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Concetti Chiave

  • Bacco è rappresentato come un giovane avvolto in un lenzuolo, con una coppa di vino rosso e una ghirlanda di foglie di vite, simboli di una realtà che riflette il passare del tempo.
  • La "Vocazione di San Matteo" cattura il momento in cui Gesù sceglie Matteo come Apostolo, evidenziando l'importanza della luce che illumina la scena e simboleggia la grazia divina.
  • Matteo, sorpreso, indica se stesso mentre gli altri sono concentrati sui loro denari, sottolineando la chiamata universale di Dio e la libertà di scelta tra salvezza e dannazione.
  • Nella "Crocifissione di San Pietro", Caravaggio mostra Pietro crocifisso a testa in giù, accentuando un'atmosfera cupa e drammatica, con un'illuminazione che definisce i corpi e crea una forte discontinuità compositiva.
  • La rappresentazione della luce è centrale nelle opere di Caravaggio, contribuendo a modellare i personaggi e a trasmettere un messaggio di intensa spiritualità e realismo.

Che cosa rappresenta Bacco e la natura morta?

• Bacco (negli Uffizi): in questo periodo (1590-1600) dipinge ritratti di adolescenti spesso con nature morte (Ragazzo con canestra di frutta, Bacchino malato). Nel Bacco il giovane è adagiato su un triclinio e avvolto da un lenzuolo, come fosse una veste romana. È per questo che Bacco ha anche una ghirlanda di foglie di viti sulla testa di capelli neri e ricci. Il volto è ruotato di tre quarti e inclinato in avanti, leggermente arrossato: l’espressione è enigmatica e assorta nei propri pensieri. Regge una coppa di vetro colpa di vino rosso con il pollice e l’indice. Il vino è versato dall’ampia bottiglia appoggiata sul tavolo. In primo piano la natura morta anticipa i modi della Canestra di frutta, perché anche qui troviamo frutti marci e foglie secche (simbolo del tempo che passa e fa cambiare tutto).

L’atmosfera è fosca e quasi mistica. Se interpretato in chiave cristiana, il giovane sarebbe il Salvatore e il vino, la melagrana spaccata, la cintura nera che stringe con la mano destra e il drappo nero alla destra della canestra di frutta sarebbero chiari simboli della Passione di Cristo. Si vuole ristabilire il gusto della realtà sulla bizzarria tardo-manierista.

Vocazione di San Matteo

• Vocazione di San Matteo (una delle tre grandi tele che decorano la Cappella Contarelli nella chiesa romana San Luigi dei Francesi): si raffigura, in locale oscuro e disadorno, il momento in cui Gesù, come descritto dal Vangelo, sceglie il gabelliere (esattore delle tasse) Matteo come suo Apostolo. All’estrema destra della tela abbiamo San Pietro, quasi di spalle che indica appena, e Cristo, che tende il braccio destro verso il futuro Apostolo.

Matteo è seduto al tavolo con quattro compari e, stupito dall’invito, istintivamente indica se stesso, interrogativo, per verificare se il Signore cercasse proprio lui. Solo Matteo e i due giovani di destra si accorgono di Cristo, che lo guardano. Il vecchio con gli occhiali e il giovane a capotavola sono troppo occupati a contare i propri denari. Questo ci fa capire anche quanto Caravaggio volesse dire che la chiamata di Dio è rivolta a tutti e ognuno è libero di accettarla o no (salvezza o dannazione).

Ma la vera protagonista della tela è la luce giallastra che squarcia la penombra, immaginata provenire da una porta che dà sull’esterno, dove sembrano essere entrati anche Cristo e Pietro. La luce giallastra fa apparire chiaramente lo squallore del luogo. È chiaro quanto Caravaggio si fosse ispirato alle bettole di Roma da lui frequentate. Grazie alla luce le figure prendono forma e si trasformano in personaggi dipinti con eccelso realismo. La luce è anche un simbolo, essendo alle spalle di Gesù e con il suo braccio teso sembra indirizzarla sugli altri, illuminati e quasi accesi. La luce è ideale: è la grazia divina, che congela le espressioni di ognuno in maniera assoluta (astrazione dallo spazio e dal tempo). Il realismo riguarda sia i personaggi, ma anche le posture e gli abiti di questi. Ma la rappresentazione di sacro ha ben poco: sembra più una scena di genere che un evento religioso. Anche l’aureola di Cristo, unico indizio della sua natura divina, è appena percepibile e forse aggiunta successivamente per accontentare la committenza essendoci troppo “laicismo”. Caravaggio credeva però che anche nei cuori di quelli che sembrano meno degni può essere incontrata la divinità.

