Concetti Chiave

  • Il poema si apre con l'incontro del poeta con due contadinelle, simbolo di dolcezza e gentilezza, che lo ispirano mentre riflette sulla sua ferita d'amore.
  • Le contadinelle notano il turbamento del poeta e commentano ironicamente come l'amore lo abbia conquistato, mostrando una combinazione di leggerezza e compassione.
  • Il poeta ricorda una donna a Tolosa, chiamata "la Mandetta", la cui bellezza e sguardo lo hanno colpito profondamente, infliggendogli una ferita d'amore.
  • Il messaggio finale del poeta alla sua ballata è quello di recarsi a Tolosa per invocare la presenza della donna amata, esprimendo il suo desiderio di pietà.
  • La struttura metrica della ballata include un ritornello e sei strofe di otto versi, con uno schema di rima che crea un effetto musicale e ritmico caratteristico delle ballate.

Indice

  1. Incontro con le Contadinelle
  2. Dialogo con le Contadinelle
  3. Ricordo di Tolosa
  4. Messaggio alla Ballata

Incontro con le Contadinelle

Era in penser d’amor quand’i’ trovai

due foresette nove:

l’una cantava; e’ piove

foco d’amore in nui.

Era la vista lor tanto soave

e tanto queta, cortese ed umile

ch’i’ dissi lor: “Vo’ portate la chiave

di ciascuna vertù alta e gentile.

Deh! foresette; no m’abbiate a vile

per lo colpo ch’io porto:

questo cor mi fu morto,

poi che ’n Tolosa fui.”

Dialogo con le Contadinelle

Elle con gli occhi lor si volser tanto,

che vider come ’l cor era ferito

e come un spiritel nato di pianto

era per mezzo de lo colpo uscito.

Poi che mi vider così sbigottito,

disse l’una che rise:

“Guarda come conquise

Forza d’amor costui.”

L’altra pietosa, piena di mercede,

fatta di gioco, in figura d’Amore,

disse: “l tuo colpo che nel cor si vede

fu tratto d’occhi di troppo valore,

che dentro vi lasciaro uno splendore

ch’i’ non posso mirare:

dimmi se ricordare

di quegli occhi ti pui”.

Ricordo di Tolosa

Alla dura questione e paurosa,

la qual mi fece questa foresetta

i’ dissi: “E’ mi ricorda che ’n Tolosa

donna m’apparve accordellata istretta,

la quale Amor chiamava la Mandetta:

giunse sì presta e forte

che ’n fin dentro a la morte

mi colpir gli occhi sui”.

Molto cortesemente mi rispuose

quella che di me prima aveva riso:

disse: “La donna che nel cor ti puose

colla forza d’Amor tutto ’l su’ viso

dentro per li occhi ti mirò si fiso

ch’Amor fece apparire.

Se t’è grave ’l soffrire

raccomandati a lui”.

Messaggio alla Ballata

Vanne a Tolosa, ballatetta mia,

ed entra quetamente a la Dorata:

ed ivi chiama che per cortesia

d’alcuna bella donna sia menata

einanzi a quella, di cui t’ò pregata:

e s’ella ti riceve,

dille con voce lieve:

“Per merzè vegno a vui”.

Si tratta di una ballata. Essa inizia con un ritornello composto da un endecasillabo e tre settenari. A seguire, troviamo sei strofe di otto versi ciascuna. Degli otto versi, cinque sono endecasillabi e tre settenari.

Lo schema metrico è: AB, AB, Bccd. Gli ultimi versi di ogni strofa, compreso il ritornello, hanno la stessa rima ( (nui, fui, costui, pui, sui, lui, vui), come succede, di regola, nelle ballate.

Lo sfondo del componimento non è descritto, ma si avverte che ci troviamo in campagna, fra i campi, lontano dal centro abitato.

Il poeta, assorto nei suoi pensieri amorosi è interrotto due contadinelle (= forosette) di cui una canta “In noi scende come pioggia, la gioia dell’amore”. Il loro aspetto è talmente piacevole, sereno, tranquillo, gentile e umile che il poeta si rivolge a loro, dicendo: Voi possedete la chiave di accesso ad ogni virtù nobile e gentile. Deh! O contadinelle, non mi disprezzate per la ferita d’amore che mi è stata inferta: il mio cuore ne risultò ferito a morte, da quando soggiornai a Tolosa”. [Effettivamente sappiano che il poeta si recò in pellegrinaggio a San Giacomo di Campostela, nel 1292, ma a Nîmes interruppe il viaggio].

