raggi X).
Analita = specie chimica (elemento, ione, composto) oggetto di analisi. Speciazione = identificazione delle varie forme chimiche in cui l'analita è presente nel campione.
Classificazione dei metodi analitici
- Analisi classica: accurata e laboriosa, attrezzatura semplice ed economica, alte concentrazioni.
- Gravimetrica: misure di massa. Più lenta, soggetta a interferenze.
- Volumetrica: misure di volume titolazione: reazione analita con reattivo liquido concentrazione fino a punto equivalente. Più veloce, utile per misure dirette proprietà campione, concentrazione > 1 mg/L.
Analisi strumentale: rapida e automatizzata, basse concentrazioni (tracce e ultra-tracce), costo variabile.
- Spettroscopia: interazione analita con radiazioni elettromagnetiche (assorbimento/emissione), livello atomico (elementare) e molecolare.
- Cromatografia: separazione componenti miscela chimica.
- Elettrochimica: misure proprietà elettriche (potenziale, intensità, resistenza) sistema.
- Spettrometria di massa: complicata, separazione/identificazione specie ioniche elementari/frammenti molecolari in base rapporto massa/carica.
- Chemiometria: trattamento statistico risultati ottenuti.
Tecniche e metodi analitici
Una tecnica analitica si basa su principi teorici e accorgimenti sperimentali. Un metodo analitico è l'applicazione della tecnica analitica. Procedura = istruzioni di base per attuare metodo analitico. Protocollo = regole da seguire rigidamente, divieti. Misura = numero + incertezza + unità misura (Sistema Internazionale), rappresenta parametro in un determinato stato del sistema. Misurazione = operazione necessaria a trovare la misura, attraverso strumenti adatti.
Quantità assolute e relative
Quantità assoluta: mole (molecole = moli × n Avogadro (6,022 × 1023)).
- Molarità = mol soluto/soluzione/L.
- Molalità = mol soluto/solvente/Kg.
- Normalità = equivalenti soluto/soluzione/L = parametro in relazione a tipo reazione.
- Frazione molare = mol soluto/soluzione.
- Percentuale massa/massa = g soluto/g soluzione × 100%.
- Parti per milione (ppm) = mg/kg.
- Parti per miliardo (ppb) = μg/kg.
Concentrazione analitica: considera tutte le specie a cui l'analita dà luogo (es: A- + HA ⇌ A- + H+).
Funzione p
Funzione p = logaritmo negativo grandezza in oggetto, utile per rappresentare più facilmente piccole concentrazioni, da scala logaritmica a lineare (es. pH = -log[H+]).
Errori in analisi chimica
Ogni misura è affetta da errori, l'incertezza non può mai essere eliminata ma è possibile valutare l'entità dell'errore stabilendo il massimo errore tollerabile nel risultato.
- Errore assoluto: dato un risultato (o valore medio) x e il valore vero/atteso xt, si può stabilire Ea = x - xt (xi > xt: sovrastima, errore positivo, viceversa sottostima, errore negativo).
- Errore relativo (Er% = Er × 100).
- Serie di misure: media x̄ = ∑ xi / N; mediana = valore a metà distribuzione risultati (in ordine crescente).
Molte misure: dati sperimentali rappresentabili mediante distribuzione Gaussiana, simmetrica attorno alla media, racchiude area unitaria (distribuzione probabilità).
Tipi di errori
- Errori casuali (random): fluttuazioni indefinite attorno al valore vero, concetto di precisione. Non è possibile eliminarli ma ridurli.
- Errori sistematici (bias): scostamento di tutti i dati misurati in una determinata direzione (sottostima, negativi o sovrastima, positivi), concetto di accuratezza. Si distinguono in: strumentali, strumenti calibrati male o sbagliati; di metodo, condizioni sperimentali non idonee; personali, distrazione o non conoscenza corretta procedura; proporzionali o costanti (variano o non in base a parametro analizzato es concentrazione).
Possono essere individuati e corretti mediante:
- Utilizzo campioni/materiali standard.
- Analisi con metodo indipendente (strumenti affidabili/di riferimento).
- Analisi del bianco = campione con tutti componenti tranne l'analita (es matrice in cui contenuto analita).
- Analisi campioni con diverso contenuto variabile misurata (es acque o lavaggio).
