Concetti Chiave
- Cartesio affronta il problema delle dimostrazioni matematiche in relazione alle realtà metafisiche, evidenziando l'importanza del metodo nella sua opera.
- Distinguendo tra sintesi e analisi, Cartesio sottolinea come l'analisi favorisca una comprensione euristica, permettendo al lettore di scoprire concetti in modo più personale.
- Il modello Euclideo è citato come esempio di sintesi, dove le dimostrazioni partono da postulati e assiomi, rendendo la geometria accessibile e sistematica.
- Cartesio riconosce che oltre alla sintesi, esiste anche l'analisi, un metodo rigoroso che riprende elementi già conosciuti dagli antichi e applicati nelle sue Meditazioni.
- Il Libro I degli Elementi di Euclide serve come base per costruire proposizioni più complesse, riflettendo un approccio sistematico alla geometria.
Il problema delle dimostrazioni matematiche
Il testo di riferimento in cui viene esplicitamente posto il problema è un frammento delle Risposte alle seconde obiezioni alle Meditazioni. Vi si ritrova una richiesta a Cartesio: perchè non ha dato delle dimostrazioni matematiche alle realtà metafisiche che egli stesso sostiene? Un po’ nello stesso stile dell’Etica di Spinoza, un testo di metafisica scritto nella sintassi della matematica.
Sintesi e analisi secondo Cartesio
Cartesio risponde che c’è una doppia maniera di dimostrazione. Distingue tra sintesi e analisi. La seconda ha un valore euristico, permette cioè di far sì che chi segue questo metodo capisca le cose come se le avesse trovate lui stesso. La prima invece è fatta da definizioni, postulati, assiomi, teoremi, etc.
Il modello Euclideo e la geometria
Si fa riferimento alla tradizione della sintesi in geometria a partire dagli Elementi di Euclide, cioè un trattato sistematico che parte proprio dalle fondamenta per costruire una trattazione della geometria. Ciò ha reso la sua trasmissione molto più facile rispetto ad altri testi più complessi della scienza greca, tanto che l’opera diventa il libro di testo di geometria per eccellenza dal Medioevo al Novecento. Anche se Euclide intendeva maggiormente scrivere un trattato enciclopedico e sistemare la geometria. Fondamentali sono i suoi cinque postulati: i primi tre sono delle proposizioni che valgono da punto di partenza non si dimostrano, sono cose ragionevoli che non fanno appello a dimostrazioni ma a intuizioni. Il Libro I di Euclide riflette su questo concetto, procedendo dai postulati con poi proposizioni sempre più complesse.
Cartesio, quando parla di sintesi, sappiamo esattamente che fa riferimento al modello Euclideo. Rispondendo alle obiezioni, afferma che si sta pensando appunto ad esso, ma attenzione che i matematici non utilizzano unicamente quello, ne esiste infatti anche un altro. Si tratta dell’analisi, già conosciuta dagli antichi, che Cartesio riprende nelle Meditazioni, ed è altrettanto rigorosa rispetto al metodo sintetico. Ma in effetti poi presenterà anche brevemente come si potrebbero scrivere le Meditazioni con il secondo, cioè in forma di postulati, proposizioni, etc.
Domande da interrogazione
- Qual è la distinzione fondamentale che Cartesio fa tra sintesi e analisi nelle dimostrazioni matematiche?
- Come si collega il modello euclideo alla tradizione della sintesi in geometria?
- In che modo Cartesio intende applicare l'analisi alle sue Meditazioni?
Cartesio distingue tra sintesi, che si basa su definizioni, postulati e teoremi, e analisi, che ha un valore euristico e permette di comprendere le cose come se fossero state scoperte autonomamente.
Il modello euclideo, rappresentato dagli Elementi di Euclide, è un trattato sistematico che parte da postulati fondamentali per costruire la geometria, rendendo la sua trasmissione più semplice rispetto ad altri testi complessi della scienza greca.
Cartesio riconosce l'importanza dell'analisi, già nota agli antichi, e suggerisce che le sue Meditazioni potrebbero essere scritte anche in forma di postulati e proposizioni, dimostrando così la rigorosità di questo metodo.