Concetti Chiave
- L'età del paziente influisce sulla decisione di trasfondere, poiché i giovani attivano meglio i meccanismi di compenso rispetto agli anziani.
- La sicurezza delle trasfusioni è migliorata nel tempo grazie a controlli più rigorosi, riducendo significativamente il rischio di infezioni.
- I controlli per le donazioni includono anamnesi e test per virus, ma il rischio di infezione non è mai completamente assente.
- In casi clinici, la trasfusione può essere effettuata per precauzione, come nel caso di anemia perniciosa con carenza di vitamina B12.
- In Pronto Soccorso, si può decidere di non trasfondere se la sintomatologia è lieve e non ci sono dati critici in relazione all'età del paziente.
Indice
Importanza dell'età nella trasfusione
Nella scelta della trasfusione serve tener presente anche l’età, dato che il corpo di un giovane è in grado di attivare i meccanismi di compenso meglio (a parità di quadro clinico, un paziente di 80 anni sarebbe stato subito trasfuso). L’età incide anche nell’analisi del rischio legato alla trasfusione, non solo per quanto riguarda le complicanze immediate, ma anche per il rischio infettivo.
Sicurezza delle trasfusioni moderne
A tal riguardo, negli anni, i controlli si sono espansi, il sangue viene definito pertanto sicuro. Oggigiorno le infezioni legate alle trasfusioni sono pochissime, mentre in passato, prima dell’individuazione di Hcv c’è stata un’epidemia di epatite C nei pazienti politrasfusi, così come nel caso dell’Hiv.
Controlli e rischi delle donazioni
Per evitare contaminazioni, si fanno controlli periodici alle persone donatrici sia a livello anamnestico, che se dubbio pone la non idoneità a donare, sia tramite test per i virus noti. Il problema si pone in caso di infezione e donazione nel periodo finestra quando ancora si devono formare gli anticorpi. Il rischio zero dal punto di vista infettivo non c’è.
La scelta trasfusiva si pone anche sull’anamnesi patologica e in particolare problemi cardiaci e respiratori pongono indicazione alla trasfusione.
Caso clinico e diagnosi di anemia
In questo caso clinico il pz è stato trasfuso per un principio di precauzione. Dopo la trasfusione, l’Hb è passata a 8,6 g/dL. I restanti EEemostrano conta reticolocitaria bassa (segno di una situazione iporigenerativa), bilirubina nella norma, grande carenza di vit B12 con folati e ferro normali.
Si potrebbe sospettare un problema alimentare, dato anche il calo ponderale, ma l’esclusiva carenza di B12, fa sospettare un’anemia perniciosa. Vengono pertanto dosati gli anticorpi anti-cellule parietali gastriche che sono positivi e si supplementa vit B12 per via intramuscolo. Dopo una settimana, alla dimissione, Hb risulta in aumento, crisi reticolocitaria, gastroscopia che alla biopsia rileva flogosi cronica attiva con impronta tropica.
Se non fosse stato trasfuso, essendo all’interno di un contesto di anemia cronica, in cui Hb bassa viene maggiormente tollerata, si sarebbe potuta aspettare la terapia suppletiva di B12.
Gestione della paziente in PS
In Ps si decide di non trasfondere la pz, in quanto la sintomatologia è lieve, l’Fa all’Ecg non è databile. L’Mcv basso e i Gr nella norma posso portare a sospettare la presenza di un trait talassemico.
Le comorbidità potrebbero far propendere per una trasfusione, ma non ci sono dati critici se rapportati all’età del paziente. La citopenia trilineare potrebbe far propendere per una causa ematologica, che porta indicazione di trasfusione.
Ricovero e trattamento della paziente
Successivamente la pz viene ricoverata e trasfusa, i reticolociti erano solo lievemente aumentati, bilirubina totale ai limiti superiori (prevalentemente indiretta), nei limiti folati e vit B12, carenza marziale (per cui viene supplementata con ferro per via endovenosa). Si ha crisi reticolocitaria che porta all’aumento dell’Hb fino a 10g/dL in breve tempo.
Si effettua una gastroscopia che evidenzia un’angiodisplasia trattata con elettrocoagulazione. Andranno eseguite le emoglobine frazionate.
Domande da interrogazione
- Qual è l'importanza dell'età nella scelta della trasfusione?
- Come sono migliorate le sicurezze delle trasfusioni moderne?
- Quali controlli vengono effettuati per garantire la sicurezza delle donazioni di sangue?
- Qual è la gestione della paziente in pronto soccorso con anemia?
L'età è un fattore cruciale nella trasfusione, poiché i giovani attivano meglio i meccanismi di compenso rispetto agli anziani. Un paziente di 80 anni, a parità di quadro clinico, sarebbe trasfuso immediatamente, evidenziando come l'età influisca anche sul rischio di complicanze e infezioni legate alla trasfusione.
Negli anni, i controlli sulle trasfusioni sono aumentati, rendendo il sangue attualmente considerato sicuro. Le infezioni legate alle trasfusioni sono ora rare, a differenza del passato, quando epidemie di epatite C e HIV colpirono i pazienti politrasfusi.
Per prevenire contaminazioni, si effettuano controlli anamnestici e test per virus noti sui donatori. Tuttavia, esiste un rischio di infezione durante il periodo finestra, prima che gli anticorpi si formino, il che significa che non esiste un rischio zero dal punto di vista infettivo.
In pronto soccorso, si decide di non trasfondere una paziente con sintomatologia lieve e senza dati critici, nonostante le comorbidità. Tuttavia, successivamente, la paziente viene ricoverata e trasfusa, mostrando un aumento dell'emoglobina e una crisi reticolocitaria, evidenziando l'importanza di una valutazione attenta prima della trasfusione.