Chimica delle soluzioni acquose
Elettroliti: ioni che conducono elettricità se sciolti in acqua; forti ionizzati quasi completamente nel solvente (acidi inorganici es. HCl, H2SO4, idrossidi alcalini e alcalino-terrosi, sali), deboli solo parzialmente, minore conducibilità (HCO3-, HSO4-, acidi organici, ammoniaca, basi organiche, alogenuri).
Acidi e basi
Acido: donatore di protoni; Base: accettore di protoni (Brosted-Lowry). Acidi e basi coniugati: acido1 + base2 ⇌ acido2 + base1 (es. H2O + NH3 ⇌ OH- + NH4+, HNO3 + H2O ⇌ NO3- + H3O+).
Acido coniugato acqua protone idrato/ione idronio H3O+.
Solventi anfiprotici
Agiscono come acido o base, es. acqua, metanolo, etanolo, acido acetico, amminoacidi. Essi vanno incontro ad autoprotolisi (autoionizzazione) originando coppia di specie ioniche, es. H2O + H2O ⇌ H3O+ + OH- (stesso con CH3OH, HCOOH, NH3).
In acqua autoprotolisi limitata, concentrazione idronio e idrossido circa 10-7.
Acidi e basi forti
Reazione con solvente completa, non restano molecole soluto indissociate, freccia singola. Acidi/basi deboli: reazione incompleta, freccia doppia, classificati in base a costante dissociazione acida o basica, Ka o Kb. Acido più debole forma base coniugata più forte e viceversa (NB base coniugata acido debole sempre debole e viceversa).
Equilibrio chimico
Legato a termodinamica e cinetica: rapporto concentrati reagenti/prodotti costante (costanti equilibrio espresse da equazioni algebriche). Posizione equilibrio non dipende da modo in cui è stato raggiunto. Principio Le Chatelier: ogni equilibrio reagisce a perturbazioni (stress) esterne (es aggiunta prodotti o reagenti, variazione T) in modo da minimizzare effetti di tali perturbazioni dinamico.
Attività
Concentrazione attiva in soluzione, determinata da grado libertà ioni in essa (soluzione molto concentrata: ioni soggetti a interazioni reciproche quindi meno liberi) dove C = concentrazione e γ = coefficiente di attività, 0 ≤ γ ≤ 1. a = γC. Attività sostanze pure assunta come unitaria.
Forza ionica
Misura della concentrazione totale ioni in soluzione, intensità campo elettrico generato dalle cariche dove z = carica ione. I = 1/2 Σ Cizi2, inversamente proporzionale a γ (C = a/γ).
Equazioni di equilibrio
Data reazione aA + bB ⇌ cC + dD:
- Keq = [C]c [D]d / [A]a [B]b
- Keq = KeqT = costante eq termodinamica e Keqc = c eq stechiometrica.
In caso di sostanze gassose usare pressione parziale P invece di C. Liquidi e solidi puri, solventi in eccesso: concentrazione pressoché costante, non compare in espressione Keq.
Principali equilibri e relative costanti
- Dissociazione dell'acqua prodotto ionico Kw, a 25°C: H2O ⇌ H3O+ + OH-, Kw = [H3O+] [OH-].
- Equilibrio eterogeneo sostanza debolmente solubile e suoi ioni in soluzione satura prodotto solubilità Ksp: BaCl2 ⇌ Ba2+ + 2Cl-, Ksp = [Ba2+] [Cl-]2.
- Solubilità di un sale a una certa T = max concentrazione possibile all'equilibrio (o quando presente corpo di fondo). Relazione solubilità e Ksp per BaCl2: Ba2+ ha concentrazione s (solubilità), Cl- ha 2s. Ksp = 4s3.
- Dissociazione acido/base debole costante dissociazione Ka o Kb, a 25°C: HA ⇌ H3O+ + A-, Ka = [H3O+][A-]/[HA]; A- + H2O ⇌ OH- + HA, Kb = [OH-][HA]/[A-]; Ka × Kb = Kw.
- Formazione ione complesso costante formazione β (reazioni a più fasi).
- Equilibrio ossidoriduzione Kredox.
Risoluzione problemi equilibri multipli
Bilancio di massa: principio conservazione della massa, es soluzione 0,02 M Ba(Ac)2, bilancio massa acido acetico: C = [HAc] + [Ac-].
