Concetti Chiave
- Esistono eccezioni nel corredo sintomatologico delle emorragie, come il sanguinamento da fistola aorto-duodenale, associato a protesi infette e sintomi atipici.
- I meccanismi di passaggio delle emorragie possono essere a valvola, portando a sintomi blandi, o a pieno canale, causando manifestazioni più gravi come rettorragia.
- La manifestazione sintomatologica delle emorragie dipende dalla sede della fonte emorragica, dall’entità e velocità della perdita di sangue.
- Negli ultimi 10-15 anni, l'incidenza dei sanguinamenti da varici esofagee è in diminuzione grazie a misure preventive contro le epatiti croniche.
- I sanguinamenti da varici si manifestano tipicamente con ematemesi e melena, ma la loro gravità può superare quella di sanguinamenti arteriosi a causa della struttura venosa più fragile.
Indice
Quali sono le eccezioni nel corredo sintomatologico?
Ci sono alcune eccezioni in questo corredo sintomatologico appena descritto. Infatti, esistono rari sanguinamenti (di solito più catastrofici), come il sanguinamento della fistola aorto-duodenale, che si manifestano con sintomi atipici.
La fistola aorto-duodenale è una comunicazione diretta tra la quarta porzione duodenale e l’aorta che in genere si viene a realizzare quando i soggetti sono portatori di una protesi impiantata per aneurisma dell’aorta addominale. La base fisiopatologica è l’infezione della protesi in cronico, la quale non dà sintomi eclatanti, ma un quadro di sub-sepsi (è un paziente settico non conclamato). Anatomicamente, si ricorda che l’aorta ha un punto di contatto cospicuo con il duodeno poco a monte del legamento di Treitz (rapporto che viene usato anche chirurgicamente in alcuni casi per accedere all’aorta in addome). La protesi aortica infetta scava e digerisce i tessuti fino a creare un tramite fistoloso diretto tra la protesi e il tubo gastrointestinale.
Meccanismi di passaggio e sintomi
Può succedere che questi meccanismi di passaggio
tra una struttura e l’altra siano a valvola, in quanto si creano delle membrane di tessuto cicatriziale che consentono il tramite in un verso e non nell’altro. I sintomi, in quest’ultimo caso, sono più blandi, altrimenti se il tramite è a pieno canale si hanno le manifestazioni prima descritte.
Invece, tutto ciò che viene perso a valle del Treitz, viene principalmente eliminato sotto forma di rettorragia: è difficile che il sangue per via anti-gravitaria riesca a distendere la parete gastrica ed essere emesso sotto forma di vomito.
Manifestazioni sintomatologiche e fattori
Quindi, la manifestazione sintomatologica dipende da diversi fattori:
• Sede della fonte emorragica;
• Entità e velocità della perdita;
• Possibilità che il sangue possa entrare in contatto con un contenuto intestinale dal pH acido.
In generale, nelle emorragie digestive alte si andranno ad osservare ematemesi, melena e vomito caffeano; nelle emorragie basse, rettorragia o, raramente, ematochezia.
Riduzione dei sanguinamenti da varici
negli ultimi 10-15 anni, l’incidenza da sanguinamenti da varici esofagee si sta riducendo progressivamente perché si stanno riducendo i fattori di rischio che portano ad epatiti croniche (e, di conseguenza, alla cirrosi). Si pensi alla vaccinazione contro il virus dell’epatite B o al programma di screening per l’epatite C. In questi casi, i pazienti solitamente vengono da aree nel mondo dove i controlli per i fattori di rischio della cirrosi non sono così radicati.
Tipicamente il sanguinamento da varici si manifesta con ematemesi e melena, , viene reso ipertrofico. Le varici possono sanguinare e, al contrario di quello che possa sembrare, i sanguinamenti venosi hanno una gravità maggiore rispetto ai sanguinamenti venosi (problema che si presenta anche in sala: le vene hanno una parete sottile e flaccida che in caso di compressione manuale nel tentativo di tamponare una rottura collabisce e non aiuta nell’emostasi). La questione si complica ulteriormente nelle “vene arterializzate” come le varici, che hanno un flusso che non sono progettate per gestire.
Domande da interrogazione
- Quali sono le eccezioni nel corredo sintomatologico dei sanguinamenti?
- Come si manifestano i sintomi in caso di meccanismi di passaggio a valvola?
- Quali fattori influenzano la manifestazione sintomatologica delle emorragie?
- Qual è l'andamento dell'incidenza dei sanguinamenti da varici esofagee negli ultimi anni?
- Perché i sanguinamenti venosi da varici sono considerati più gravi rispetto ad altri sanguinamenti?
Esistono sanguinamenti rari e catastrofici, come quello della fistola aorto-duodenale, che si manifestano con sintomi atipici, spesso legati a infezioni croniche di protesi aortiche (testo).
In caso di meccanismi a valvola, i sintomi sono più blandi, mentre un tramite a pieno canale porta a manifestazioni più gravi, con la perdita di sangue che si verifica principalmente sotto forma di rettorragia (testo).
La manifestazione dipende dalla sede della fonte emorragica, dall'entità e velocità della perdita, e dalla possibilità che il sangue entri in contatto con contenuti intestinali acidi (testo).
Negli ultimi 10-15 anni, l'incidenza dei sanguinamenti da varici esofagee è in diminuzione grazie alla riduzione dei fattori di rischio per epatiti croniche, come la vaccinazione contro l'epatite B e lo screening per l'epatite C (testo).
I sanguinamenti venosi da varici sono più gravi perché le vene hanno pareti sottili e flaccide, che non supportano bene l'emostasi, e la situazione è complicata dalle "vene arterializzate" che non gestiscono adeguatamente il flusso (testo).