Concetti Chiave
- Machiavelli analizza i principati di nuova costituzione, presentando figure storiche come Mosè, Romolo, Teseo e Ciro come esempi di leader che hanno creato Stati attraverso virtù e armi proprie.
- Il settimo capitolo focalizza su Cesare Borgia, elogiato per la sua capacità di assoggettare territori grazie all'aiuto della fortuna e della violenza, dimostrando una visione pragmatica della politica.
- Machiavelli sottolinea che i principati costruiti con l'assistenza della fortuna possono essere ottenuti e persi rapidamente, evidenziando l'instabilità del potere.
- La figura di Borgia rappresenta il principe ideale secondo Machiavelli, che ammira la sua astuzia e la sua brutalità nel contesto politico dell'epoca.
- La caduta di Cesare Borgia, raccontata da Guicciardini, è attribuita a un avvelenamento accidentale, che segna la perdita del suo potere e il cambio della fortuna.
Indice
Quali sono i modelli di principati nuovi?
Dal sesto capitolo Machiavelli parla dei principati di nuova costituzione e introduce dei modelli molto alti per permettere all’uomo di avvicinarsi ad essi (la situazione viene resa chiara nel 26 capitolo). I modelli considerati da Machiavelli sono Mosè, Romolo, Teseo (Atene) e Ciro (impero persiano). Essi rappresentano quattro esempi di personaggi illustri che hanno dato vita ad uno Stato nuovo avvalendosi di armi proprie e della propria virtù. Il sesto capitolo è infatti dedicato ai principati nuovi che vengono costituti grazie alla virtù (=capacità politica e abilità militare) e ad armi proprie. La fortuna offre solo un’occasione a questi personaggi: per Mosè fu quella di trovare il proprio popolo schiavo in Egitto (condizione negativa dalla quale creò un nuovo stato libero dalla schiavitù); per Romolo l’occasione fu quella che non ci fosse spazio per lui ad Albalonga (venne abbandonato e poi trovato dalla lupa); per Teseo l’occasione fu la divisione dell’Attica (che poi unificò e fondò Atene); per Ciro l’occasione fu quella di trovare i persiani da lungo assoggettati ai medi, che ormai si erano tranquillizzati (poi i persiani assoggettarono i medi e venne creato l’impero persiano). Queste situazioni alludono alla situazione dell’Italia del tempo (assoggettata, divisa e resa schiava). Rivolgendosi a Lorenzo dei Medici, Machiavelli gli dirà che ha l’occasione di salvare l’Italia.
Esempi di virtù e fortuna
Il settimo capitolo è dedicato ai principati che vengono costruiti con l’aiuto della fortuna e con le armi altrui. Qui Machiavelli celebra come personaggio ideale Cesare Borgia, detto il Valentino, e figlio di Alessandro VI e di una sua cortigiana. Papa Alessandro VI gli da un esercito e gli consente di costituire uno Stato nuovo nel territorio della Romagna. La Romagna era famosa per i contrasti tra le famiglie della città e ad esempio nella Divina Commedia, Guido da Montefeltro chiede a Dante se essa si trovi in pace e Dante risponde che stranamente in quel periodo lo era. Machiavelli ammira Cesare Borgia perché riesce ad assoggettare i territori, porli sotto il suo controllo e creare uno stato che sembrava forte grazie alla fortuna di aver il padre papa e grazie all’esercito che egli gli aveva offerto. Nell’assoggetare la Romagna, Borgia aveva dimostrato la sua virtù, comportandosi in maniera astuta e violenta (=elimina fisicamente i suoi avversarsi invitandoli ad un banchetto e uccidendoli). Mentre Dante ritiene i traditori degli ospiti dei grandi peccatori, Machiavelli elogia ed ammira Borgia e le sue azioni, perché la lotta politica dell’epoca era talmente violenta che lottare così era l’unico modo. Per Machiavelli i principati costituiti con l’aiuto della fortuna vengono creati in breve tempo ma si possono anche perdere in breve tempo, se solo la fortuna muta di aspetto.
La caduta di Cesare Borgia
Borgia infatti perde rapidamente il suo Stato e ciò viene raccontato da Francesco Guicciardini (contemporaneo di Machiavelli, che invece da l’episodio per conosciuto). Guicciardini ricostruisce il modo in cui Borgia aveva perso il suo potere: Borgia aspettava degli ospiti che aveva deciso di avvelenare e aveva dato ordine ai suoi servi di non servire il vino (segretamente avvelenato) se non dietro suo ordine. Prima di Cesare arriva Alessandro VI, accaldato e assetato in una giornata d’Agosto, e gli viene servito il vino inconsapevolmente avvelenato. Poco dopo lo raggiunge Cesare e beve il vino avvelenato anche lui. Il padre essendo anziano muore mentre Cesare resta malato per un lungo periodo. In questo periodo viene eletto Giulio II come papa, che essendogli ostile lo fa imprigionare ed allontanare. Borgia appare comunque come il principe ideale perché aveva saputo costruire uno stato forte basandosi su astuzia e violenza.
Domande da interrogazione
- Quali sono i modelli di principati nuovi secondo Machiavelli?
- Come Cesare Borgia ha dimostrato la sua virtù nel costruire il suo Stato?
- Qual è il ruolo della fortuna nella creazione dei principati secondo Machiavelli?
- Qual è la critica di Machiavelli nei confronti della visione di Dante sui traditori?
- Come si conclude la storia di Cesare Borgia secondo Guicciardini?
Machiavelli identifica Mosè, Romolo, Teseo e Ciro come modelli di principati nuovi, sottolineando che questi leader hanno creato Stati grazie alla loro virtù e armi proprie, approfittando di occasioni fornite dalla fortuna.
Cesare Borgia ha mostrato la sua virtù attraverso astuzia e violenza, riuscendo ad assoggettare la Romagna e a creare uno Stato forte grazie all'esercito fornito dal padre, Papa Alessandro VI.
La fortuna gioca un ruolo cruciale, offrendo opportunità che i leader devono saper cogliere; tuttavia, Machiavelli avverte che i principati costruiti con l'aiuto della fortuna possono essere persi rapidamente se la fortuna cambia.
Machiavelli contrasta la condanna di Dante verso i traditori, elogiando invece le azioni di Borgia, poiché ritiene che in un contesto politico violento, l'astuzia e la violenza siano necessarie per la sopravvivenza.
Guicciardini narra la caduta di Borgia, che perde il potere a causa di un avvelenamento accidentale del vino, che colpisce sia lui che il padre, portando alla sua imprigionamento e allontanamento da parte del nuovo papa Giulio II.