Concetti Chiave
- La "non poesia" dantesca, secondo Benedetto Croce, include canti influenzati da astrologia e scienze, riflettendo una visione medievale e enciclopedica di Dante.
- Nel Canto della Luna, Beatrice spiega a Dante le macchie lunari come conseguenza di un materiale che riflette la luce, unendo teologia e astronomia.
- Dante considera le anime nel cielo della Luna come imperfette, poiché più ci si allontana dalla Terra, più le anime diventano pure.
- Il concetto di purgatorio è centrale nel pensiero dantesco, dove tutte le anime devono passare prima di accedere al paradiso.
- Personaggi come San Francesco sono utilizzati da Dante come Exempla per illustrare il percorso di redenzione e la necessità di spogliarsi delle impurità.
La Non Poesia Dantesca
È il canto delle figure femminili del paradiso. In particolare questi sono i canti che Benedetto Croce definisce come “canti non poetici”. Introduce quindi la categoria della “non poesia” dantesca che, in quanto tale, è intrisa di astrologia, matematica, fisica ecc.. Dante in quanto uomo del 400’, non ha questo impianto improntato sul realismo e la veridicità dei fatti di fatti lui è un enciclopedista avendo una visione totalizzante medievale, tomistica e aristotelica, ed è per questo che ai giorni nostri questo concetto della “non poesia” lo sorvoliamo.
Il Canto della Luna
Il canto II parla della Luna. Dante chiede a Beatrice il perché ci sono le macchie lunari. Beatrice quindi gli da una spiegazione teologica e astronomica dicendo che la luna sarebbe stata formata da un materiale più o meno recettivo alla luce che quindi genererebbe le macchie solari. Qui quindi siamo nel cielo sulla luna, il più vicino alla terra.
Che cos'è l'Ideologia Dantesca e le Anime?
Nell’ideologia Dantesca più si è vicini alla terra, più gli esseri nelle sfere celesti sono imperfetti. L’empireo, invece, è l’unico cielo spirituale mentre tutti gli altri sono cieli materiali. Più si va verso l’alto e più la materia si raffina. Per Dante, nel cielo della Luna ci sono le anime di coloro che hanno avuto una beatitudine più marcata dalle impurità. Tutte le anime, prima di stare in paradiso sono passate dal purgatorio. Generalmente i personaggi di cui ci parla Dante sono degli Exempla, come San Francesco il quale in primis è stato un peccatore per poi spogliarsi di tutto ciò che aveva e di fare la vocazione a Dio. Per dare forza alla concezione del sinodo e del tomismo Dante deve collocare alcune anime in un determinato luogo.
Domande da interrogazione
- Qual è il concetto di "non poesia" nella visione dantesca?
- Qual è la spiegazione di Beatrice riguardo alle macchie lunari nel "Canto della Luna"?
- Come si struttura l'ideologia dantesca riguardo alle anime nei cieli?
La "non poesia" dantesca, come definita da Benedetto Croce, si riferisce ai canti che non seguono i canoni poetici tradizionali, ma sono intrisi di elementi come astrologia, matematica e fisica, riflettendo la visione enciclopedica di Dante, uomo del 400’ (testo).
Beatrice spiega a Dante che le macchie lunari sono il risultato di un materiale che riflette la luce in modo diverso, suggerendo una connessione tra teologia e astronomia, mentre si trovano nel cielo della Luna, il più vicino alla terra (testo).
Nell'ideologia dantesca, le anime più vicine alla terra sono considerate imperfette, mentre l'empireo rappresenta il cielo spirituale. Le anime della Luna, ad esempio, sono quelle che hanno raggiunto una beatitudine minore, avendo prima passato il purgatorio (testo).