Concetti Chiave
- La biografia di Caravaggio include la sua formazione artistica e le opere principali, con un focus sulla sua evoluzione da giovane artista a maestro del realismo.
- Le opere giovanili di Caravaggio, come Il Ragazzo con canestro di frutta, mostrano una sensibilità realista e allegorica, esprimendo tematiche legate all'amore e alla bellezza.
- Caravaggio ha elevato la natura morta a soggetto autonomo, come dimostra la Canestra di frutta, evidenziando il contrasto tra vita e morte attraverso dettagli realistici.
- Nelle sue opere religiose, Caravaggio rifiuta l'idealizzazione, presentando santi e figure sacre in contesti quotidiani, come nel Riposo durante la fuga in Egitto.
- La Deposizione rappresenta un dramma umano profondo, con un forte realismo che evidenzia la sofferenza dei personaggi e la speranza di resurrezione attraverso simbolismi visivi.
Qual è la biografia e formazione dell'artista?
In questo appunto viene descritta la biografia, la formazione e le opere principali di Michelangelo Merisi, conosciuto in arte come Caravaggio. Si descrivono tutte le opere d'arte dell'artista, da quelle iniziali a quelle della maturità.
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Tra il '91 ed il '92 si trasferì a Roma. Secondo i suoi primi biografi, l'artista abbandonò Milano in modo precipitoso e ipotizzano fosse stato coinvolto in un omicidio. Inoltre lo descrivono già affetto da malaria, una malattia che avrebbe minato il suo fisico e reso ancora più problematico un carattere già molto difficile. Iniziò a frequentare le botteghe di alcuni mediocri pittori, per approdare infine alla bottega del Cavalier D'Arpino. Presso di lui si esercitò sui modelli classici, apprese metafore e allegorie e soprattutto produsse scene di genere con nature morte. L'artista fu sostenuto ed incoraggiato da una cerchia di raffinati conoscitori d'arte, tra cui spiccava il colto cardinale Francesco Maria Del Monte, che dal 1595 al 1598 volle anche ospitarlo nella sua dimora. Fu proprio il cardinal Del Monte a metterlo in contatto con i primi collezionisti per i quali l'artista iniziò ad eseguire una serie di ritratti di giovani presi dal vero. Per dipingere questi ragazzi di florida bellezza, chiese ai suoi amici di posare per lui. La sensibilità realista della rappresentazione è assolutamente evidente.
Opere giovanili e prime allegorie
Il Ragazzo con canestro di frutta (Olio su tela, Roma, Galleria Borghese), fu realizzata da Caravaggio nella bottega del Cavalier d'Arpino. Nel quadro, un giovare dalla spalla nuda, la testa inclinata, i capelli neri scompigliati, tiene fra le braccia un canestro colmo di frutta e guarda lo spettatore con le labbra semiaperte. L'espressione soave del ragazzo potrebbe evocare la tematica dell'Amore, in relazione al Cantico dei Cantici, il giovane potrebbe essere una personificazione dello Sposo e dunque un'allegoria del Cristo fanciullo portatore degli amorosi "frutti" della Grazia divina, rappresentati sotto forma di rigogliosa natura morta. Il Ragazzo morso da un ramarro (Olio su tela, Firenze, Fondazione Longhi), ci mostra lo stesso giovane nelle vesti di un giovane incauto, morso dal piccolo rettile che si nascondeva in un mucchietto di ciliegie. Il ragazzo è colto mentre ritrae la mano, con espressione di spavento misto a disgusto e sofferenza. L'animale simboleggia l'insidia che si nasconde nella bellezza della vita e della natura, il dolore che è sempre in agguato. Fu apprezzato per la resa del movimento, per il virtuosismo con cui seppe rappresentare la rugiada sui fiori e la boccia d'acqua in cui si riflette una finestra.
