Questionario
1) La convinzione del cardinale che “la vita è il paragone delle parole” è ricordata implicitamente all’inizio del capitolo.2) Le due accuse che il cardinale rivolge a don Abbondio.
3) Il doppio registro espressivo di don Abbondio durante il colloquio.
4) “I pareri di Perpetua”: a che cosa si riferisce don Abbondio?
5) Anche don Abbondio sembra, ad un certo punto commosso dalle parole del cardinale.
6) I cento scudi e l’imbarazzo di Agnese.
7) Il ricordo di Renzo nelle parole di Lucia.
8) L’affetto di Agnese per Renzo.
9) Renzo nelle parole del governatore. Il caso Renzo diviene addirittura occasione di contrasto politico fra il Ducato di Milano e la Repubblica di Venezia.
10) Le chiacchiere sulla scomparsa di Renzo.
11) Lo pseudonimo di Renzo
12) Perché il cardinale non riesce ad avere notizie certe su Renzo?
13) Le vicende di Renzo e di Lucia dopo la separazione: analogia e differenze.
Proposta di soluzione
1) Il cardinale Federigo ha chiesto a don Abbondio che cosa l’avesse spinto ad aver paura, che cosa avesse fatto per i Renzo e Lucia o che cosa avesse pensato di fare. Questo significa che don Abbondio non si deve limitare a predicare gli insegnamenti della Chiesa,. Ma anche, e soprattutto, applicarli concretamente nella vita quotidiana. Questo è il principio chi ha sempre caratterizzato anche la vita del cardinale.2) Il cardinali gli rimprovera di aver anteposto la sua incolumità al doveri sacerdotali. In pratica gli contesta di non aver voluto celebrare il matrimonio e di non aver fatto nulla per prendere le difese dei deboli. In sintesi, si può dire che don Abbondio si è dimostrato egoista e pauroso e non ha tenuto conto che i pericoli, nella vita sacerdotale sono uno strumento per evidenziare la propria fede, come succedeva con i martiri.
3) Quando si rivolge direttamente al cardinale, don Abbondio adopera un linguaggio, forbito, ossequioso, riverente e molto formale. Tuttavia, quando riflette, dando luogo ad un soliloquio interiore il suo modo di esprimersi diventa più comune, popolare e a volte anche venato da un tono volgare.
4) Dopo l’incontro con i bravi, don Abbondio, alla fine, informa Perpetua dell’accaduto. La donna lo consiglia di ricorrere al cardinale, un parere che il curaro rifiuta categoricamente di seguire e preferisce, invece, temporeggiare.
5) Doi fronte alle parole di rimprovero del cardinale, don Abbondio si rende conto di essere stato un vigliacco e un egoista e di non aver fatto nulla di concreto per aiutare Renzo e Lucia: infatti egli ha mancato di fede e al suo dovere di sacerdote. La sua commozione lo porta a riflettere amaramente sui propri limiti e sulla mancanza di fiducia nella Provvidenza.
6) Cento scudi sono la somma di denaro che l’Innominato, tramite il cardinale, fa avere ad Agnese, affinché servano per la dote di nozze di Lucia. La donna non aveva mai visto tanti soldi tutti insieme e prova sbigottimento. Tuttavia essa, come sempre mantiene un atteggiamento prudente e, associando il cardinale al suo mondo fatto di chiacchiere e di malignità, preda il prelato non dir nulla a nessuno del regalo fatto perché gli abitanti del paese sarebbero subito pronti e malignare. Come si addice ad un bene prezioso quanto inaspettato, si affetta a rientrare a casa e a nascondere il gruzzolo nel materasso: tutto il giorno non farà altro che far progetti sul futuro della figlia.
7) Lucia svela alla madre di aver fatto un voto alla Vergine e pertanto non potrà più sposarsi con Renzo. La donna rimane esterrefatta e chiede alla figlia che cosa ne sarà del giovane. La risposta della ragazza è la seguente: “Ah!” esclamò Lucia, riscotendosi, “io non ci devo pensar più a quel poverino. Già si vede che non era destinato….Vedete come pare che il Signore ci abbia voluti proprio tener separati. E chi sa?.... ma no,: l’avrà preservato Lui da pericoli, e lo farà essere fortunato anche di più, senza di me” Il termine “poverino, rivela un atteggiamento quasi materno nei confronti di Renzo (per altro ripetuto successivamente) ed indica la consapevolezza del dolore che il voto arrecherà al fidanzato. Lucia è ancora presa da un forte sentimento amoroso nei confronti dui Renzo; infatti chiede alla madre di incaricare una persona fidata di scrivergli una lettera per raccontargli l’accaduto ed è certa che egli capirà, timoroso di Dio (un motivo per cui Lucia ha sempre amato Renzo). Lucia è preoccupata e chiede alla madre di fargli avere anche la metà della somma avuta dall’Innominato, perché ne ha veramente bisogno. In sintesi, si può dire che, nonostante il voto, l’amore d Lucia per Renzo resta immutato e a questo sentimento si unisce la preoccupazione per la sua attuale e incerta situazione materiale e il desiderio di volerlo aiutare economicamente: il legame fra i due fidanzati è ancora profondo.
