Concetti Chiave
- I dolori nei pazienti oncologici possono derivare da trattamenti come chirurgia, chemioterapia e radioterapia, con effetti collaterali specifici come neuropatie e infiammazioni.
- È fondamentale effettuare una diagnosi accurata per evitare di trascurare una possibile ripresa della malattia in caso di dolore non correlato al cancro.
- Un caso clinico esemplifica come un dolore viscerale possa mascherare una malattia linfoproliferativa, evidenziando la necessità di indagini approfondite.
- Distinguere tra dolore nocicettivo e dolore viscerale è cruciale per una corretta valutazione e gestione del dolore nei pazienti neoplastici.
- Oltre ai sintomi fisici, è importante considerare anche gli aspetti psicologici, sociali e spirituali che influenzano la qualità della vita dei pazienti oncologici.
Essi sono (15-25%):
- Chirurgia (toracotomia, amputazioni, mastectomie);
- Chemioterapia: neuropatie (simmetriche distali da chemioterapici), neuroinfiammazione;
- Radioterapia: plessopatia, mielopatia, dolore nocicettivo da infiammazione tissutale;
Indice
Importanza della diagnosi corretta
- Dolore non correlato al cancro (3-5%): va posta la massima attenzione in questa situazione. Non ci si può permettere di non identificare una ripresa di malattia e occorre fare tutto il possibile per escludere questa evenienza prima di giudicare un dolore come non correlato al cancro;
- Dolore di origine sconosciuta: il paziente neoplastico che presenta un dolore di origine sconosciuta merita un approfondimento rigoroso poiché, nonostante sia stato sottoposto ad una terapia apparentemente risolutiva, la probabilità che questo dolore Non sia legato al cancro è bassa. Capita spesso che dolori che sembrano apparentemente legati ad altri fattori invece sono correlati a ripresa di malattia; per questo motivo è necessario svolgere tutti gli accertamenti ed eventualmente ripetere anche indagini strumentali che possono chiarire ulteriormente il quadro.
Caso clinico di dolore viscerale
Pz di 78 anni giunge all’attenzione del prof. a giugno poiché inviato per eseguire procedure invasive per mal di schiena. All’obiettività il pz ha un quadro ben più complesso di un semplice mal di schiena: presenta anche dolore addominale, una facies caratteristica, sofferente, provata. Il dolore era prevalentemente notturno, senza accenno alla diminuzione con nessuna posizione. La risonanza ha mostrato una malattia linfoproliferativa diffusa a livello retroperitoneale con linfonodi grandi “quasi come palline da tennis”. Non si trattava ovviamente di mal di schiena, bensì dolore viscerale unito a dolore somatico derivante da queste strutture nell’ambito retroperitoneale: la diagnosi era quella di una ripresa di malattia di una Llc che è esitata nel decesso del paziente da lì a due mesi o poco più.
Distinzione tra dolori oncologici
È molto importante saper distinguere il dolore nocicettivo/osteoarticolare dal dolore riferito viscerale perché molte volte i dolori dei pz non vengono valutati correttamente in prima battuta e si rivelano in un secondo momento essere dati da ripresa o da secondarismi della malattia oncologica.
Nel paziente neoplastico alcuni aspetti generali che vale la pena considerare sono:
- Aspetti fisici: dolore, tosse, nausea, singhiozzo, prurito, sedazione;
- Aspetti psicologici: frustrazione, ansia;
- Aspetti sociali: famiglia, problematiche finanziarie;
- Aspetti spirituali e cultural: dobbiamo ricordarci che i tumori sono malattie con un connotato intrinsecamente negativo anche se le terapie hanno fatto progressi notevoli negli ultimi anni.
Il dolore è uno dei sintomi prevalenti nel pz oncologico; altri sintomi importanti sono debolezza, anoressia, nausea e vomito, stipsi, dispnea, depressione, confusione, molto spesso optando per un mix di vari farmaci o con trattamenti specifici.
Domande da interrogazione
- Qual è l'importanza della diagnosi corretta nel dolore oncologico?
- Come si distingue il dolore nocicettivo dal dolore viscerale nei pazienti oncologici?
- Quali sono i sintomi prevalenti nei pazienti oncologici?
- Quali aspetti devono essere considerati nella gestione del dolore nei pazienti neoplastici?
La diagnosi corretta è fondamentale per escludere una ripresa della malattia, specialmente in caso di dolore non correlato al cancro, che rappresenta il 3-5% dei casi. È essenziale identificare tempestivamente eventuali segni di recidiva prima di classificare il dolore come non oncologico.
È cruciale saper distinguere il dolore nocicettivo/osteoarticolare dal dolore viscerale, poiché dolori inizialmente considerati non correlati possono rivelarsi segni di ripresa della malattia. Una valutazione accurata è necessaria per evitare diagnosi errate.
Oltre al dolore, i sintomi prevalenti nei pazienti oncologici includono debolezza, anoressia, nausea, vomito, stipsi, dispnea, depressione e confusione. Questi sintomi richiedono un approccio terapeutico mirato e spesso un mix di farmaci.
Nella gestione del dolore nei pazienti neoplastici, è importante considerare aspetti fisici, psicologici, sociali e spirituali. Questi fattori possono influenzare significativamente la qualità della vita e la risposta al trattamento.