Nature morte e simbolismo
Caravaggio sosteneva il principio secondo il quale un artista deve saper imitare bene ogni soggetto naturale. L'artista eseguì varie nature morte come soggetto autonomo. La Canestra di frutta (Olio su tela, Milano, Pinacoteca Ambrosiana), fu realizzata nel 1599. L'occhio dello spettatore si perde nei dettagli, in una verifica meticolosa e ammirata della loro aderenza al "vero". Ogni frutto è riprodotto con fedeltà assoluta: i chicchi d'uva hanno la loro caratteristica patina opaca, i fichi mostrano una buccia vivida e rugosa, la mela, sebbene già bacata, presenta una superficie lucida e compatta. Alcune foglie sono turgide, altre avvizzite: è l''ennesima allusione alla morte, che si annida nella vita, corrompendola.
Bacco e il memento mori
Nel 1596 realizzò il Bacco (Olio su tela, Firenze, Uffizi), su incarico del Cardinale Del Monte, che intendeva regalarlo a Ferdinando I dei Medici in occasione del matrimonio di suo figlio, Cosimo II. Nelle vesti del dio, Caravaggio presenta non una classica figura idealizzata ma un normale ragazzo di strada. Il giovane, appoggiato a un vecchio materasso rigato dopo esserci coperto con un lenzuolo, offre allo spettatore un largo calice di vetro colmo di vino rosso. Il soggetto è accompagnato da una magnifica natura morta, che offre un altro straordinario spaccato di realtà. La chiave di lettera sarebbe offerta dal fiocco nero legato ad un dito del Bacco, tipico simbolo di morte, che nulla ha da spartire con la tradizionale iconografia del dio: la sua presenza nel dipinto è infatti apparentemente inspiegabile. Dietro la gioiosa espressione del ragazzo si celerebbe l'annuncio di un evento luttuoso e anche la frutta decomposta e le foglie secche alluderebbero al potere corruttore del tempo e avrebbero dunque la funzione di memento mori, ossia di un'ammonizione a non dimenticare mai che la vita è breve. Inoltre, la presenza della melagrana, tradizionale simbolo della Passione e resurrezione di Gesù, avvalorerebbe questa ipotesi e il calice di vino rosso che ci offre, non sarebbe un invito a far baldoria, ma l'evocazione dei mistero pasquale.
Soggetti religiosi e realismo
Alla fine degli anni Novanta, cominciò a dipingere alcuni quadri di soggetto religioso. Pur affrontando soggetti legati alla tradizione cristiana, l'artista decise di non rinnegare la sua "pittura della realtà" e, abbandonando le iconografie ufficiali, volle presentare le sue scene sacre come pitture di genere: nelle sue tele angeli, santi, persino Gesù e la Madonna non sono affatto idealizzati, tanto da sembrare personaggi tratti dalla vita quotidiana. Nel contempo iniziò a sperimentare l'impiego di una luce nuova, che invadeva la scena creando suggestivi contrasti chiaroscurali. Il Riposo durante la fuga in Egitto (Olio su tela, Roma, Galleria Doria Pamphili), del 1597, è un quadro dominato da una dolcezza estrema. Presenta la Sacra Famiglia che si ferma a riposare accanto ad un fiume, presso un bosco di querce e pioppi. La Madonna dorme abbracciata al bambino, in una posa instabile. Un angelo esile e bellissimo, suona il violino per allietarli, mentre Giuseppe gli tiene lo spartito. La sua espressione è umile, la sua figura di vecchio stanco appare assolutamente dignitosa e ispira un profondo rispetto."
