Concetti Chiave
- Manfredi, figlio di Federico II di Svevia, morì valorosamente a Benevento nel 1266, continuando il progetto paterno di controllo sull'Italia.
- Nonostante una sepoltura onorevole da parte dell'esercito avversario, il corpo di Manfredi fu dissepolto dall'arcivescovo di Cosenza, simbolo di oltraggio e assenza di Dio.
- Dante inserisce Manfredi nel purgatorio, ritenendo che si sia pentito in punto di morte, sfidando la dottrina della confessione obbligatoria.
- Attraverso Manfredi, Dante critica la Chiesa, accusandola di non rappresentare la misericordia divina e di agire come potenza politica.
- Dante trae ispirazione da modelli nobili come Orlando e David per descrivere Manfredi, enfatizzando sia la sua bellezza che la sua vulnerabilità.
Qual è il destino di Manfredi?
Manfredi era figlio di Federico II di Svevia, il quale aveva tentato di riportare l’Italia sotto il controllo tedesco: Molti comuni infatti, si erano appoggiati al papa per svincolarsi dall’autorità imperiale.
Manfredi porto avanti il progetto del padre, ma morì combattendo valorosamente a Benevento nel 1266.
La sepoltura di Manfredi
L’esercito avversario francese gli riconobbe la dignità di combattente e gli diede una sepoltura onorevole, ma l’arcivescovo di Cosenza, per volere del papa, disseppellì il suo corpo e lo portò fuori del Regno delle due Sicilie. Venne portato in processione con le luci spente: Ciò è segno dell’assenza di Dio; inoltre i funerali al buio erano destinati a coloro che non meritavano una degna sepoltura.
Nonostante l’oltraggio subito, Manfredi racconta con serenità e senza rancore la violenza che il suo cadavere ha subito. (sorriso)
La tematica del corpo ha particolare importanza in questo canto:
- La schiera di anime che vede respirare Dante si spaventa;
- Dante stesso, si spaventa non vedendo l’ombra di Virgilio e temendo di essere stato abbandonato;
- Il corpo di Manfredi.
Il pentimento di Manfredi
Il pentimento di Manfredi
Presentando la figura di Manfredi, Dante la inserisce nel contesto del purgatorio, nonostante fosse stato scomunicato, perché sceglie di dare credito a una diceria secondo la quale, in punto di morte, Manfredi si sarebbe riconciliato con Dio, pentendosi dei propri peccati: Eresia, ateismo, e la lotta contro i valori cristiani.
Come ha fatto nell’Inferno, anche in questa seconda cantica, Dante fa descrivere alle anime che incontra il momento esatto che ne ha determinato il destino ultraterreno.
Dante riprende una dottrina teologica della sua epoca, che prevedeva che una persona potesse pentirsi in cuor suo e quindi accedere al purgatorio senza confessione.
Dante e la Chiesa
Attraverso le parole del personaggio di Manfredi, Dante scaglia una violenta accusa contro la Chiesa, i cui rappresentanti non sono interpreti della misericordia divina; al contrario la Chiesa agisce come una potenza politica, trascurando l’ambito spirituale.
Le fonti di ispirazione di Dante
Dante potrebbe essersi ispirato a tre fonti per la descrizione del personaggio di Manfredi:
I caratteri di bellezza fisica, capelli biondi e aspetto nobile richiamano sia il modello del paladino medievale, il cui più valoroso esempio è Orlando, sia il personaggio biblico di David; questi era un giovane che liberò il suo popolo dalla minaccia dei filistei uccidendo il gigante Golia e diventando così re d’Israele. Fu anche l’autore dei salmi, cioè poesie musicate con i versetti della Bibbia.
La bellezza di Manfredi è tuttavia sfregiata dai colpi di spada che lo hanno ucciso (antitesi).
La sua gentilezza nell’aspetto rispecchia la nobiltà morale del personaggio.
La figura di Manfredi viene paragonata a Cristo, come vittima sacrificale. Inoltre, è presente un richiamo all’episodio in cui Cristo mostrò le proprie stigmate a San Tommaso.
Manfredi stesso, per presentarsi, fa riferimento a due donne: Sua madre, l’imperatrice Costanza d’Altavilla, e sua figlia Costanza.
Domande da interrogazione
- Qual è il destino di Manfredi e il suo legame con Federico II di Svevia?
- Come avvenne la sepoltura di Manfredi e quale significato ha?
- Qual è il significato del pentimento di Manfredi nel contesto del purgatorio?
- Qual è la critica di Dante nei confronti della Chiesa attraverso la figura di Manfredi?
- Quali fonti ispirarono Dante nella descrizione di Manfredi?
Manfredi, figlio di Federico II di Svevia, cercò di continuare il progetto paterno di controllo tedesco sull'Italia, ma morì valorosamente a Benevento nel 1266.
Nonostante l'onore ricevuto dall'esercito avversario, il corpo di Manfredi fu dissepolto dall'arcivescovo di Cosenza per volere del papa, simbolizzando l'assenza di Dio e la mancanza di una degna sepoltura.
Dante colloca Manfredi nel purgatorio, credendo che si sia riconciliato con Dio in punto di morte, nonostante la sua scomunica, seguendo la dottrina teologica che ammette il pentimento senza confessione.
Dante, tramite Manfredi, accusa la Chiesa di non essere interprete della misericordia divina, ma di agire come una potenza politica, trascurando il suo ruolo spirituale.
Dante si ispirò a modelli come il paladino medievale Orlando e il biblico David, evidenziando la bellezza e nobiltà di Manfredi, ma anche la sua vulnerabilità, paragonandolo a Cristo come vittima sacrificale.