Indice

  1. Com’è la cappella del lazzaretto? Che cosa simboleggia? Quali altre chiese si sono viste nel romanzo?
  2. Quali sono i passi essenziali della predica di Padre Felice?
  3. La processione dei convalescenti
  4. La “preghiera” di Renzo. Quali altre occasione di preghiera sono presenti nel romanzo?
  5. Renzo è oggetto di un ennesimo equivoco
  6. Quali sono le prime parole di Lucia che Renzo ode? Sono in sintonia col personaggio così come lo conosciamo?
  7. Come propone Renzo di sostituire il voto? A quali argomenti ricorre Renzo nel tentativo di dissuadere Lucia dal voto?
  8. Quali espressioni di Lucia ne rivelano l’amore per Renzo, nonostante essa insista con il rifiuto?
  9. Insieme a chi è ricoverata Lucia
  10. Con quali motivazioni padre Cristoforo può sciogliere Lucia dal voto?
  11. Il “discorso nunziale” di padre Cristoforo presenta i temi fondamentali del romanzo. Quali sono?
  12. Che cosa consegna Padre Cristoforo a Lucia?
  13. Un altro corredo per Lucia
  14. Le ultime parole di padre Cristoforo
  15. Quelli che muoiono, bisogna pregare Iddio per loro...": la costruzione della frase è irregolare. Come si definisce questo costrutto?

Com’è la cappella del lazzaretto? Che cosa simboleggia? Quali altre chiese si sono viste nel romanzo?

La cappella del lazzaretto ha una forma ottagonale ed occupa la parte centrale del luogo. Inizialmente lo spazio fra le colonne era vuoto. L’altare è eretto nel contro, proprio sotto la cupola, in modo tale che potesse essere vista da tutte le parti del campo. Essa è il simbolo della religiosità che pervade tutto il romanzo. Nell’opera, non troviamo molte chiese: durante la visita pastorale del cardinale Federigo è prevista una cerimonia religiosa nella chiesa parrocchiale del paese che, però, non viene descritta. Si accenna alla chiesa annessa al convento dei cappuccini a Milano. Renzo rimane abbagliato dalla maestosità del duomo che in alcune occasioni, gli serve da punto di riferimento.

Quali sono i passi essenziali della predica di Padre Felice?

Il frate esorta i fedeli a ringraziare il Signore, a fare buon uso della vita che è stata così miracolosamente conservata, a non abbandonarsi ad una gioia sfrenata e ad iniziare a vivere una vita improntata alla carità cristiana. Infine chiede umilmente perdono nel caso in cui non abbia adempiuto alla missione in modo consono e quindi impartisce la benedizione e dà avvio alla processione. Questo gesto suscita molta commozione fra la folla.

La processione dei convalescenti

Una volta finito il discorso, padre Felice si mette alla guida del corteo, portando una croce. La processione è ordinata in modo rigido. Essa è aperta dai fanciulli; le donne seguono subito dopo e in coda abbiamo gli uomini. Chiudono la processione i carri che trasportano i convalescenti, ancora troppo deboli per camminare autonomamente

La “preghiera” di Renzo. Quali altre occasione di preghiera sono presenti nel romanzo?

Renzo assiste con attenzione alla processione dei guariti, ma con grande delusione, non scorge il volto di Lucia. Ora resta l’unica possibilità che la ragazza abbia contratto la peste, ma che non sia ancora guarita. Con questo briciolo di speranza si reca alla cappella, si inginocchia e prega Dio. La sua preghiera è un insieme di parole confuse, di frasi interrotte, di lamenti di promesse e di richieste. Al termine si sente più rincuorato. Nel romanzo le occasione di preghiera sono numerose e si collocano nei momento più pericolo, più dolorosi o che segnano un cambiamento psicologico:
a. Lucia, prigioniera nel castello dell’Innominato, prega prima di fare alla Vergine il voto di castità
b. La preghiera di padre Cristoforo e di Renzo per don Rodrigo, affinché Dio sia misericordioso e salvi la sua anima
c. Il concetto del “coraggio della preghiera” che emerge durante il colloquio fra il cardinale Federigo e don Abbondio
d. La preghiera del “Padre nostro” interrotta da Renzo: non può continuare perché non può dire che perdona don Rodrigo poiché nel suo cuore sta maturando la vendetta
e. La preghiera di padre Cristoforo nel lazzaretto, in concomitanza con lo scioglimento del voto di Lucia.

Renzo è oggetto di un ennesimo equivoco

Nel romanzo, gli equivoci di cui Renzo è vittima sono numerosi: bravo, ladro e sovversivo, untore ed ora monatto. Distrattamente, ha dimenticato di togliersi dal piede il campanello, ossia il segno di riconoscimento usato dai monatti. Egli si affretta a liberarsene

Quali sono le prime parole di Lucia che Renzo ode? Sono in sintonia col personaggio così come lo conosciamo?