8) Agnese prova molto affetto per Renzo che considera come un figlio, fin dall’inizio, Fra l’altro accetta con piacere di dividere la somma con lui, anche se si prospetta la certezza che i due giovani non convoleranno più a nozze.
9) Senza volerlo, Renzo si trova coinvolto in una questione diplomatica fra il Ducato di Milano e la Repubblica di Venezia. Il governatore di Milano, don Gonzalo Fernandez di Cordoba, considera Renzo un brigante, riconosciuto pubblicamente come tale, un promotore di rivolte popolari e di saccheggio e perfino un omicida. Venuto a sapere che si era trasferito nel bergamasco (territorio in quel tempo sotto la giurisdizione di Venezia), aveva preso serrati contatti con il rappresentante diplomatico di Venezia per poter arrestare quel delinquente. Ma Venezia aveva interesse a mantenere sul proprio territorio degli operai originari di Milano che sapessero lavorare la seta e per questo motivo qualcuno, segretamente, avverte Bortolo di ciò che si stava prospettando per Renzo: Renzo cambia nome e si trasferisce in un’altra filanda, distante circa 15 miglia. Da parte sua Venezia chiede informazioni sulla persona ricercata, ma, forse volutamente e senza troppo insistere, non è in grado di avere notizie certe. Don Gonzalo, occupato in faccende molto più importanti, lascia perdere l’indagine.
10) Come sempre succede nei paesi, la gente, resasi conto che Renzo è scomparso, comincia a chiacchierare e a fare delle supposizioni chiedendo, spesso con insistenza, perché egli se ne sia andato e dove si trovi ora. Bortolo fornisce alcune informazione, ma resta sempre nel vago e dandole comunque per non certe.
11) Renzo assume il nome fittizio di Antonio Travolta per sfuggire alla cattura e riprende il suo vero nome soltanto quando le ostilità fra Venezia e Milano saranno concluse. All’inizio, egli deve abituarsi al nuovo none e a volte passa anche per un individuo un po’ sbadato e tonto. Rivolta è un paese sulle rive dell’Adda, non lontano da Lecco e il cognome che ne deriva è assai diffuso in Lombardia.
12) Il cardinale non riesce ad avere notizie certe su Renzo perché Bortolo, intuendo che la richiesta provenga da una persona di rilievo nella società, ritiene opportuno rispondere nello stesso modo e dando le notizie di cui è in possesso per incerte e per sentite dire.
13) Renzo e Lucia si separano a Monza. Lucia si trasferisce nel convento, sotto la protezione della Monaca di Monza, viene rapita dall’Innominato, su richiesta di don Rodrigo, grazie anche all’intervento del cardinale ritrova la libertà e l’Innominato si converte, viene ospitata con affetto in casa del sarto ed infine si trasferisce da donna Prassede che la vuole rieducare, facendole dimenticare Renzo.
Renzo, lasciata Lucia a Monza, si trasferisce a Milano, dove è convolto nel tumulto popolare di S. Martino. Ritenuto il capo dei rivoltosi riesce a fuggire e rifugia nel bergamasco dal cugino e per sfuggire di nuovo agli sbirri è costretto a cambiare nome e luogo di lavoro.
Le analogie sono diverse. Entrambi
- sono sradicati dal proprio luogo natale
- vivono in una condizione di solitudine, da esiliati, e sempre in presenza di un pericolo continuo
- provano una grande solitudine interiore che li costringe a fare i conti con la paura (Lucia nel castello dell’Innominato, Renzo nel viaggio verso il bergamasco)
- mantengono una solida fede nell’opera della Provvidenza divina
Le situazioni in cui i due giovani sono coinvolti di volta in volta sono diverse, come diverse sono le reazioni.