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Concetti Chiave

  • Dante incontra Casella, un'anima incorporea, evidenziando l'opposizione tra corporeità e incorporeità nel Purgatorio.
  • Virgilio raccomanda a Dante di mostrare rispetto, mentre l'angelo nocchiero guida le anime verso l'antipurgatorio con ali rivolte verso Dio.
  • Le anime nel Purgatorio cantano salmi di liberazione, simboleggiando la loro leggerezza rispetto a quelle dell'Inferno.
  • Dante riconosce Casella, richiamando l'Eneide, e si interroga sulla sua presenza tre mesi dopo la morte.
  • Il giubileo del 1400 o una necessità narrativa di Dante spiegano la permanenza di Casella nel Purgatorio.

Incontro con Casella

Nel Secondo canto del Purgatorio Dante incontra Casella, un musico che lui cerca di abbracciare, ma non ci riesce perché è incorporeo, composto di quintessenza, emerge quindi l’opposizione fra corporeità e incorporeità. Dante lo intravede in via via che si avvicina come un punto luminoso. Infatti nel Purgatorio le anime conservano ancora i loro lineamenti umani, che assumeranno via via che si raggiunge il Paradiso.

Virgilio e l'angelo nocchiero

Virgilio chiede a Dante di tenere un modo di fare rispettoso e le mani giunte in segno di riverenza perché d’ora in poi incontreranno solamente i cosiddetti ministri di Dio. Virgilio prova un misto di paura e benessere poiché sa che una volta tornato nell’inferno, nel Limbo non avrà più possibilità di rivedere quel luoghi. L’angelo nocchiero che guida le barca che conduce le anime dalla foce del Tevere alla spiaggetta dell’antipurgatorio, ha le ali rivolte l’alto, verso Dio. La barca non affonda ma galleggia, perché le anime che trasporta sono molto più leggere rispetto a quelle dell’inferno e cantano salmi, come quello sulla liberazione degli Ebrei dall’Egitto (figura di quello che accadrà durante il Giudizio universale) e quindi la liberazione delle anime dal corpo terrno. Tuttavia quando giungono nella spiaggia e si accorgono che Dante è vivo, le anime si rivolgono a lui in cerca di aiuto, ma proprio come nell’inferno Dante non si può soffermare molto su di loro.

Riconoscimento e riflessioni

Quando Dante riconosce Casella avviene una sorta di riferimento all’Eneide, come nel momento in cui Enea scendendo nell’Ade per incontrare Anchise e si tocca tre volte il petto con le mani. Dante si chiede come casella dopo tre mesi dalla sua morte sia ancora lì. Le spiegazioni sono due, una riguarda l’indulgenza retroattiva concessa dal giubileo del 1400 oppure una semplice esigenza letteraria di Dante. Proprio quando chiede di essere allietato dalle “dolci rime d’amore” ecco che arriva Catone a disperdere la folla, quasi a volere chiudere l’introduzione al Purgatorio iniziata nel I canto.

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Domande da interrogazione

  1. Qual è il significato dell'incontro tra Dante e Casella nel Purgatorio?
  2. L'incontro tra Dante e Casella evidenzia l'opposizione tra corporeità e incorporeità, poiché Casella, essendo incorporeo, non può essere abbracciato da Dante. Questo momento sottolinea la transizione delle anime nel Purgatorio, che conservano i loro lineamenti umani in attesa di raggiungere il Paradiso.

  3. Qual è il ruolo dell'angelo nocchiero nel viaggio di Dante?
  4. L'angelo nocchiero guida la barca che trasporta le anime dall'inferno all'antipurgatorio, simboleggiando la leggerezza delle anime purificate rispetto a quelle dannate. La barca galleggia e le anime cantano salmi, rappresentando la speranza di liberazione e il cammino verso Dio.

  5. Come si collega il riconoscimento di Casella da parte di Dante all'Eneide?
  6. Il riconoscimento di Casella richiama un episodio dell'Eneide, dove Enea tocca il petto per riconoscere Anchise. Dante si interroga sulla presenza di Casella dopo tre mesi dalla sua morte, suggerendo che ciò possa derivare dall'indulgenza retroattiva del giubileo o da una necessità narrativa, prima che Catone interrompa il loro incontro.

Domande e risposte

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