Le prime parole di Lucia che Renzo ode, mentre si sta togliendo il campanello sono contrassegnate da un tono soave e soprattutto da una forte religiosità e nella fiducia nell’opera della Provvidenza, oltre che dal buon senso. Tutto questo è in linea con la personalità e con l’esistenza di Lucia

Come propone Renzo di sostituire il voto? A quali argomenti ricorre Renzo nel tentativo di dissuadere Lucia dal voto?

Renzo ha un comportamento molto pragmatico. Affinché Lucia receda dal voto egli ricorre a delle argomentazione logiche. Innanzitutto ricorda alla ragazza che la promessa di matrimonio è antecedente al voto di castità e per questo motivo Lucia non poteva disporre del proprio futuro, dato che aveva già preso un impegno, molto vincolante. In cambio del voto, propone a Lucia di chiamare la prima figlia Maria, in onore della Vergine cosa, che secondo lui, avrebbe fatto molto più piacere alla Madonna, poiché non avrebbe rovinato la vita a due esseri umani.

Quali espressioni di Lucia ne rivelano l’amore per Renzo, nonostante essa insista con il rifiuto?

Lucia è vittima di un confitto interiore; ha fatto voto di virginità alla Madonna, ma nel fundo del suo cuore è ancora innamorata. Respinge Renzo non perché non lo desidera più ma dovere religioso. Le frasi che tradiscono l’esiste dell’amore sono: “Oh Signore! Renzo! ………."Siete qui? Oh Vergine santissima! Ma come? state bene?.......... Io vi ho sempre voluto bene, Renzo..." [...] "Non mi fate parlare, Renzo, non mi tormentate. Se io non vi volessi bene... Ma che mi fate dire? Andate, per carità, andate…..”
La sofferenza della ragazzo dimostra l’affetto che essa prova ancora per Renzo.

Insieme a chi è ricoverata Lucia

La donna ricoverata nel lazzaretto con Lucia è una ricca vedova (chiamata anche la mercantessa), di circa 30 anni. In pochi giorni la peste le aveva strappato il marito e i figli. Le due donne avevano stretto amicizia e deciso di vivere insieme

Con quali motivazioni padre Cristoforo può sciogliere Lucia dal voto?

Padre Cristoforo osserva che Lucia non avrebbe potuto offrire la volontà di un altro, a cui era già obbligata, e che, se non ci fosse stato un altro motivo per mantenere la promessa, egli avrebbe potuto scioglierlo da ogni obbligo che avesse potuto contrarre. Lucia chiede di essere sciolta dal voto e padre Cristoforo esaudisce immediatamente il suo desiderio.

Il “discorso nunziale” di padre Cristoforo presenta i temi fondamentali del romanzo. Quali sono?

Il frate pronuncia un discorso che certamente don Abbondio non sarebbe stato capace di pronunciare di fare. Invita i due giovani a ringraziare Dio che aveva permesso di ritrovarsi, nonostante tante sofferenze e vicissitudini.

Che cosa consegna Padre Cristoforo a Lucia?

Terminato il “discorso nunziale”, padre Cristoforo consegna a Lucia una piccola scatola di legno che contiene quanto rimaneva di quel pane che aveva chiesto per carità alla famiglia dell’ucciso, raccomandando ad entrambi di mostrarlo ai figli che sarebbero nati, insegnando loro di perdonare sempre e di pregare per lui.

Un altro corredo per Lucia

Nel capitolo XXX, l’Innominato, quando i fuggiaschi lasciano il castello per ritornare alle loro case, consegna ad Agnese un corredo destinato a Lucia. Anche la mercantessa, nel capitolo XXXIV si fa avanti per occuparsi del corredo per Lucia.

Le ultime parole di padre Cristoforo

Queste sono le ultime parole del frate, ormai morente: «Se mai scoprirete nei vostri cuori qualche risentimento per il passato, pregate per colui che vi ha fatto del male. Ringraziate Dio che vi ha guidati attraverso tante prove, e amatevi l'un l'altro come fratelli in Cristo” Con la consegna del padre del perdono e con lo scioglimento del voto di Lucia, la missione terrena di fra Cristoforo si conclude, dando prova fino all’ultimo del valore cristiano del perdono e della carità.

Quelli che muoiono, bisogna pregare Iddio per loro...": la costruzione della frase è irregolare. Come si definisce questo costrutto?

Questa è la frase che Renzo pronuncia dopo aver ritrovato Lucia sana e salva ne lazzaretto. La frase significa che i morti devono essere rispettati, però il dolore non deve impedire di continuare a vivere. Dal punto di vista retorico si tratta di un anacoluto. Si ha un anacoluto quando la frase comincia con il soggetto, che viene lasciato e la frase continua con una struttura grammaticale differente. Fa parte di un registro linguistico popolare, a cui Manzoni ricorre per rendere più spontanea e immediata la situazione.

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