Concetti Chiave

  • Il sospetto di sindrome coronarica acuta può riguardare anche pazienti giovani con fattori di rischio come ipercolesterolemia, non solo quelli anziani.
  • Nell'ECG, si osservano un battito regolare, un'asse normale e un sopraslivellamento del tratto St, indicando possibili ostruzioni coronariche.
  • La diagnosi provvisoria di infarto miocardico acuto è supportata da un valore di troponina di 90 ng/ml, che deve essere interpretato nel contesto clinico del paziente.
  • È essenziale monitorare i cambiamenti nei sintomi e nell'ECG per confermare la diagnosi e valutare eventuali complicazioni come spasmi coronarici.
  • In situazioni montane, è cruciale pianificare il trasporto del paziente verso l'ospedale tenendo conto di fattori come l'orario e la distanza.

Indice

  1. Cosa significa sospetto di sindrome coronarica acuta?
  2. Analisi dell'Ecg
  3. Diagnosi e gestione clinica

Cosa significa sospetto di sindrome coronarica acuta?

Si presenta in pronto soccorso un uomo di 50-60 anni con dolore a morsa (con la mano destra stringe nella regione precordiale). Giunge dopo 30 minuti circa dall’insorgenza. Con i dati raccolti si sospetta quindi che possa avere una sindrome coronarica acuta. Vengono richiesti i marcatori di citolisi. Il professore richiama quanto detto nelle scorse lezioni: il sospetto non deve venire solo perché il paziente è anziano, ma può essere giovane con ipercolesterolemia.

Viene effettuato l’Ecg.

    Analisi dell'Ecg

    • Il battito è regolare.

    • La frequenza è intorno ai 70 bpm.

    • Si guardino le onde P in D2, V1 o V2: il ritmo è sinusale.

    • L’asse è normale: notare la positivà sia in D1 che aVf. La positività è massima in D2 che è a 60 gradi. In D3 (+120 gradi) non è isodifasica completamente, ma tende ad esserlo.

    • In aVr, aVl e aVf si nota un battito prematuro: è un’extrasistole. Il Qrs è largo, quindi non passa dal nodo atrioventricolare; è quindi un’extrasistole ventricolare.

    • Si osserva il tratto St nelle derivazioni precordiali. È sopraslivellato chiaramente in V3, si vede bene anche V1, V2.

    • I segni rilevati all’Ecg riguardano un’area piuttosto estesa e in particolare cardiaca anteriore. Potrebbe essere un’ostruzione dell’arteria discendente anteriore; è solo un’ipotesi: è importante ricordare l’estrema variabilità interindividuale dell’anatomia coronarica.

Diagnosi e gestione clinica

La diagnosi clinica provvisoria, visti i sintomi e l’Ecg, è di Sindrome Coronarica Acuta con sopra- slivellamento del tratto St. È provvisoria perché si deve continuare il monitoraggio e osservare eventuali cambiamenti; potrebbe trattarsi per esempio di uno spasmo coronarico diffuso o potrebbe cambiare lo slivellamento del tratto St (aumentare, scomparire).

Il valore di troponina rilevato è di 90 ng/ml. Come detto nella lezione precedente, bisogna contestualizzare il valore secondo la storia del paziente: precedenti episodi di infarto ischemico, insufficienza renale, comorbidità e fattori di rischio (ipertesione, displipidemia).

Il paziente ha pressione e saturazione normale. È emodinamicamente stabile.

Si tratta di un infarto miocardico acuto con sopra-slivellamento del tratto St. Viene quindi informato il reparto di cardiologia di modo che venga predisposta la sala di emodinamica.

È rilevante il setting in cui ci si trova. Nel caso in cui questo evento si fosse verificato in un contesto montano (NdS: il professore fa riferimento a Cavalese), occorre mobilitare l’elicottero e in generale il trasporto verso l’ospedale. Ulteriori variabili da considerare sono il periodo del giorno (notte peggiore del dì) e la distanza dall’ospedale. Se fosse stata monomorfa i complessi Qrs sarebbero stati identici tra loro, per esempio con ritmo bi o trigemino. In presenza di instabilità elettrica miocardica, sia nel caso di un paziente con Stemi che con Nstemi, il paziente una volta defibrillato va diretto in angiografia perché è ad altissimo rischio.

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Domande da interrogazione

  1. Quali sono i sintomi principali che possono far sospettare una sindrome coronarica acuta?
  2. I sintomi principali includono dolore a morsa nella regione precordiale, come nel caso di un uomo di 50-60 anni che si presenta in pronto soccorso dopo 30 minuti dall’insorgenza del dolore. È importante notare che il sospetto non deve basarsi solo sull'età, ma anche su fattori come l'ipercolesterolemia.

  3. Quali sono le osservazioni chiave nell'analisi dell'Ecg per una sindrome coronarica acuta?
  4. Nell'analisi dell'Ecg, si osservano un battito regolare, un ritmo sinusale, e un sopraslivellamento del tratto St nelle derivazioni precordiali, in particolare in V3, V1 e V2, che suggerisce un'ostruzione dell'arteria discendente anteriore.

  5. Come viene effettuata la diagnosi clinica di sindrome coronarica acuta?
  6. La diagnosi clinica provvisoria si basa sui sintomi e sull'Ecg, evidenziando un sopraslivellamento del tratto St. È provvisoria poiché richiede monitoraggio continuo per osservare eventuali cambiamenti, come spasmi coronarici o variazioni nel sopraslivellamento.

  7. Quali fattori devono essere considerati nella gestione clinica di un paziente con infarto miocardico acuto?
  8. Nella gestione clinica, è fondamentale considerare il valore di troponina, la storia del paziente, la stabilità emodinamica e il contesto in cui si verifica l'evento, come la distanza dall'ospedale e il periodo del giorno, per garantire un intervento tempestivo e appropriato.

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