“Con i loro occhi esse si volsero a guardarmi attentamente e videro manifeste nel mio aspetto le tracce della mia ferita d’amore e come uno spiritello originato dal pianto fosse uscito dalla mia anima a seguito della ferita” [Secondo la teoria creata dallo stilnovo, Cavalcanti parla di uno “spiritello” per cui il sentimento acquista una vita autonoma.] “Dopo che mi ebbero visto così turbato, una delle due disse ridendo: Guarda come la forza dell’amore ha conquistato costui!

L’altra presa da un sentimento di compassione nei miei confronti, tutta gioiosa e nelle sembianze di Amore, replicò: “La ferita del dio Amore è stata inferta attraverso occhi troppo potenti [il termine “fu tratto” fa pensare al lancio di una freccia e fa parte del linguaggio sostenuto che in bocca ad una contadinella acquista un valore ironico e scherzoso. Inoltre nel componimento si alternano le espressioni drammatiche tipiche della scuola dello stilnovo con la vivacità garbata e un po’ maliziosa delle due contadinelli. Da questo intrecciarsi deriva un misto di lacrime e di sorrisi, un succedersi di forme letterarie elaborate che trovano ispirazione nello Stilnovo e di toni ingenui e più spontanei] da lasciarvi dentro uno splendore che mi è impossibile guardare. Dimmi se puoi ricordarti quegli occhi”

Alla dura e paurosa domanda che mi pose questa contadinella, io risposi: “Mi ricordo che a Tolosa, mi apparve una donna, con una cintura in vita molto stretta che Amore chiamava Mandetta: [Nel dolce Stilnovo la donna appare sempre come fosse una visione miracolosa] essa mi comparve così improvvisamente e in modo talmente intenso che la sua visione mi colpì fino nel più intimo del mio essere, in modo mortale.”

Colei che prima aveva riso di me, mi disse molto cortesemente: “La donna che con la forza dell’Amore ti scolpì nel cuore il suo volto, con i suoi occhi ti guardò così attentamente che risvegliò nel tuo cuore il dio Amore. Se soffrire ti è duro, è a lui che ti devi raccomandare.”

[Nell’ultima strofa o congedo, il poeta si rivolge alla ballata chiedendole di fargli da messaggero

O piccola mia ballata, recati a Tolosa ed entra furtivamente nella chiesa di Notre-Dame de la Daurade [probabilmente quella in cui il Cavalcanti vide la Manetta. Nel Medioevo, L’incontro del poeta con la donna che suscita in lui un sentimento amoroso, era un topos letterario: è così che Dante incontra Beatrice nella chiesa di Santa Maria de’Cerchi e Petrarca vede Laura per la prima volta nella chiesa di Santa Chiara ad Avignone] e qui invoca di essere portata, per cortesia, da alcune donne davanti a colei che ho citato prima e se essa ti accetta, dille con voce sommessa: “Mi presento al vostro cospetto per ottenere pietà”

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Domande da interrogazione

  1. Qual è il tema centrale dell'incontro con le Contadinelle?
  2. Il tema centrale è l'amore e la ferita che esso provoca, come evidenziato dal poeta che si rivolge alle Contadinelle, chiedendo loro di non disprezzarlo per il dolore che porta nel cuore, causato dall'incontro con una donna a Tolosa.

  3. Come reagiscono le Contadinelle alla vista del poeta ferito?
  4. Le Contadinelle notano il turbamento del poeta e una di esse, ridendo, commenta come l'amore lo abbia conquistato, mentre l'altra, più compassionevole, riconosce la ferita d'amore e lo invita a ricordare gli occhi della donna che lo ha colpito.

  5. Chi è la donna che ha ferito il cuore del poeta e come viene descritta?
  6. La donna è descritta come "la Mandetta", una figura che appare in modo intenso e miracoloso a Tolosa, colpendo il poeta profondamente e lasciandolo in uno stato di sofferenza amorosa.

  7. Qual è il messaggio finale che il poeta invia attraverso la ballata?
  8. Il poeta chiede alla ballata di recarsi a Tolosa e di invocare la presenza della donna che ama, esprimendo il desiderio di ottenere pietà e comprensione da lei.

  9. Qual è la struttura metrica della ballata e come si riflette nel contenuto?
  10. La ballata è composta da un ritornello e sei strofe, con uno schema metrico di AB, AB, Bccd. Questa struttura riflette l'intreccio di emozioni e toni, alternando momenti di drammaticità a quelli più leggeri e ironici, tipici dello Stilnovo.

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