Crocifissione di San Pietro

• Crocifissione di San Pietro (nella Cappella Cerasi della chiesa di Santa Maria del Popolo): Caravaggio reinterpreta personalmente temi religiosi usuali. Molte opere infatti sono contestate o rifiutate dai committenti. È una grande tela che raffigura il drammatico momento in cui San Pietro, dopo aver dichiarato di non essere degno di venire ucciso come Gesù, viene crocifisso, ma a testa in giù. L’atmosfera è cupa e drammatica, mentre i tre carnefici cercano di innalzare la croce (al contrario). L’uomo in ginocchio è orientato sulla diagonale del dipinto e punta i piedi al suolo per sorreggere con la spalla sinistra la croce, appesantita dal corpo di Pietro, inchiodato su questa. Il secondo uomo ha la testa ruotata di tre quarti verso il Santo martire sorregge la base della croce con entrambe le braccia. Il terzo è prospetticamente più arretrato e tira con forza la fune, più o meno parallela alla diagonale dell’opera, per incrementare la sensazione generale di sforzo. Pietro è l’unico illuminato totalmente e tenta di raddrizzarsi per contrastare istintivamente il rovesciamento (istinto studiato da Caravaggio dal vero, magari facendo provare la posizione a un suo garzone di bottega). Il torso è possente, michelangiolesco e inclinato in direzione opposta a quella dei carnefici: si crea immediatamente in chi guarda un senso di discontinuità compositiva. Il volto di Pietro è espressivo e grandioso. L’ambientazione è povera e nuda (ritenuta quasi blasfema) e la luce è sempre la protagonista: proviene dall’alto, a sinistra, e modella i corpi dei personaggi impedendo loro di perdersi nelle tenebre sullo sfondo.

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Domande da interrogazione

  1. Qual è il significato simbolico del vino e della frutta nel dipinto "Bacco"?
  2. Nel dipinto "Bacco", il vino e la frutta marcia simboleggiano il passare del tempo e la Passione di Cristo, con elementi come la melagrana e il drappo nero che richiamano chiaramente temi religiosi.

  3. Come viene rappresentata la luce nella "Vocazione di San Matteo"?
  4. La luce giallastra nella "Vocazione di San Matteo" è fondamentale, poiché illumina i personaggi e simboleggia la grazia divina, evidenziando il contrasto tra il sacro e il profano, e rendendo la scena quasi un momento di genere piuttosto che un evento religioso.

  5. Qual è l'interpretazione di Caravaggio della figura di San Pietro nella "Crocifissione di San Pietro"?
  6. Caravaggio ritrae San Pietro in una posizione drammatica e umile, crocifisso a testa in giù, enfatizzando il suo senso di indegnità e la sofferenza, mentre la luce modella il suo corpo, rendendolo l'unico elemento completamente illuminato nella scena.

  7. In che modo Caravaggio utilizza il realismo nelle sue opere?
  8. Caravaggio impiega un realismo straordinario nei suoi dipinti, rappresentando i personaggi con posture e abiti autentici, come evidenziato nella "Vocazione di San Matteo", dove la scena è ambientata in un contesto povero e quotidiano, riflettendo la vita reale.

  9. Qual è l'atmosfera generale delle opere di Caravaggio descritte nel testo?
  10. Le opere di Caravaggio, come "Bacco", "Vocazione di San Matteo" e "Crocifissione di San Pietro", presentano un'atmosfera cupa e drammatica, caratterizzata da un uso intenso della luce e da una rappresentazione realistica che sfida le convenzioni religiose tradizionali.

Domande e risposte

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