Concetti Chiave
- L'anima, secondo Aristotele, è la forma del corpo e il principio organizzatore delle funzioni corporee, con una parte razionale come funzione più alta.
- Il dualismo cartesiano di Cartesio rifiuta l'idea aristotelica di un principio di movimento intrinseco, spostando il focus sulla res extensa che si muove meccanicamente.
- La differenza tra ragione e altre facoltà secondo Cartesio è quantitativa e non qualitativa, con la ragione considerata universale rispetto alle altre funzioni mentali.
- È fondamentale non fidarsi del giudizio altrui a priori, ma esaminarlo criticamente attraverso la propria ragione, che è considerata la fonte più affidabile.
- Il metodo di Cartesio mira a persuadere piuttosto che semplicemente dimostrare, riflettendo una critica al principio di autorità e all'importanza della percezione individuale.
L'anima secondo Aristotele
Per Aristotele l’anima è la forma del corpo, il principio organizzatore delle funzioni corporee, che ha una parte razionale che è la funzione più alta. Proprio perchè ci sono le diverse funzioni, essendo forma del corpo, è anche principio di movimento.
Il dualismo cartesiano
Tutti questi concetti vengono meno in Cartesio. La res cogitans non ha più un principio di movimento, che è tutto nella res extensa, che si muove da sè in base ad un principio meccanico. È il dualismo cartesiano, che segna il distacco dal principio aristotelico, e cessala gerarchia funzionale mente-spirito. Ciò non perchè la differenza non è di tipo ontologico, ma c’è sempre un valore cognitivo in tutte le funzioni contenuto nel contenitore pensiero. L’unica differenza tra la ragione e le altre facoltà riguarda il fatto che la prima è universale, mentre le altre variano. Una differenza quantitativa, non qualitativa.
La ragione universale
Soprattutto non fidarsi mai del giudizio altrui come se fosse vero a priori, ma metterlo sotto l’attento esame della propria ragione, quella parte del pensiero che è universale e di cui ci dobbiamo fidare maggiormente. Una diffidenza che poi è anche su piano etico. È di nuova la fine del principio di autorità. Il “quadro”, il “tableau”, è ciò che ora ci vuole presentare, una sorta di “storia illustrata”, quindi non la verità, ma un qualcosa che possa persuadere. Non solo dimostrare il suo metodo, ma persuadere della sua validità. Gli è poi anche utile sapere che cosa ne pensino gli altri, per trarne istruzione. Compare come fonte evidente Montaigne, che già dall’inizio dei suoi Saggi si rivolgeva in prima persona al lettore, utilizzando quasi lo stesso stile qui ripreso da Descartes.
Domande da interrogazione
- Qual è la concezione dell'anima secondo Aristotele?
- Come si differenzia il dualismo cartesiano dalla visione aristotelica?
- Qual è l'importanza della ragione universale secondo Cartesio?
Secondo Aristotele, l'anima è la forma del corpo e il principio organizzatore delle funzioni corporee, con una parte razionale che rappresenta la funzione più alta e il principio di movimento.
Il dualismo cartesiano, proposto da Cartesio, elimina il principio di movimento dall'anima, attribuendolo alla res extensa, e segna un distacco dalla gerarchia mente-spirito di Aristotele, mantenendo però un valore cognitivo in tutte le funzioni.
Cartesio sottolinea l'importanza di non fidarsi del giudizio altrui senza un attento esame della propria ragione, considerata universale, evidenziando una diffidenza verso il principio di autorità e promuovendo un approccio critico e personale alla conoscenza.