Bilancio di carica: principio elettroneutralità soluzioni (soluzioni sono neutre), cariche positive eguagliano negative es soluz Ba(Ac)2: [H+] + [Ba2+] = 2[Ac-] + [OH-].
Bilancio protonico: uguaglianza tra concentrazione ioni H+ ceduta da specie acide e quella acquistata da specie basiche.
Bilancio elettronico: uguaglianza tra concentrazione elettroni cedute da specie che si ossidano e quella acquistata da quelle che si riducono.
Soluzioni acidi e basi forti
Da bilancio di carica si ricava per soluzioni di acido o base forte: [H+] = Ca, [OH-] = Cb, dove Ca e Cb = concentrazione acido e base forte; se contributo dell’acqua è trascurabile.
Soluzioni di acidi e basi deboli
Tralasciando contributo acqua (tolto fattore Kw/[H+]): [H+]² = Ka[HA]; con ulteriori semplificazioni (tolto fattore Ka): [H+] = √(Ka[HA]). Analogamente per [OH-].
Questi calcoli solitamente affetti da errore minimo 5% costanti eq affette da errore, calcoli senza tener conto di coefficiente di attività, conoscenza sistema analitico imperfetta.
Potenziometria
Metodi elettrochimici divisi in:
- Metodi all’interfase (interfaccia elettrodo-soluzione) statici (i = 0): potenziometria; dinamici (i ≠ 0): voltammetria, amperometria, coulombometria.
- Metodi in soluzione: conduttometria.
Reazione di ossidoriduzione (redox)
Trasferimento elettroni da specie che si ossida (agente riducente) a quella che si riduce (agente ossidante), composta da semireazione di riduzione e ossidazione:
- Ossidazione: Cu ⇌ Cu2+ + 2e-
- Riduzione: Ag+ + e- ⇌ Ag
- Reazione complessiva: 2Ag+ + Cu ⇌ 2Ag + Cu2+
Realizzazione
- Per via chimica: mescolamento reagenti e trasferimento diretto elettroni, es lamina Cu immersa in soluzione di ioni Ag+.
- Cella elettrochimica: reagenti fisicamente separati.
Cella elettrochimica
Due elettrodi, ciascuno immerso in soluzione elettrolitica (a formare una semicella), collegati da circuito elettrico. Elettrodi e circuito (conduttori metallici): spostamento elettroni, soluzione (conduttore elettrolitico): spostamento anioni e cationi. Trasferimento elettroni tra i due conduttori sulla superficie elettrodica fino a raggiungimento equilibrio termodinamico.
Soluzioni in genere differenti, vanno separate per evitare mescolamento e reazione tra reagenti mediante ponte salino: tubo a U con gel contenente sale (saturo) costituito da ioni con simile mobilità (es KCl), chiuso ad estremità da setti porosi, permette passaggio elettricità per migrazione cationi in una direzione e anioni nell’altra.
Origine potenziali elettrodici
Se metallo immerso in acqua, parte di esso tende passare in soluzione (M ⇌ Mn+ + ne-, ossidazione) dissoluzione genera separazione cariche, - per eccesso elettroni su di esso, + per eccesso cationi metallici in soluzione, differenza potenziale interfaccia elettrodo/soluzione.
Pila Daniell
Elettrodi di rame e zinco; Zn ha tendenza a ossidarsi > di Cu e passa in soluzione, Zn ⇌ Zn2+ + 2e-; elettroni accumulati su elettrodo Zn fluiscono nel circuito arrivando a elettrodo Cu che è ridotto, Cu2+ + 2e- = Cu. Reazione complessiva (reazione di cella, spontanea) Zn + Cu2+ ⇌ Zn2+ + Cu.
Elettrodi prendono nome di:
- Anodo: sede ossidazione
- Catodo: sede riduzione
Schema cella elettrochimica (es. pila Daniell)
Cu2+/Cu // Zn2+/Zn
/ = cambiamento fase, // = ponte salino. Per convenzione a sinistra semicella riduzione, destra ossidazione.
Due tipi di cella elettrochimica
Cella galvanica: reazione spontanea (non all’equilibrio) genera differenza potenziale e produce corrente elettrica (pila Daniell), V anodo > V catodo, anodo polo -, catodo +.
Cella elettrolitica: utilizzato generatore di corrente per far avvenire reazione inversa (non spontanea), corrente in direzione opposta.
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