La Deposizione e il dramma umano
Caravaggio, dipingendo le tele della Cappella Contarelli e della Cappella Cerasi, dimostrò di saper conferire un valore del tutto nuovo ai soggetti che gli venivano commissionati. A lui non interessò esaltare la storia sacra in generale e la storia della Chiesa in particolare adottandole come modello di riferimento essenziale. Egli volle prima di tutto raccontare una storia di uomini. L'artista voleva soltanto aderire alla verità storica e al significato più profondo del racconto biblico o evangelico. La pittura sacra di Caravaggio è dunque la presentazione di un dramma che ha come protagonisti gli umili, i soli a cui Dio decide di manifestarsi e proprio le mani e i piedi sporchi di quei santi ci spingono a ritenere che la religiosità del pittore fu profonda e sofferta. Nel mescolare il divino e l'umano, Caravaggio si spingeva talvolta oltre il lecito, cogliendo impreparate le mentalità più chiuse. Ci fu tuttavia un'opera pubblica ad essere accolta con esplicito apprezzamento dall'intero ambiente ecclesiastico. La Deposizione (Olio su tela, Città del Vaticano, Pinacoteca Vaticana), dipinta del 1603 per la cappella dedicata al guardarobiere di papa Gregorio XIII, nella Chiesa di Santa Maria in Vallicella a Roma. Il quadro ci mostra una scena di seppellimento privato, intima e silenziosa. Quello di Cristo è un cadavere vero, le cui labbra iniziano a farsi bluastre; sorreggono il suo corpo muscoloso e pesante, un giovane che ha l'onore di tenerlo per il busto sotto le ascelle e un vecchio che lo afferra per le gambe, abbracciandogli le ginocchia; l'uomo volge verso il federe il suo volto, come per renderlo partecipe dell'evento. I due personaggi sono facilmente identificabili con Giovanni e Nicodemo, al quale Caravaggio diede le sembianze di Michelangelo Buonarroti. Il contrasto fra la luce e l'ombra è drammatico. La Madonna è segnata dalle rughe, distrutta da un dolore devastante ma contenuto: con le braccia aperte sembra voler contenere il corpo del figlio morto e nel contempo accompagnarlo nella tomba dove sta per sparire. La Maddalena piange. Maria di Cleofa, spalanca le braccia al cielo, in un gesto orante (caro agli oratoriani) che appare più come una dolorosa meditazione che un urlo di dolore. Il suo atteggiamento di apertura verso l'alto è un chiaro riferimento alla futura resurrezione del Cristo e non è l'unico: si noti come la mano abbandonata di Gesù indica con le dita il numero tre (terzo giorno della resurrezione); si notino ancora la pianta del fico (le cui foglie si intravedono appena nel buio dello sfondo), che tradizionalmente è simbolo di salvezza e di redenzione e, in basso a sinistra accanto al cadavere, la pianta di tasso barbasso, simbolo di resurrezione.
Domande da interrogazione
- Qual è l'importanza della figura del cardinal Francesco Maria Del Monte nella vita di Caravaggio?
- Come Caravaggio rappresenta il concetto di memento mori nelle sue opere?
- In che modo Caravaggio ha innovato la rappresentazione dei soggetti religiosi?
- Qual è il significato della scena rappresentata nella Deposizione di Caravaggio?
- Quali elementi caratterizzano le nature morte di Caravaggio?
Il cardinal Del Monte fu un importante sostenitore di Caravaggio, ospitandolo e mettendolo in contatto con collezionisti, permettendo così all'artista di iniziare a eseguire ritratti e opere significative (testo).
Caravaggio utilizza simboli come il fiocco nero nel dipinto di Bacco e la frutta decomposta per richiamare l'attenzione sulla brevità della vita e sull'inevitabilità della morte (testo).
Caravaggio ha scelto di rappresentare figure religiose come santi e angeli in modo realistico e umano, abbandonando le iconografie tradizionali per mostrare la loro connessione con la vita quotidiana (testo).
La Deposizione mostra un momento intimo e drammatico del seppellimento di Cristo, evidenziando il dolore umano e la verità storica, con personaggi che esprimono una profonda sofferenza e umanità (testo).
Le nature morte di Caravaggio sono caratterizzate da un'accurata imitazione della realtà, con dettagli meticolosi che evidenziano la bellezza e la corruzione della vita, come dimostrato nella Canestra di frutta (testo).